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18 regole sull'uso di iPhone

18 regole sull’uso di iPhone

Le ha scritte e imposte una madre americana al figlio tredicenne, come condizioni per regalarglielo a Natale

1 gennaio 2013

Janell Burley Hofmann vive a Cape Code (Massachusetts, Stati Uniti) con marito e cinque figli. Si occupa di programmi per migliorare i rapporti famigliari e tiene un proprio blog personale, i cui post sono anche pubblicati sullo Huffington Post. Per Natale ha deciso di regalare un iPhone al figlio tredicenne Gregory. Il regalo però era accompagnato da un vero e proprio contratto di 18 punti che il figlio ha dovuto sottoscrivere per ricevere e potere utilizzare lo smartphone. La lettera, scritta in modo simile ai veri contratti di licenza d’uso di Apple, contiene alcuni punti piuttosto severi e tassativi (gli orari di utilizzo, la consegna notturna ai genitori, il divieto di cercare contenuti porno), ma è per il resto un invito a usare il nuovo telefono in modo responsabile e intelligente, senza dipendenza. Il testo originale, che abbiamo tradotto qui di seguito, si trova sul blog di Hofmann.

Caro Gregory,

Buon Natale! Sei ora il fiero possessore di un iPhone. Accidenti! Sei un ragazzo di 13 anni bravo e responsabile e ti meriti questo regalo. Ma il regalo comprende alcune regole. Leggi bene il seguente contratto. Spero tu capisca che il mio compito è crescerti in modo che tu possa diventare un uomo sano ed equilibrato, che sa stare al mondo e coesistere con la tecnologia, ma non esserne dominato. Se non rispetterai queste regole metterò fine alla tua condizione di proprietario del telefono.

Ti voglio bene e non vedo l’ora di scambiare con te milioni di messaggi nei giorni a venire.

1. Il telefono è mio. L’ho comprato io. L’ho pagato io. In sostanza te lo sto prestando. Sono la migliore o no?

2. Saprò sempre la password.

3. Se suona, rispondi. È un telefono. Di’ “ciao”, sii educato. Non provare mai a ignorare una telefonata se sullo schermo vedi scritto “Mamma” o “Papà”. MAI.

4. Consegna prontamente il telefono a uno dei tuoi genitori alle ore 19.30 dei giorni di scuola e alle ore 21.00 nei fine settimana. Verrà spento per la notte e riacceso alle 7.30 del mattino. Se c’è un momento in cui non ti verrebbe da chiamare qualcuno sul suo telefono fisso perché temi che potrebbero rispondere i suoi genitori, allora non chiamare o non scrivere messaggi. Dai retta all’istinto e rispetta le altre famiglie, come noi vorremmo essere rispettati.

5. Il telefono non viene a scuola con te. Parlaci un po’ con le persone a cui normalmente mandi messaggi. Fa parte delle cose che si devono imparare nella vita. *Sui giorni in cui esci prima da scuola o i giorni di gita è necessaria una valutazione caso per caso.

6. Se il telefono cade nella tazza del water, va in pezzi cadendo a terra o svanisce nel nulla, sei responsabile del costo di sostituzione o riparazione. Taglia l’erba, fai il babysitter, metti da parte i soldi che ti regalano al compleanno. Se succede devi essere pronto.

7. Non usare la tecnologia per mentire, deridere o ingannare un altro essere umano. Non farti coinvolgere in conversazioni che possono fare del male a qualcun altro. Sii un buon amico e non ti mettere nei guai.

8. Non scrivere in un messaggio o una mail qualcosa che non diresti di persona.

9. Non scrivere in un messaggio o in una mail qualcosa che non diresti in presenza dei tuoi genitori. Cerca di censurarti, stacci attento.

10. Niente porno. Cerca sul web contenuti di cui parleresti anche con me. Se hai domande rispetto a qualsiasi cosa, chiedi a una persona – preferibilmente a me o a papà.

11. Spegnilo, rendilo silenzioso, mettilo via quando sei in pubblico. Specialmente al ristorante, al cinema e mentre parli con un altro essere umano. Non sei una persona maleducata, non permettere all’iPhone di trasformarti.

