Nico Rosberg sul suono “nuovo” dei motori di Formula 1

In un'intervista con Repubblica ha detto che quelli che si lamentano sono “tutti attaccati al brum brum come i bambini»

Repubblica ha intervistato uno dei piloti di Formula 1 più bravi della sua generazione, Nico Rosberg, che guida per la squadra Mercedes e ha vinto il primo Gran Premio della stagione 2014, e che molti vedono – insieme al suo compagno di squadra Lewis Hamilton – come favorito per la vittoria del campionato. Tra le altre cose, Rosberg ha risposto a una domanda riguardo i malumori emersi dopo la prima gara della stagione sul suono dei motori delle macchine – che sono motori Turbo molto complessi, hanno tutto un altro funzionamento e suonano diversamente che negli ultimi anni.

Vettel e Ecclestone si lamentano: il rumore della F1 non è più quello di una volta.

“Ah sì? Tutti attaccati al brum brum come i bambini. Ma dico: non lo capiscono che la Formula Uno deve essere contemporanea? Le nostre macchine devono servire a migliorare quelle che ogni giorno vanno sulla strada, non a fare strani prototipi per Marte. Tra l’altro corriamo in paesi emergenti ed è giusto sensibilizzare le nuove economie sul tema di un’energia pulita. Come piloti non diventiamo meno machi, solo più responsabili. Io ci tengo alla nostra leggenda, ad andare veloce, a superare, a vincere. Ma consumare meno non è una vergogna”.

Lei parla così e poi avrà un macchinone.

“Ma no. A Montecarlo ho appena comprato una macchina elettrica. Mi è convenuto, il principato mi ridà il 30% del prezzo, è una questione culturale, possiamo continuare a muoverci, e gli altri. Certo in Italia dove trovi le colonnine per ricaricare le auto? E poi il prezzo è ancora molto caro. Rumore cambiato in pista? Giusto il timbro. Non mi scombussola, preferisco sapere che una parte degli scarichi si tramuta in energia”.

Un pilota ecologista?

“Voglio essere spettacolare, ma tra l’essere dei privilegiati e il fregarsene del mondo c’è una bella differenza. Senna te le ricordi per come andava veloce, anch’io che all’epoca avevo nove anni, per il colore del casco, per quello che aveva nel cuore. C’era molto dentro e fuori. Non certo per il rumore della sua macchina, siamo seri”.

foto: Mark Thompson/Getty Images