The National: le migliori 9 canzoni

Scelte dal peraltro direttore del Post, per chi è stato al concerto di Roma o a quello di Milano

Lunedì 1 luglio suonerà a Milano la band americana The National. È il loro secondo concerto della stagione in Italia: domenica 30 giugno hanno suonato all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Luca Sofri, peraltro direttore del Post, ha messo insieme una lista delle loro nove canzoni migliori, integrando quelle che aveva scelto nel suo libro Playlist, per chi li ha già visti e per chi andrà stasera a vederli e vuole ripassare.

The National (Brooklyn,NewYork,1999)
Sono cinque, di Cincinnati, ma stabiliti a Brooklyn: due coppie di fratelli e Matt Berninger, che è quello che canta con la voce da iola-so-lunga-baby. Secondo una sua definizione, fanno “delusional rock music”. Scelsero il nome più insignificante possibile per fastidio nei confronti delle ricerche di ironia nei nomi delle bands. Però in Germania furono contestati da alcuni attivisti di sinistra che li pensavano nazisti. Poi finirono tutti a ubriacarsi insieme.

It never happened
(Sad Songs For Dirty Lovers, 2003) “Lover put me in your beautiful bed”: è difficile pensare che lei abbia nicchiato di fronte a tanto profondo invito, ma il disco è invece ricco di tormenti e insoddisfazioni sentimentali. “Alle belle persone non succede mai niente di male”. A metà canzone parte una lunga coda strumentale.

Wasp nest
(Cherry tree, 2004)
“Sei un nido di vespe”. Su quelle ragazze fine-del-mondo che le vedi e lo sai che saranno solo guai, e insieme sai anche che andrai ad attaccar discorso lo stesso. Ok, andiamo.

Mr. November
(Alligator, 2005)
Normalmente Berninger smorza cantando le aggressività della sua band e soprattutto del suo batterista, e ne escono grandi cose. Qui decide di andare loro dietro, e arriva pure a urlare, e ne escono grandi cose lo stesso. Parla di sé e del concludere il disco, ma anche di John Kerry all’indomani della sconfitta alle elezioni presidenziali di novembre. “Mr. November” è il titolo che i fans assegnarono a Derek Jeter degli Yankees quando nel 2001 le finali del baseball finirono per la prima volta nella storia a novembre invece che a ottobre, dopo il rinvio a causa dell’attacco alle torri gemelle. Jeter fece la prima battuta valida di novembre, ma poi gli Yankees persero le finali a favore degli Arizona Diamondbacks.

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