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  • martedì 13 dicembre 2011

La strage a Liegi

I morti nell'incredibile attacco armato di oggi sono diventati sei, compreso l'unico assassino, e ci sono oltre 120 feriti

Un corpo, probabilmente dell’assassino, a terra a Liegi (MICHEL KRAKOWSKI/AFP/Getty Images)

Il confuso bilancio dell’attacco nel centro di Liegi da parte di un uomo armato di fucile e granate è salito martedì sera a sei morti e almeno 120 feriti. I morti sono tre giovani di 15, 16 e 20 anni, una signora di 75 e un bambino di soli due anni. Si è ucciso anche l’autore della strage, che – dopo ore di contraddittorie ricostruzioni – pare essere stato solo: si chiama Nordine Amrani, ha 33 anni (ma 29 secondo altre fonti), ed era in libertà condizionale da un anno. Stamattina era stato convocato per un interrogatorio dalla polizia ed era stato a suo tempo condannato a quasi cinque anni per detenzione di armi e droga.

Amrani aveva cominciato a lanciare granate dopo mezzogiorno di oggi nel centro della città vallone, vicino a place Saint-Lambert, che in questi giorni ospita un affollato mercato di Natale. Poi ha sparato contro un autobus. Dopo la sua morte, avvenuta intorno alle 14, la polizia ha fatto esplodere la sua automobile per ragioni di sicurezza, ma pare escluso ogni legame con iniziative terroristiche. Il primo ministro Di Rupo, il re e la regina sono arrivati a Liegi nel tardo pomeriggio, mentre sui media crescono le polemiche sulla quantità di armi che l’uomo aveva accumulato nonostante i precedenti.

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