Carrie Fisher con uno Stormtrooper alla prima di Star Wars: Il risveglio della Forza a Londra, 16 dicembre 2015 (EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA)

Carrie Fisher e due personaggi

Due su tutti, diciamo: oltre al suo proprio

Carrie Fisher con uno Stormtrooper alla prima di Star Wars: Il risveglio della Forza a Londra, 16 dicembre 2015 (EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA)

Carrie Fisher di Guerre Stellari o Carrie Fisher dei Blues Brothers? Lei ne ha fatte parecchie, in sessant’anni, ma alla fine siamo innamorati di queste due: e di quale di più, voialtri? Certo, è come “vuoi più bene a mamma o papà?”.

Carrie Fisher compie oggi 60 anni. Non ne era del tutto contenta, l’ultima volta che ne ha parlato.
Ma potrebbe esserlo. Nella sua vita ha scritto, sceneggiato, recitato. È nata a Beverly Hills, in California. Il padre Eddie Fisher era un famoso cantante e la madre Debbie Reynolds una famosissima attrice. Quando aveva due anni, i genitori divorziarono e il padre sposò Elizabeth Taylor. Crebbe con l’idea di diventare famosa come i suoi genitori, fece la Principessa Leia in Guerre Stellari del 1977 e di nuovo nei due successivi episodi della saga: L’impero colpisce ancora (1980) e Il ritorno dello Jedi (1983).

In quel periodo però iniziò a usare droghe pesanti che la fecero stare molto male. Poi fece quella piccola ma leggendaria parte nei Blues Brothers: l’ex fidanzata di Belushi di quella scena in cui lui fa un breve monologo entrato nell’uso quotidiano di mezzo mondo (“le cavallette…”), ma anche il suo di “abbandonata all’altare” e lanciafiamme non è da meno; le sue prestazioni di attrice risentivano della sua dipendenza e rischiò quasi il licenziamento. Però si fidanzò con Dan Aykroyd, brevemente: poi tornò con Paul Simon – con cui aveva avuto una relazione per anni – lo sposò, ma divorziarono subito, e poi si rimisero insieme e si lasciarono di nuovo.

A 24 anni le venne diagnosticato un disturbo bipolare, ma per parecchi anni non accettò la diagnosi né volle curarsi. Il suo primo romanzo, Cartoline dall’inferno, sui suoi guai, uscì nel 1987. Ne venne tratto un film con Meryl Streep, di cui Fisher curò la sceneggiatura. Lavorò anche alla sceneggiatura di Hook – Capitano Uncino di Spielberg: ma è un lavoro che farà su tanti film, soprattutto d’azione, e anche sui successivi Star Wars. Come attrice, nel 1986 fece Hannah e le sue sorelle di Woody Allen e nel 1989 Harry ti presento Sally (lei della coppia di amici dei protagonisti) e nel primo film della serie Austin Powers. Pubblicò un secondo romanzo nel 1990, Surrender the Pink, tradotto in italiano con il titolo Non c’è come non darla. Nel 2009 scrisse e mise in scena lo spettacolo teatrale autobiografico Whishful Drinking, in cui, in modo comico, raccontò della sua famiglia, del suo disturbo bipolare e del rapporto travagliato con il personaggio della principessa Leia che l’aveva resa famosa.

E che ha interpretato di nuovo nel 2015 nell’episodio di Star Wars diretto da J.J. Abrams, Il risveglio della forza, da gran signora, da principessa.