Katy Perry spiegata sul serio

O almeno una delle sue canzoni di maggior successo, esaminata da un critico musicale tra accordi, sincopi, e gabbie toniche

di Owen Pallett - Slate

Dopo che Ted Gioia ha pubblicato sul Daily Beast il suo articolo che sosteneva che la critica musicale si è trasformata in giornalismo di costume, con poca o nessuna attenzione alle questioni della musica, molti amici su Facebook mi hanno invitato a scrivere un articolo “non noioso” che spieghi una canzone pop di successo usando la teoria musicale. Io dico che sarà comunque noioso. Ma farò del mio meglio.

Ho scelto “Teenage dream” di Katy Perry, perché il suo successo sembra aver spiazzato tutti coloro che odiano Katy Perry nel mondo. Perché è arrivata al numero uno?

Cominciamo dall’ingegnosità del contenuto armonico. È una canzone tutta sulla sospensione – non dal punto di vista della linea vocale e di quel suo insistito 4-3, ma da quello emotivo, che chi ascolta associa con l’esaltazione legata all’essere on the road, su un ottovolante, in viaggio. Questa sensazione è creata in modo semplice, negando all’ascoltatore qualunque accordo sul primo. Profani, l’accordo sul primo è l’accordo costruito sulla nota della tonalità della canzone. Per esempio, una canzone è in Sol ma non ci sono accordi di Sol. Altri esempi simili sono “Dreams” dei Fleetwood Mac e “Music sounds better with you” degli Stardust; quasi simile è “In september” degli Earth Wind and Fire, che ha un accordo sul primo ma solo di passaggio e rivoltato; stessa cosa per “Viva la vida” dei Coldplay.

“Teenage dream” comincia con una chitarra che suona un accordo sul primo, ma un attimo dopo, quando entra il basso, la tonica si trasforma in quarta (quarta con la settima, per essere esatti). L’accordo sul primo non compare più. Notate anche come la melodia di Katy Perry inizi sulla tonica: la nota su cui si basa quell’accordo latitante sul primo. Lei rimane intorno alla tonica, la rinforza, e la melodia vocale definisce la tonalità così chiaramente che toglie ogni dubbio: la voce è “casa”; il resto della canzone le oscilla intorno. Anche quando tonica e accordo si scontrano (come avviene sull’accordo di quinta, su “feel like I’m living a”), la inchioda a casa. La sua voce è il sole e la canzone le orbita intorno. Il “senso di sospensione” di cui ho parlato è un effetto di questo meccanismo. L’insistenza sulla tonica nella melodia tiene le vostre orecchie fisse sulla destinazione, ma la canzone non ci arriva mai. Risultato: la canzone galleggia senza peso. Bel lavoro, autori.

La seconda ragione dell’enorme successo della canzone ha a che fare con il bilanciamento dei pesi delle linee melodiche: equilibrio perfetto tra sospensione e sollievo. Ogni verso inizia dritto, sulla battuta, ma finisce con una sincope: [dritto:] “you think I’m pretty without any” [sincope:]

Piccola considerazione laterale: Dev Hines a volte viene criticato da alcuni autori di musica – che citano come prova il suo lavoro precedente nella rock band Test Icicles – per non essere abbastanza R&B. Ma il tratto delle composizioni di Hines – la loro supposta debolezza – è radicato proprio in questo, nel peso delle sillabe. A differenza di molto R&B, Hines scrive canzoni in cui la melodia non ha sincopi: suonano come se fossero inni sacri. Forse sono noiosi per alcuni di voi, ma altri (tra cui io) ci sentono una stupenda calma religiosa, una certa solennità. Pensate per esempio a “Paranoid” dei Black Sabbath, in cui quasi ogni nota è fuori tempo: FI-nished with my woman cause sheeee WOULDn’t help meeeee WITH myyyy LIFE”. È una melodia abbastanza brutta, no? Non si adegua per niente al testo, ha un suono vagamente ESL, con tutti i pesi sbagliati. Ma la canzone si chiama “Paranoid”, e lui canta di come vorreste godervi la vita e come vorrebbe farlo anche lui ma è troppo tardi. Corrisponde al tema, funziona alla grande.

Tornando a Katy Perry: i versi si allungano ad ogni passaggio: “You think I’m pretty without any makeup/ on, you think I’m …” eccetera. “On” appartiene più al verso successivo che al precedente, i versi si infilano elegantemente l’uno nell’altro. Questo contribuisce a quel farci sentire appesi di cui parlavo prima. Da ascoltatori, restiamo in attesa che arrivi al punto. E ci arriva.

Mentre lei esce dalla modalità introspettiva e comincia a usare più imperativi: “Let’s go all the way tonight! No regrets! Just love!”, diventa più chiara, più seria, basta sincopi. Dopo di che – colpo di genio – il ritornello inverte l’equilibrio dei versi: [sincope:] “You make me [dritto:] “feel like I’m living a …” [sincope:]. E il cuore appiccicoso della canzone, la parte “skin tight jeans”, è tutto dritto nel ritmo, con la voce che cade fuori dalla gabbia tonica di strofa e ritornello, come dei capelli lunghi che si liberano da una crocchia.

Una cosa particolare che funziona: il titolo della canzone (“teenage dream”) è cantato sincopato nel refrain ma dritto sul bridge. Confrontateli nella vostra testa. Lo sentite?  Notevole, eh? Il titolo della canzone è usato ritmicamente in due modi, è una specie di accerchiamento, due lati dello stesso volto. È un titolo che ricorderete, potete scommetterci.

Ecco, quest’analisi era facile perché la canzone è in quattro quarti e le sue ingegnosità sono facili da spiegare. Se avessi dovuto scrivere di “Get lucky” sarebbe stato un altro paio di maniche. Quella sì che è una canzone complicata.

© Slate 2014
foto: Ian Gavan/Getty Images

Owen Pallett è un violinista, compositore e autore di canzoni, e vive a Montreal. Il suo disco In Conflict esce a maggio.

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