Il Post
RSS share on Twitter share on FaceBook

Sei ragioni per cui era meglio non ammazzarlo

3 maggio 2011

Penso che l’uccisione di Bin Laden sia stata un errore, e questo per ragioni che mi paiono molto razionali e poco morali.

Primo. Essere contrari alla pena di morte non c’entra nulla, il blitz è stata un’azione di guerra come lo fu l’attacco dell’11 settembre; in guerra vale perciò la legge marziale, ma catturare prigionieri è ampiamente previsto e non soltanto per rispettare qualche convenzione umanitaria, ma per cinico calcolo. Nulla avrebbe impedito di poter comminare un’esecuzione in un secondo momento, voglio dire.

Secondo. Un bin Laden annichilito, e come tale esibito al mondo, nel tempo avrebbe spazzato via ogni velleitaria leggenda circa la sua effettiva cattura: ogni video o immagine di cadavere potrà sempre essere spacciata come falsa – soprattutto da gente disposta a credere che l’11 settembre sia stato un bluff – mentre l’esposizione di un corpo vivo, e vivido nello sguardo, lascia spazio a meno interpretazioni e rappresenta un certo contraccolpo psicologico. Vero è che in pochi protestarono quando fu umpiccato Saddam Hussein, nessuno tuttavia ebbe dubbi sul fatto che quel tiranno trasfigurato fosse comunque lui.

Terzo. L’evenienza che una sepoltura ordinaria potesse trasformare la tomba di bin Laden in un santuario, possibile meta di pellegrinaggi e martirologi, mi pare un falso problema. Qualsiasi genere di esequia avrebbe sollevato polemiche: ergo, tanto valeva, la sepoltura in mare, differirla. Nulla avrebbe impedito di poter tumulare bin Laden – sempre in mare, all’occorrenza – in una data successiva. Senza contare l’opportunità di spargere le sue ceneri nel vento, come gli israeliani hanno fatto coi criminali nazisti.

Quarto. Gli Stati Uniti avrebbero potuto processare bin Laden con una corte marziale, non incorrendo così nei rischi mediatici di un tribunale internazionale tipo quello per i crimini contro l’umanità. Un processo è comunque un processo, e la nazione uscita macchiata dagli scandali di Guantanamo di Abu Ghraib ne avrebbe comunque guadagnato in immagine, assieme a tutto l’Occidente.

Quinto. L’11 settembre è quello delle Twin towers, chiaro, ma ci sono anche i morti di Londra e di Madrid, oltre al terrore e alle conseguenze pratiche che tutto il mondo ha patito per anni: l’impressione che gli Stati Uniti al dunque facciano tutto ciò che vogliono, prima agendo e solo dopo informandoci – nonostante si abbia, anche noi, il nostro esercito coi nostri morti – resta difficile da scacciare.

Sesto, e volutamente ultimo. La pietas non c’entra, e della morte altrui, a quanto pare, fior di cristiani si possono rallegrare eccome. Resta che «noi» non siamo come loro – come i fondamentalisti islamici – e indubbiamente abbiamo perso un’occasione per dimostrarlo. L’espressione «vendetta» la lascerei ai fondamentalisti o ai film di Sergio Leone, e anche la «giustizia» di cui si parla non pare richiamarsi tanto a una giustizia retributiva, all’americana, laddove il male richiama il male, ma alla legge del taglione. In tal senso resta da spiegare perché siano state fatte fuori senza indugio – se ho capito bene – anche il figlio di bin Laden e forse la moglie, o una compagna.

In sintesi: bin Laden è morto, ma c’era gente che nel 2011 non sapeva più neppure che fosse vivo. Sette o otto anni fa la sua uccisione avrebbe avuto tutt’altro impatto e giustificazione, perché c’era una buona fetta di mondo che era infiammata e dalla sua parte. Oggi le cose sono indubbiamente cambiate, e per uccidere Bin Laden, per qualche giorno o per qualche mese, mediaticamente parlando, era necessario farlo rivivere. Almeno per un po’.

TAG: ,
  • http://logg.it sinigagl
  • gilluc

    Letto anche Zucconi, mi sembra più convincente.

