(Tom Pidgeon/Getty Images)

Da dove viene il nesso tra menta e alito pulito?

Come l'industria pubblicitaria ci ha convinti che una bocca pulita e fresca sia una bocca che profuma di menta

(Tom Pidgeon/Getty Images)

Un recente articolo del giornalista scientifico Joseph Stromberg su Vox ha risposto a una domanda piuttosto comune: perché associamo l’idea di un alito fresco e pulito all’odore della menta, che sia attraverso l’aroma di un dentifricio o una “mentina”? Secondo Stromberg il legame è stato creato dall’industria pubblicitaria, che ha fatto sì che al gusto della menta – e in particolare alla sensazione di “freschezza” che genera in bocca – venisse associata una migliore igiene dentale. Ma andiamo con ordine.

L’utilizzo della pianta della menta a fini terapeutici è attestato già nell’antichità, sebbene non fosse specificamente per i denti. In un passo della sua Naturalis historia, lo scrittore e scienziato romano Plinio il Vecchio – vissuto fra il 23 e il 79 d.C. – consigliava di rinfrescare il proprio alito con un impasto di sterco di topo unito a miele. Il primo dentifricio moderno, inventato dallo scienziato francese Julien Botot verso la metà del Settecento, conteneva essenze di garofano, zenzero e cannella. Stromberg spiega che in Europa e negli Stati Uniti la pratica del lavarsi i denti divenne comune nei primi anni dell’Ottocento, ma che «per decenni la gente si spazzolava i denti semplicemente con acqua o polveri abrasive. Per migliorarne il sapore alcuni aggiungevano delle erbe tritate fra cui occasionalmente della menta, ma anche rosmarino, salvia e prezzemolo».

Ai primi del Novecento, per pubblicizzare con maggiore efficacia i loro prodotti, i pubblicitari fecero molto leva sullo “stigma” sociale di avere denti sporchi o un alito cattivo. Negli anni Venti un’azienda in particolare, la Listerine, mise in commercio un collutorio a base di mentolo – una sostanza contenuta nella nota pianta della menta piperita – che venne pubblicizzato come il rimedio per l’alitosi, che secondo una pubblicità dell’epoca «rende le persone impopolari». Rachel Weingarten, un’esperta di storia della cosmetica contattata da Vox, ha spiegato che «ovviamente non è stata Listerine ad inventare la parola “alitosi”: loro sono stati “semplicemente” molto bravi a renderlo un concetto terrificante, facendo leva sulle insicurezze della gente».

menta

Il mentolo fu scelto per un motivo preciso, spiega Stromberg:

I neuroni sensitivi presenti nella nostra bocca sono coperti da un recettore chiamato TRPM8: quando questi recettori si raffreddano, mandano un segnale ai neuroni, che a loro volta dicono al nostro cervello che stanno provando una sensazione di freddo. Il mentolo – così come altre sostanze come l’eucaliptolo – produce lo stesso effetto, “ingannando” i recettori e dando una sensazione di fresco. Ovviamente, il mentolo non uccide i germi né copre l’alito cattivo meglio di altre sostanze, ma la sensazione di “freschezza” produce un effetto immediato e notevole.

La sensazione di freschezza dell’alito provocata dal mentolo, quindi, è stata rappresentata dai pubblicitari come il segno della pulizia e freschezza dell’alito, sebbene non ci fossero prove che funzionassero meglio di altre sostanze o odori. Inoltre, come spiega il magazine Table Matters, negli Stati Uniti all’epoca esistevano già diverse aziende che coltivavano la menta e ne producevano estratti a scopi medicinali a prezzi abbordabili.

Fra mentolo e menta, però, si scelse di “sfruttare” commercialmente la menta, cioè “il contenitore” del la sostanza che materialmente dà la sensazione di freschezza: forse, scrive Stromberg, perché la menta è «un’attraente pianta verde a cespuglio» mentre il mentolo una semplice sostanza chimica. Poco dopo il lancio del collutorio Listerine, la ditta Life Savers per esempio produsse delle caramelle bianche al mentolo pubblicizzandole come se fossero “alla menta” – di cui in realtà contenevano poche tracce – che ebbero un gran successo e vennero presto soprannominate “mentine”.

Ancora oggi un sacco di pubblicità per chewing gum e dentifrici pubblicizzano prodotti “alla menta”, benché della vera pianta di menta contengano quasi nulla e il mentolo venga spesso sintetizzato chimicamente. Nel 1992 la stessa Listerine ha messo sul mercato un collutorio “alla menta” che non contiene tracce di menta piperita: nemmeno in prodotti derivati come l’olio di menta.

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