• venerdì 24 aprile 2015

Paolo Gentiloni ha riferito alla Camera sull’uccisione di Giovanni Lo Porto

Il cooperante italiano era stato rapito in Pakistan nel 2012 e ucciso per errore nel gennaio scorso da un drone statunitense

Il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ha riferito brevemente alla Camera sull’uccisione di Giovanni Lo Porto, cooperante italiano rapito in Pakistan e ucciso per errore nel gennaio scorso da un drone statunitense insieme a un altro ostaggio.

Il ministro ha cominciato a parlare dopo un minuto di silenzio osservato dai deputati presenti e dalla presidente Laura Boldrini. Gentiloni ha raccontato chi era Giovanni Lo Porto («un volontario generoso ed esperto») e ha ripercorso le notizie del suo rapimento dicendo che «l’ultima evidenza per la quale risultava in vita risale allo scorso autunno».

Sull’uccisione, Gentiloni ha precisato che Barack Obama ha informato Matteo Renzi «nella tarda serata del 22 aprile» dicendogli di voler rendere pubblica la notizia la mattina dopo, in modo da poter esprimere lui stesso le scuse all’Italia e assumersi la piena responsabilità di quanto accaduto. Prima di tutto questo «è stata informata la famiglia di Lo Porto». Il governo italiano, ha detto il ministro, «prende atto delle affermazioni e dell’impegno alla massima trasparenza assunto ieri dal presidente degli Stati Uniti» aggiungendo che «l’Italia troverà il modo di onorare la memoria di Giovanni Lo Porto» cercando di acquisire «il massimo delle informazioni possibili sulle circostanze del tragico errore». Per Gentiloni, infine, «i tragici errori e le colpe che Obama ha riconosciuto non incrinano la determinazione con cui il governo intende perseguire la minaccia del terrorismo, minaccia seria che va affrontata con gli alleati, con l’unità del Parlamento e del popolo italiano».

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