A pescare nel ghiaccio di Astana

Aleksey Kondratyev ha fotografato quelli che lo fanno avvolti nella plastica per proteggersi dal freddo del Kazakistan

Ad Astana, d’inverno, capita di vedere i pescatori kazaki seduti sul fiume Išim ghiacciato in attesa di pescare qualcosa, tutti avvolti in pezzi di plastica simili a tende per ripararsi dal freddo, con temperature che arrivano fino a -40 gradi.
Il fotografo Aleksey Kondratyev li ha ritratti interessandosi soprattutto alla loro estetica, che li rende simili a “sculture involontarie”. Le foto di Kondratyev mostrano i pescatori immersi nel bianco del ghiaccio, intenti a pescare, senza che si distinguano i dettagli dei loro volti o della loro attività, ma solo i sacchi di plastica in cui si riparano. Ha spiegato che concentrarsi sui materiali e sulle loro superfici racconta la necessaria capacità di improvvisare di questi pescatori, legata alle difficoltà economiche: «Il Kazakistan era un paese di popolazioni nomadi, e le vestigia di quel modo di vivere esistono ancora nonostante il paese abbia abbracciato la modernità. I pescatori sul ghiaccio improvvisano e si adattano all’ambiente con modi ingegnosi, come facevano i loro antenati».

Astana è la capitale del Kazakistan dal 1997; è stata costruita praticamente dal niente ed è la seconda capitale più fredda al mondo dopo Ulan Bator, in Mongolia. Il fiume Išim la attraversa e divide la parte nuova della città da quella vecchia.
Aleksey Kondratyev è nato nel 1993 a Biškek, in Kirghizistan, e vive a Los Angeles. Le sue fotografie sono state esposte in Germania, Grecia e Italia, dove ha anche frequentato il Centro di ricerca sulla comunicazione Fabrica di Benetton.

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