12. Non inviare e non chiedere foto delle tue parti intime o di quelle di qualcun altro. Non ridere. Un giorno sarai tentato di farlo, a dispetto della tua intelligenza. È rischioso e potrebbe rovinare la tua vita al liceo, all’università, della tua età adulta. Il cyberspazio è vasto e più potente di te. Ed è difficile far sparire le cose da questo spazio, inclusa una cattiva reputazione.

13. Non fare miliardi di foto e video. Non c’è bisogno di documentare tutto. Vivi le tue esperienze, rimarranno nella tua memoria per sempre.

14. Lascia il telefono a casa, qualche volta, e sentiti sicuro di questa decisione. Non è vivo e non è una tua estensione. Impara a fare senza. Sii più grande e potente della PDPQ, la paura di perdersi qualcosa.

15. Scarica musica nuova o classica o diversa da quella che ascoltano milioni di tuoi coetanei. La tua generazione ha un accesso alla musica senza precedenti nella storia. Approfittane, espandi i tuoi orizzonti.

16. Gioca a qualche gioco di parole o di logica che stimoli la tua mente, ogni tanto.

17. Tieni gli occhi aperti. Guarda cosa succede intorno a te. Guarda fuori dalla finestra. Ascolta il canto degli uccellini. Fai una passeggiata, parla con uno sconosciuto, fai lavorare la tua immaginazione senza Google.

18. Farai qualche casino. Ti ritirerò il telefono. Ci metteremo seduti e ne parleremo. Ricominceremo da capo. Io e te continuiamo a imparare cose nuove, giorno per giorno. Io sono dalla tua parte, sono nella tua squadra. Siamo insieme in questo.

Spero che tu possa essere d’accordo su questi punti. Molte delle “lezioni” che fanno parte della lista non si applicano soltanto all’iPhone, ma anche alla vita.

Stai crescendo in un mondo in continuo e veloce cambiamento. È eccitante e seducente. Tu cerca di non complicare le cose, ogni volta che puoi. Fidati della tua testa e del tuo grande cuore, più che di ogni apparecchio. Ti voglio bene. Goditi il tuo nuovo favoloso iPhone.

Buon Natale!

xoxoxo
Mamma

- I ragazzi e il sexting

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  • http://www.facebook.com/signorbordeaux Dee Mood

    Povero figlio…

  • http://www.facebook.com/surace Marco Surace

    Interessante per capire la mentalità educativa USA in stile “diagramma di flusso”.
    Io a 13 anni avrei risposto a mia mamma “Tienitelo. Mi compro da solo un Samsung da 150 € mettendo da parte qualche soldo. La tua gabbia dorata da 600 € usala come fermacarte”

  • http://www.facebook.com/matteo.quercia.77 Matteo Quercia

    che assurdità! a quelle condizioni era meglio dargli quello della chicco.

  • http://twitter.com/paglia_s Matteo Pagliazzi

    2, 3 , 4 (parte sul rispetto delle altre famiglie) sono inaccettabili direi, un figlio ha diritto alla privacy

  • http://www.ioparloquantomipare.com/ io parlo quanto mi pare!

    ma io glielo avrei lasciato lì dicendole “Tiè mamma, continua a divertirti”.
    Regole sì, manie no.

  • MunstrumRidcully

    Io avrei voluto una mamma così e voi, chiaramente, non avete figli di tredici anni.

  • qwer

    Quanta presunzione…da questo elenco traspare chiaramente l’idea che la persona che lo ha scritto pensa di avere capito tutto della vita!

    é convinta che ci siano cose giuste e sbagliate, belle e brutte, da fare e non da fare….davvero immaturo, davvero un brutto insegnamento!

    E poi la storia dei porno è davvero pietosa…se è davvero convinta che vedere

    porno è MALE e non bisogna farlo c’è davvero da chiamare l’ambulanza!

  • http://www.skyflash.it Cristian

    Brava mamma. Questo e’ il modo giusto di educare un figlio -usando regole e dialogo- e non posso che sottoscrivere praticamente ogni punto.

  • Jacopo

    Ho 22 anni e ritengo alcune di queste regole semplicemente fantastiche, espresse da una persona matura e perfettamente consapevole degli effetti che la tecnologia può avere su un giovane ragazzo.
    Leggo i vostri commenti, invece, e vedo parecchia chiusura mentale.

