(SAUL LOEB/AFP/Getty Images)

La strana origine della tromba da stadio nelle canzoni

È un effetto vecchio ma ancora diffuso, anche nell'ultimo disco di Beyoncé: arriva dalle discoteche giamaicane degli anni Settanta

(SAUL LOEB/AFP/Getty Images)

Quando si parla di musica, un campione (sample in inglese) è un suono più o meno lungo che può essere usato come base per una canzone, oppure può essere aggiunto a una canzone già completa, per arricchirla. Nel primo caso i campioni sono solitamente lunghi pezzi di canzoni: “Ghetto Gospel”, una delle più famose canzoni di Tupac, usa per esempio “Indian Sunset” di Elton John. Nel secondo caso si parla di campioni più brevi, di pochi secondi, che riproducono un suono o una frase. Uno dei sample più comuni e diffusi è allo stesso tempo uno dei più fastidiosi e dozzinali: viene usato dai dj inesperti quando non sanno cosa fare, e allo stesso tempo finisce ancora oggi in canzoni con produzioni di altissimo livello. La sua diffusione è un fenomeno così buffo e inspiegabile che è diventato anche un meme e su YouTube c’è tutto un genere di video al riguardo. È il suono della tromba da stadio. E sempre la stessa tromba da stadio: questa.

Avete buone probabilità di sentire il sample della tromba da stadio se andate a una festa tra amici e c’è qualcuno che vuole provare la sua nuova versione gratuita di un qualsiasi software per dj; ma è altrettanto probabile sentirlo ascoltando l’ultimo disco di un famoso cantante internazionale. Per esempio è finito in Lemonade di Beyoncé, un disco a cui hanno lavorato alcuni dei più importanti e apprezzati produttori e musicisti del mondo.

Se seguite il calcio, è possibile che lo abbiate sentito anche in una recente pubblicità di auto trasmessa durante la Champions League, con Sergio Aguero.

La tromba da stadio nelle canzoni non è un fenomeno nuovo: è usata all’inizio di “Forever”, una famosa canzone del 2010 di Drake, Eminem, Kanye West e Lil Wayne.

La storia del sample della tromba da stadio è abbastanza misteriosa e piena di lacune: l’unico esperto che ha provato a rintracciare le origini del fenomeno è Jeff Weiss, un giornalista di Pitchfork specializzato in hip hop. Nel 2013 Weiss ha raccolto quello che sappiamo sul sample in un articolo pubblicato sul sito della Red Bull Music Academy. Weiss ha scritto di essere stato indirizzato verso il dj britannico Tim Westwood, storico conduttore di vari programmi di BBC, da produttori e dj nel giro dell’hip hop. In una discussione su Reddit, un utente ha confermato che nei suoi programmi Westwood usava spesso il suono della tromba da stadio: aveva copiato quell’abitudine da alcune radio underground. Altri dj di New York – come Funkmaster Flex, Green Lantern e DJ Whoo Kid – usavano la tromba da stadio già diversi anni prima. Secondo Weiss, il primo dj a introdurla nella forma che conosciamo oggi e nella musica americana fu Cipha Sounds, nel programma mattutino sulla radio New York’s Hot 97.

In realtà le origini del sample arrivano dalla musica caraibica e lo stesso Cipha Sounds ha spiegato di averlo preso dallo stile dei dj giamaicani. Qui però la ricostruzione di Weiss si ferma: non è facile capire come la tromba da stadio si sia diffusa nel reggae, il genere musicale più suonato in Giamaica. La teoria più accreditata su Reddit è che il suo successo sia dovuto al fatto che ai Caraibi si sentono molte sirene delle navi da crociera, che se velocizzate ricordano la tromba da stadio. Weiss ha provato a darne una versione romanzata:

Immaginate la prima volta in cui è risuonato in una discoteca di Kingston negli anni Settanta. Deve aver gelato tutti nel mezzo di una canna, con le schiene ricurve e la fronte gocciolante di sudore, il dj scuote i suoi dread e si piega sulla consolle, “rifallo, rifallo”. Accendini che accendono gli spinelli di orange crush. Torri umane e spari a Tivoli Gardens. E poi, la ciliegina sulla torta, la cazzo di tromba da stadio.

Roger Steffens, uno dei più grandi esperti di musica reggae al mondo, ha sostenuto che la prima occorrenza su un disco di una tromba da stadio sia in un lato B del 1972 dei Wailers, il gruppo di Bob Marley. La tromba compare alla fine, al minuto 3.05, ma ha un suono molto diverso da quello che conosciamo oggi (quasi non sembra una tromba da stadio). Steffens dice che negli anni Settanta il suono diventò un sostituto più accettabile degli spari o delle esplosioni.

A quel tempo i dj suonavano fisicamente le trombe da stadio nelle discoteche. Le cose cambiarono negli anni Ottanta, con l’arrivo delle campionature digitali. Si diffusero i sintetizzatori Casio economici, che i produttori giamaicani riempirono di spari, sirene e trombe da stadio. Come il sample sia arrivato dal reggae all’hip hop non è chiaro, ma si sa che è successo all’inizio degli anni Novanta, prima nella East Coast statunitense – qualcuno parla di una tromba da stadio in una rara versione alternativa di “Bring the Noise” dei Public Enemy – e poi in California, sull’altra costa. In quel periodo negli Stati Uniti si cominciò a suonare dancehall, il sottogenere del reggae nato in Giamaica negli anni Settanta che più aveva utilizzato le campionature. Il dancehall si mischiò con l’hip hop e la tromba da stadio cominciò a essere usata anche dai rapper. Il produttore Ras G e il conduttore radiofonico DJ Skee sono identificate da Weiss come due delle figure chiave della diffusione al grande pubblico della tromba da stadio.

La versione che sentiamo ancora oggi fu campionata però da Cipha Sounds, che ne registrò anche un’apprezzata variante in cui la tromba emette quattro suoni ravvicinati, di cui l’ultimo è prolungato. «Gli artisti chiamano la nostra stazione radio per chiederci se possono usare la tromba nelle loro canzoni. È nelle prime registrazioni di Major Lazer (un progetto del famoso dj Diplo). L’ha usata Pharrell. L’ha usata Missy Elliot. Se cerchi su Google “air horn”, solitamente quello che compare è il mio effetto. È un po’ il mio bambino», ha raccontato Cipha Sounds.

Quale sia il ruolo della tromba da stadio nella musica del 2016 non è troppo chiaro. Se da un lato è uno dei più diffusi cliché dell’hip hop e della musica elettronica (soprattutto nella trap), continua a essere usato anche da gente insospettabile come Beyoncé. Burn One, un produttore di Atlanta che ha lavorato con Gucci Mane e A$AP Rocky, ha detto: «È diventato più che un cliché. I dj lo usano quando non possono fare nient’altro. Tutti si guardano intorno e poi boom… tromba da stadio. Ho viaggiato per tutto il paese negli ultimi quattro o cinque anni. È dappertutto».

Qualcuno pensa che molti produttori e dj lo usino “in modo ironico”, con la consapevolezza che sia un effetto logoro e scadente. Questa teoria sembra essere confermata dal fatto che intorno alle trombe da stadio è nato perfino un meme, quello dei remix fatti interamente con il sample.

Nel 2013 gli Ylvis, il duo norvegese che ha fatto “What Does the Fox Say?”, ne fecero un video in cui diverse persone cantano e suonano canzoni famose, aggiungendoci trombe da stadio (analogiche però).

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