  • plato

    il cadavere non sarà esposto alla cam di nessuno. sono sicuro che voi giornalisti avreste preferito spettacolizzare la morte, come succede per tante altre morti, ma non funziona in questo modo

  • sarop

    Finalmente concordo sul contenuto di un articolo di Facci dalla prima all’ultima riga.Veramente efficace .

  • amedeonaspighi

    80 uomini meglio equipaggiati ed addestrati al mondo
    3 uomini con un fucile

    mi volete dire che era impossibile prenderlo vivo?
    se poi è vero che è morto con un colpo in testa e uno al cuore, bhe sappiate che è la firma di un omicidio.

    che sia giusto o sbagliato non so giudicarlo

    magari anzichè chiamarlo omicidio potrebbe essere una esecuzione

  • amaryllide

    “Ha ucciso il male, e questa è un emozione forte che stazionerà nel profondo di ogni elettore americano.”
    ma anche no. L’annuncio di Obama ha avuto un terzo di spettatori in meno rispetto al discorso di Bush dopo l’11/9. E ho notizie di prima mano da Philadelphia di gente che era allo stadio di football durante l’annuncio: la reazione, nella città a metà strada tra NY e Washington, si è limitata a un paio di cori “USA USA” e poi tutti a guardare la partita come sempre.

    “Meglio 50,000 occidentali complottisti che sparano caz.zate che due fondamentalisti che fanno attentati.”
    ti piacerebbe. Beppe Grillo non è un cretino, se scrive un post come questo: http://www.beppegrillo.it/2011/05/obametor/index.html
    è perchè sa che nel conto tra quelli che abbandoneranno il blog schifati e quelli che gli daranno ragione ci guadagna alla grande. Ok, non è un post complottista, ma contiene tutto l’armamentario antiamericano su cui i complottisti impostano le loro “teorie”.
    E quanto ai fondamentalisti che fanno attentati, mi pare che ci sia consenso abbastanza unanime degli esperti sul fatto che Osama ormai contasse poco o niente, persino tra i suoi. Fatte le dovute proporzioni, è come quando si cattura un boss della mafia e il giorno stesso tutti i negozi e le imprese continuano a versare il pizzo come sempre.
    E contesterei anche la teoria del guadagno elettorale di Obama. Manca un anno e mezzo alle elezioni, e l’economia, per la stragrande maggioranza degli americani, continua ad andare malissimo. Ricordo il precedente di Bush padre assurto a statura semidivina dopo Desert Storm, e finito a mangiare la polvere pochi mesi dopo. E com’è che diceva quello che ha vinto, che forse non è ignoto a Obama? “It’s the economy, stupid!”. Ecco, é meglio che non faccia lo stupido e smetta di giocare al cowboy, per due motivi:
    1) se il cittadino USA deve scegliere tra 2 cowboy, sceglierà sempre quello che lo fa da più tempo (cioè il repubblicano, basta che non sia un fenomeno da baraccone come la Palin e Trump)
    2) il debito non è un ectoplasma come Osama, e nessun corpo speciale lo farà fuori con un blitz.

  • luigidoria

    L’articolo è originale e intelligente, come capita sempre a Facci, tuttavia mi chiedo se non sarebbe stato meglio spremere a Bin Laden tutte le sue preziose informazioni prima di…..ucciderlo secondo (regolare) processo!
    comunque è sempre meglio un mondo con un terrorista di meno!
    saluti
    gigi doria

  • apparatodelgolgi

    Cosa ha fatto binladen per il genere umano? E’ stato un benefattore? Ha risolto il problema della fame nel mondo o della mortalità infantile? Ha operato per il superamento delle barriere e degli steccati ideologici tra i popoli? Ha fatto opere meritorie? La storia lo potrà definire un Giusto?

  • filippofilippini

    Beppe Grillo non è un cretino, premetti. La premessa è sbagliata

  • emanuelesferruzzamoszkowicz

    quando i poliziotti, si diceva, nei filmoni, uccidono il cattivo invece che interrogarlo è perchè il cattivone era un pocherello immanicato cooi poliziotti. Un pochettino tanto.