• Moda
  • venerdì 12 febbraio 2016

Breve guida alle Settimane della moda

Fino al 9 marzo gli stilisti più importanti presenteranno a New York, Londra, Milano e Parigi le collezioni per l'autunno: dove si tengono le sfilate più lussuose? E quelle più alternative?

di Enrico Matzeu – @ematzeu
Lo stilista Karl Lagerfeld arriva in passerella alla fine della sfilata di Chanel alla Settimana della moda di Parigi, 6 ottobre 2015. (Pascal Le Segretain/Getty Images)

La settimana della moda di New York ha aperto il periodo di sfilate in cui gli stilisti propongono le collezioni donna per la prossima stagione autunno/inverno, quella del 2016-2017: dall’11 febbraio al 9 marzo si succederanno a New York, Londra, e Milano, per chiudere con Parigi. Le collezioni vengono presentate con così largo anticipo per dare il tempo ai responsabili dei negozi e delle grandi catene di scegliere cosa comprare, e alle aziende di produrre i capi in base alle richieste. Questo sistema ultimamente è entrato in crisi, soprattutto a causa di internet e i social network che mostrano i nuovi capi in tempo reale, rendendoli subito desiderabili. Alcune aziende come Burberry, Tom Ford e Vetements – la linea di Demna Gvasalia che è anche direttore creativo di Balenciaga – hanno deciso che dal prossimo settembre faranno sfilare le collezioni autunnali in autunno e le metteranno subito in vendita.

Le settimane della moda di New York, Londra, Milano e Parigi – soprannominate anche “capitali della moda” – sono considerate le più importanti al mondo perché vi sfilano le case di moda più grandi e prestigiose, e anche perché nel tempo sono diventate quelle più seguite dai compratori e dai giornalisti più influenti. Molto dipende dall’essere città in cui l’industria e il mercato della moda sono molto sviluppati. Ognuna ha però delle caratteristiche distinte che la differenziano dall’altra.

New York

La New York Fashion Week si tiene quest’anno dall’11 al 18 febbraio ed è la più antica di tutte. Venne organizzata per la prima volta nel 1943 dalla giornalista Eleanor Lambert in risposta all’interesse esclusivo della stampa per l’alta moda francese. Non tutti i giornalisti potevano infatti andare a Parigi, così Lambert organizzò una “Settimana della stampa” a New York per presentare i lavori degli stilisti americani, fino a quel momento ignorati. Negli anni Ottanta e Novanta le sfilate si tenevano sotto a tendoni allestiti a Bryant Park, ora sono organizzate in svariati luoghi della città. Fino a qualche anno fa era interamente sponsorizzata da Mercedes-Benz, e si chiamava per questo Mercedes-Benz New York Fashion Week.

A New York sfilano soprattutto stilisti statunitensi o naturalizzati americani. Tra i marchi storici ci sono Ralph Lauren, Tommy Hilfiger, Oscar De La Renta, Carolina Herrera, DKNY, e tra i più recenti Michael Kors, Vivienne Tam e Vera Wang. Tra tutte le settimane della moda, quella di New York è definita dallo stile streetwear, ispirato ai vestiti indossati dai più giovani in strada e nella vita di ogni giorno. I marchi più importanti che se ne occupano sono Alexander Wang, Jeremy Scott (direttore creativo di Moschino), J. Crew, Derek Lam, Hood by Air e dall’anno scorso c’è anche la linea di Adidas disegnata da Kanye West. Secondo il New York Times i nomi nuovi da tenere d’occhio sono il collettivo Vaquera, lo stilista Eric Schlösberg, LRS Studio del messicano Raul Solis, Hardeman di Sophie Hardeman e lo stilista ucraino Anton Belinskiy.

Londra

La London Fashion Week si tiene quest’anno dal 19 al 23 febbraio ed è organizzata dal British Fashion Council, l’ente che si occupa della moda britannica. È una delle settimane della moda più recenti: è nata nel 1984 ma in poco tempo è diventata un centro importante, soprattutto per gli stilisti emergenti e la cosiddetta moda alternativa. Inizialmente le sfilate erano organizzate sotto un tendone nel cortile della Somerset House, ora si tengono in diverse zone della città. È stata una delle prime a trasmettere le sfilate online, una possibilità che dal 2010 viene offerta a tutti gli stilisti che vi partecipano.

