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  • venerdì 24 Maggio 2013

Gli scout americani ammetteranno i ragazzi gay

La decisione è stata presa a maggioranza dopo una faticosa discussione, ma il divieto vale ancora per gli adulti

Giovedì il Consiglio nazionale dei Boy Scouts of America, la più grande associazione scout degli Stati Uniti e una delle più grandi al mondo, ha approvato una norma che permette ai ragazzi dichiaratamente gay di far parte del movimento, contrariamente a quanto successo finora.

La nuova regola stabilisce che nessun ragazzo possa essere allontanato dagli scout sulla base «dell’orientamento sessuale». Ha ottenuto il 61 per cento dei voti dei circa 1.400 delegati provenienti da tutto il paese e riuniti a Grapevine, Texas, ed entrerà in vigore dal primo gennaio 2014. Mercoledì notte il capo del movimento, Wayne Brock, ha tenuto un discorso a porte chiuse all’assemblea per cercare di convincere i molti contrari, dicendo che «qui non stiamo parlando di cosa sia legale o meno, ma di cosa sia compassionevole, attento all’altro e gentile». Ha anche ricordato che l’obiettivo degli scout è quello di raggiungere il maggior numero di ragazzi possibile.

La decisione è arrivata dopo anni di opposizione e dibattito interno ed è considerata una svolta importante per gli scout statunitensi, da sempre simbolo dell’America più tradizionalista. Negli ultimi tempi il movimento era stato sottoposto a molte pressioni per adeguarsi alla maggiore apertura dell’opinione pubblica americana, sempre più attenta ai diritti delle persone omosessuali. Molte aziende avevano tolto i finanziamenti all’organizzazione perché il divieto contrastava con le loro regole interne anti-discriminazione, e a febbraio persino il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che è presidente onorario del movimento, aveva chiesto di non allontanare i ragazzi apertamente gay. Negli ultimi anni anche le posizioni all’interno degli scout si sono ammorbidite e secondo un recente sondaggio circa il 48 per cento dei genitori degli scout è favorevole a mantenere il divieto, che tre anni fa era sostenuto dal 57 per cento.

Dopo l’approvazione della nuova norma però molti genitori hanno minacciato di togliere i propri figli dall’associazione, sostenendo che la nuova norma viola il giuramento scout di mantenere «una retta moralità»: secondo recenti stime è probabile che dai 100 mila ai 350 mila ragazzi – su 2,6 milioni di iscritti – abbandonino il movimento.  Ci potrebbero essere anche considerevoli perdite economiche, dato che circa il 70 per cento delle sezioni scout americane è finanziato da istituzioni religiose, perlopiù molto conservatrici. John Stemberger, un leader evangelico della Florida che si è battuto a lungo contro la nuova norma, ha detto che il prossimo mese si terrà una riunione di genitori e volontari a Louisville, in Kentucky, per creare una nuova «organizzazione per sviluppare il carattere dei ragazzi», in alternativa agli scout.

Nonostante il passo avanti l’organizzazione non ha però affrontato il problema più spinoso, cioè l’ammissione di adulti e capi omosessuali. Secondo sondaggi condotti la scorsa estate, la maggior parte dei genitori e dei volontari è fermamente contraria a quest’ulteriore apertura, e finora il comitato esecutivo non si è espresso sull’argomento. Molte associazioni a sostegno dei diritti dei gay hanno detto che continueranno a fare pressione perché il movimento ammetta gli omosessuali di tutte le età. Matt Comer, che ora ha 27 anni, venne cacciato dagli scout quando ne aveva 14 e fondò un gruppo per i diritti dei gay a scuola, facendo coming out: da quando era piccolo desiderava di diventare un’aquila (il rango più alto per gli scout americani) ma non poté mai realizzarlo. Comer ha commentato il voto dicendo che «ho aspettato per 13 anni questo momento. Oggi c’è finalmente un po’ di giustizia per me e per gli altri. Ma i ragazzi gay si sentiranno ancora dire che non sono più ben voluti quando compiranno 18 anni».