Cosa pensa la Guardia costiera sul “caso Diciotti”

Il primo luogotenente Antonello Ciavarelli ha detto al Corriere che è «incomprensibile» e «imbarazzante» che il governo neghi l'ormeggio in Italia di una nave militare italiana

Il primo luogotenente Antonello Ciavarelli, delegato del Consiglio Centrale della Rappresentanza Militare (Cocer) della Guardia costiera italiana, ha dato un’intervista al Corriere della Sera sulla situazione in cui si trova da giorni la nave militare italiana Diciotti, che ha a bordo 177 migranti e a cui però il governo italiano non ha ancora dato autorizzazione ad attraccare. Quello della Diciotti è l’ultimo di una serie di “casi senza precedenti” che si stanno verificando da settimane nel Mediterraneo, da quando cioè il governo guidato da Giuseppe Conte ha cambiato le politiche relative al soccorso di migranti in mare (qui la storia completa del caso Diciotti).

Nella sua intervista, Ciavarelli ha commentato soprattutto gli sviluppi degli ultimi giorni, per esempio le affermazioni di domenica del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha detto che il governo non autorizzerà l’attracco della Diciotti in un porto italiano finché gli altri paesi dell’Unione Europea non si impegneranno ad accogliere parte dei migranti che si trovano a bordo. Salvini ha minacciato che, in caso contrario, la Diciotti potrebbe riportare i migranti in Libia, da dove sono partiti: è una cosa che l’Italia non può fare, e per la quale è già stata condannata da un tribunale europeo, perché equivarrebbe a un respingimento, a non garantire la possibilità ai migranti di chiedere protezione internazionale, e perché sarebbe una violazione del concetto di “porto sicuro” (in Libia vengono compiute sistematiche violazioni dei diritti umani sui migranti).

Ciavarelli ha detto, riferendosi alla situazione attuale:

«È incomprensibile. Anche imbarazzante. La nave Diciotti è una nave militare dello Stato italiano e le viene impedito di ormeggiare in un porto italiano! Noi militari ovviamente obbediamo al governo, però ci aspettiamo anche una politica più risoluta nel dare disposizioni! Anche perché c’è un problema»

Ciavarelli ha spiegato che per ora i migranti a bordo sono tranquilli, ma ha aggiunto: «È risaputo però che se le stesse persone capissero che li vogliamo riportare in Libia o trasbordare su un’altra nave diretta in Libia, ecco che sarebbero disposti a tutto, anche al suicidio». Una situazione simile – una specie di rivolta – c’era già stata a luglio su una nave mercantile, la Vos Thalassa, che stava per affidare i migranti alla Guardia costiera libica. In quell’occasione intervenne proprio la Diciotti e i migranti furono portati in Italia. Commentando quell’episodio, Ciavarelli ha detto: «Ma certo, perché questa gente ormai non ha più niente da perdere. Per arrivare a salpare da Tripoli hanno passato le pene dell’inferno».

Ciavarelli ha parlato anche degli attacchi che sta subendo la Guardia costiera italiana da più parti, soprattutto da chi la accusa di comportarsi come gli scafisti. Ciavarelli ha detto che «l’essere umano in mare va salvato sempre e comunque», e ha concluso auspicando che la politica italiana e internazionale possano trovare una soluzione in fretta ai flussi migratori.

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