La moda che si vede a Londra è soprattutto quella classica “british”, associata a Burberry, Daks, Mulberry, Pringle of Scotland e Paul Smith, e quella dallo stile anticonformista degli ultimi vent’anni, come Vivienne Westwood (che con la seconda linea Red Label sfila anche a Milano), Gareth Pugh, conosciuto per il suo stile dark e Alexander McQueen, noto per gli abiti dal gusto gotico e ricercato. Il marchio di McQueen, guidato ora da Sarah Burton, sfila a Londra quest’anno per la prima volta (prima lo faceva a Parigi). Ci sono anche stilisti nuovi ma già molto seguiti dalla stampa, come J. W. Anderson, Anya Hindmarch, la greca Mary Katrnazou che fa abiti dalle stampe astratte e molto colorate, Barbara Casasola, Peter Pilotto e Christopher Kane. A Londra sfilano tantissimi nomi nuovi soprattutto perché ci sono molte scuole di moda: la più prestigiosa, la Central Saint Martins, organizza durante la London Fashion Week una sfilata con i lavori dei suoi studenti.

Milano

Milano Moda Donna, organizzata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, è in programma quest’anno dal 24 al 29 febbraio. Le sfilate in Italia sono nate con Giovanni Battista Giorgini, che nel 1952 a Firenze iniziò a mostrare le collezioni degli stilisti di alta moda. Negli anni Settanta la moda si spostò a Milano, dove nacquero le sfilate di prêt à porter tenute inizialmente alla Fiera di Milano: c’erano Walter Albini, Krizia e Missoni. Poi arrivarono anche Giorgio Armani, Versace, Gianfranco Ferré e negli anni Novanta Dolce & Gabbana. Sono tutti marchi storici milanesi, a cui si aggiungono aziende che hanno ancora sede a Firenze come Gucci, Emilio Pucci, Roberto Cavalli ed Ermanno Scervino.

La moda italiana è sempre stata famosa per il Made in Italy, le aziende manifatturiere che producono abbigliamento e accessori in modo ancora artigianale. Negli ultimi anni gli addetti ai lavori hanno criticato la mancanza di innovazione all’interno di Milano Moda Donna, ma la nomina nel 2015 di Carlo Capasa come nuovo presidente della Camera della Moda sta cambiando qualcosa, e la stampa ha visto qualche segno di ripresa nell’ultima settimana della moda. A Milano ultimamente sfilano anche molti stilisti internazionali e asiatici. Tra i giovani più interessanti ci sono Marco De Vincenzo, Arthur Arbesser, Lucio Vanotti, Au Jour Le Jour e Piccione.Piccione.

Parigi

Mode a Paris è la settimana della moda francese, organizzata dalla Fédération Française de la Couture du Prêt-à-Porter des Couturiers et des Créateurs de Mode. È quella che dura più a lungo e quest’anno si tiene dal primo al 9 marzo. La moda a Parigi è nata con l’haute couture a fine Novecento: i più famosi stilisti francesi hanno iniziato a occuparsi di prêt à porter soltanto all’inizio degli anni Settanta, mentre negli Stati Uniti era già affermato da un po’ di anni. La moda francese ha le maison più storiche, tutt’ora un punto di riferimento importante, guidate da stilisti contemporanei: Chanel, Dior, Louis Vuitton, Hermés, Balmain, Givenchy, Lanvin.

Parigi è considerata la più lussuosa delle fashion week ed è anche la più internazionale: dagli anni Ottanta ci sfilano anche molti stilisti giapponesi, Kenzo, Comme des Garçons, Yohji Yamamoto, e belgi come Maison Margiela, Dries van Noten e Ann Demeuleemester. Nella capitale francese presentano le loro collezioni anche alcuni italani, come Valentino, Giambattista Valli e Miu Miu, la seconda linea di Miuccia Prada.

Quest’anno Mode a Paris è particolarmente attesa soprattutto per il debutto di Demna Gvasalia alla direzione artistica di Balenciaga, e perché Dior e Lanvin sfileranno per la prima volta senza dei direttori creativi famosi dopo le dimissioni, rispettivamente, di Raf Simons e Alber Elbaz.

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