Il coming out di Lilly Wachowski

È la regista prima nota come Andy Wachowski: ieri ha detto di essere una donna transgender e di aver reso pubblica la cosa dopo che era stata ricattata dal "Daily Mail", che però ha negato tutto

(Lilly Wachowski/The Windy City Times)

L’8 marzo la regista finora nota come Andy Wachowski ha scritto una lettera al Windy City Times – un giornale di Chicago che si occupa di questioni LGBT (acronimo Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) – spiegando di essere una donna transgender e di voler essere chiamata Lilly Wachowski. Lilly Wachowski ha 48 anni ed è la sorella di Lana Wachowski, che ha 50 anni. Anche Lana ha fatto lo stesso percorso e prima del 2012 era nota come Larry Wachowski. Quando erano due fratelli i Wachowski hanno diretto Matrix ed i suoi due sequel. Lilly e Lana Wachowski hanno anche diretto Cloud Atlas, film del 2012 e ideato la serie di Netflix Sense 8. Lilly Wachowski ha spiegato di essere una donna da diversi anni ma di non aver ancora fatto coming out perché non si sentiva pronta a farlo. Nella sua lettera ha però scritto che qualche giorno fa un giornalista del tabloid britannico Daily Mail ha cercato di estorcerle un’intervista sulla sua transizione sessuale e lei ha quindi deciso di fare coming out pubblicamente, per non cedere al ricatto.

Nella sua lettera Lilly Wachowski ha scritto che un giornalista di DailyMail.com (la versione statunitense del Mail Online, britannico) l’ha minacciata dicendo che avrebbe reso pubblico il fatto che lei è una donna transgender e di volerlo fare anche senza il suo permesso. Il Daily Mail ha presentato una versione diversa della storia e ha «negato in modo categorico di aver provato a obbligare Lilly Wachowski a rendere pubblica la sua transizione di genere». Il Daily Mail ha spiegato che il suo giornalista è stato «per tutto il tempo estremamente comprensivo e gentile» e ha aggiunto:

Come dice la stessa signorina Wachowski non siamo stati il primo media a avvicinarci a lei e siamo stati totalmente chiari in diversi momenti della conversazione nel far capire che eravamo interessati a pubblicare la notizia solo se e quando lei avesse deciso che potevamo farlo, con la sua collaborazione.

Il Daily Mail scrive anche che il suo giornalista si è congedato augurandole buona fortuna per la sua “transizione” (journey, in inglese) e di essersi addirittura stupito della reazione di Wachowski che secondo il giornalista era immotivata “considerando la gentilezza e la sensibilità” con cui lui si era posto nei suoi confronti. Il Daily Mail ha concluso il suo commento alla vicenda scrivendo: «siamo confusi dal modo in cui la signorina Wachowski ha reagito, ma le auguriamo buona fortuna».

Della vicenda si è occupato anche il Guardian, che ha spiegato un passaggio della lettera di Wachowski, quello in cui lei scrive che «il Daily Mail è stato un organo “di informazione” [le virgolette ci sono nell’originale] che ha avuto una parte rilevante nell’outing nazionale di Lucy Meadows». Meadows era un’insegnante e una donna transgender che si suicidò nel 2013. Prima della sua morte si parlò molto della sua storia, resa pubblica da alcuni giornali, perché secondo alcuni era inappropriato che facesse l’insegnante. In quei giorni Richard Littlejohn scrisse sul Daily Mail un articolo intitolato “Lui non è solo nel corpo sbagliato, fa anche il lavoro sbagliato”. Il Guardian precisa anche che non ci sono prove che colleghino il suicidio di Meadows all’articolo scritto da LittleJohn.

Lilly Wachowski non ha per ora commentato quanto scritto dal Daily Mail, in risposta alla sua lettera.

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