(NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

Le nuove foto di Saturno visto da vicino

Sono le prime della nuova missione della sonda Cassini intorno al pianeta, ai suoi anelli e al gigantesco esagono

(NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

La sonda Cassini della NASA ha scattato una nuova serie di fotografie all’atmosfera di Saturno, nell’ambito dell’ultima fase della sua missione intorno al pianeta, che attualmente si trova a 1,7 miliardi di chilometri dalla Terra. Le immagini mostrano parte dell’emisfero nord di Saturno con un buon livello di dettaglio e, tra le altre cose, offrono la possibilità di vedere (relativamente) da vicino il cosiddetto “esagono”, la gigantesca formazione nuvolosa esagonale con un’estensione massima di 30mila chilometri (il diametro della Terra è di circa 12.700 chilometri). Saturno è praticamente una grande palla di gas: i ricercatori sospettano che questo possa avere condizionato il comportamento dell’esagono, che dura come minimo da decenni, ma che non si può escludere si sia originato secoli fa.

Cassini è in orbita intorno a Saturno dal 2004 ed è stata realizzata con la collaborazione dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e di quella europea (ESA). Il suo compito principale è di studiare le caratteristiche del pianeta, quelle della sua famosa serie di anelli e delle numerose lune che gli orbitano intorno. La sonda è stata chiamata così in onore dell’astronomo italiano Gian Domenico Cassini, tra i primi studiosi del pianeta a fine Seicento.

La nuova fase della missione di Cassini è iniziata il 30 novembre scorso e consiste nel far compiere alla sonda 20 orbite, ciascuna della durata di una settimana terrestre, intorno a Saturno con passaggi sopra il polo nord del pianeta e successivamente lungo il bordo degli anelli più esterni. Le immagini pubblicate dalla NASA risalgono al 2 e al 3 dicembre scorsi e rendono ben visibili l’esagono e parte degli anelli. I passaggi ravvicinati proseguiranno fino al prossimo 22 aprile, poi Cassini si dedicherà all’osservazione della luna Titano e infine nell’autunno del 2017 si tufferà nell’atmosfera del pianeta per raccogliere altri dati sulla sua composizione, prima di polverizzarsi a causa dell’impatto con gli strati atmosferici più densi. Cassini è una delle sonde più longeve della NASA per lo studio dei pianeti, il suo viaggio dalla Terra è iniziato nel 1997.

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