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Tommaso Currò, deputato M5S che vuole parlare col PD

Lo ha intervistato la Stampa

Giovedì sulla Stampa Andrea Malaguti intervista un deputato del M5S in palese dissenso con la linea imposta al movimento di Beppe Grillo, e il suo dissenso – probabilmente non solitario – potrebbe diventare una questione rilevante. Si chiama Tommaso Currò, è siciliano.

«Noi parlamentari non siamo automi. E nemmeno bambini. Nessuno ci può svuotare della nostra personalità politica. Diversamente diventiamo schiavi di un manovratore».

Non lo siete?
«No. Ma se andiamo avanti così questo dubbio si cristallizzerà. Con Grillo e soprattutto con Casaleggio. Io non sono uno schiaccia bottoni per conto terzi».

Chi è lei?
«Un cittadino che vuole dialogare. Se entri nel Palazzo grazie a otto milioni di voti, devi prenderti le tue responsabilità».

Un errore non accordarsi con il Pd?
«La parola accordo non mi piace. Ma io sono convinto che un confronto fosse – e sia – necessario».

Cito Grillo: chi vuole l’accordo col Pd ha sbagliato a votarci.
«I giorni passano. E il Paese soffre. Non possiamo permetterci di perdere tempo. Di aspettare tre mesi per poi tornare a votare. Le piccole e medie imprese non ce la fanno più. Non amo i toni drammatici, ma qui è una questione di vita o di morte. Ogni giorno ci sono imprenditori che si tolgono la vita e migliaia di persone perdono il posto. Non si può stare ad aspettare lo sfascio».

Che si deve fare?
«Discutere. Intervenire. Sarebbe tutto più facile se il Pd avesse la forza di rinunciare a Bersani».

Il modello Sicilia?
«Il modello Sicilia. Con in più la fiducia. Riflettiamoci».

Niente esecutivo a Cinque Stelle?
«Non credo che siamo pronti per governare da soli, bisogna avere la forza di riconoscerlo. Ci serve una nave scuola. Il MoVimento ha una forza straordinaria. Una grande energia. E ha spostato l’asse del dibattito politico. Quello che è successo è meraviglioso. Abbiamo un’occasione storica».

Perchè il Pd sì e il Pdl no?
«Perché col Pd la sensibilità è comune su molti temi. Penso agli immigrati, all’ambiente, ai diritti civili. Purtroppo in questo Paese la destra non ha un respiro europeo. E non dico altro».

Non ha paura che la rete la crocifigga?
«La rete è una risorsa insostituibile. Con la rete ci si deve confrontare. È sempre stata la nostra forza. Ma non può trasformarsi in un freno. Nel web trovi ogni cosa. Gente straordinaria e banditi. E serve intelligenza per mediare».

(l’intervista intera sulla Stampa)