  • akappa

    Siamo tutti d’accordo sul fatto che ciò che è scritto in quel documento è assolutamente condivisibile (con qualche eccezione, come sul porno). Quel che non funziona, invece, è la pretesa di digerire la comprensione del mondo e distillarla ai figli tramite un elenco puntato. Questo è forse un metodo educativo appropriato nel mondo dorato di “Gilmore Girls” (aka “una mamma per amica”), ma non nel mondo reale, in cui i ragazzi amano scoprire le cose da sé e sviluppare una propria comprensione del mondo.
    Il compito educativo di un genitore dovrebbe consistere in un dialogo in cui si dà l’opportunità ai figli di far vedere la propria visione del mondo e di perché questa sia un modo “corretto” di vedere le cose, attraverso un contraddittorio e l’ascolto.
    Dai un mano ad un adolescente italiano qualsiasi una lista simile e la getta nel cestino senza nemmeno leggerla: il rischio, quindi, è quella di veder buttati tanti buoni consigli nel WC, in quanto visti solo come regole arbitrarie.

  • http://twitter.com/liciolicio Alessandro S

    Quoto. E’ esattamente ciò che dico a me stesso, e ho 23 anni. Per noi, per la nostra generazione, la ”tecnologia” è al 100% nella vita di tutti i giorni, ”Molte delle “lezioni” che fanno parte della lista non si applicano soltanto all’iPhone, ma anche alla vita”. Tuttavia.. credo che la madre sia dipendente dall’iPhone.

  • n0vak

    Regole vergognose! Oltretutto la madre scrive che sostanzialmente è un prestito, quindi non è da considerarsi un regalo. A queste condizioni io non l’avrei firmato.

  • http://www.facebook.com/roberto.scudeletti.3 Roberto Scudeletti

    un figlio tredicenne ha diritto ad una beata fava,mascherarsi dietro il muro della “privacy” è un esercizio scorretto

  • http://www.facebook.com/roberto.scudeletti.3 Roberto Scudeletti

    per caso sei un seguace della filosofia “i bambini vanno ascoltati prima di essere educati”? a 13 anni mi potresti spiegare cos’è che “capisce” un ragazzino? è semplice:vuoi un telefono figo? te lo regalo ma devi sottostare a certe REGOLE,non ti sta bene? resta senza telefono

  • Ex-child

    A parte che alcune di queste regole sono davvero ridicole (la 1 e la 2 da fuori di testa), è abbastanza evidente che questa madre sta gettando le basi per un rapporto malsano di dipendenza e di presenza nella vita del figlio non solo come madre, ma anche come amica e fidanzata. E’ da brividi. Un’americanata

  • http://twitter.com/p_cacciatore Pasquale Cacciatore

    Da europei, non riusciremmo mai a comprendere il senso autentico di un decalogo così “statunitense”. Quindi non proviamoci.

  • Gian

    Solo una parola: SPETTACOLO!

  • http://twitter.com/LMisculin Luca Misculin

    Ma un ragazzo di tredici anni ha veramente bisogno di un iPhone? Per quello che sono i suoi reali bisogno intendo; non è diseducativo (a posteriori) che genitori spendano centinaia di dollari per un aggeggio non calibrato per l’età del figlio?

  • http://twitter.com/fabiocionini Fabio Cionini

    e tu a 13 saresti stato già uno di quelli da gabbia dorata e preferivi un samsung di m* a un iphone, come no. credibile proprio come queste regole, evidentemente scritte da qualche media agency…

  • sagan

    Queste sono le regole di una mamma insicura, che non si fida dell’educazione che ha fornito al proprio figlio. Alcuni punti sono comune buon senso, altri sono pura follia e mancanza di rispetto per quel ragazzino che, anche se giovane, è una persona a cui vanno garantite alcune libertà.

  • akappa

    Bastone e carota funziona, al più, a sei-sette anni. Se a tredici anni tratti tuo figlio come un lobotomizzato che deve seguire strettamente delle regole, allora questo ti gira le spalle e si comporta come meglio crede.

  • http://www.facebook.com/francesco.debenedetti Francesco Debenedetti

    un tredicenne normale per un iphone la venderebbe la madre, figurarsi se non ha firmato.

  • http://flavors.me/peppe Cal.

    Stai parlando di una persona, non di una tua proprietà.

  • http://twitter.com/d_delendati Dario

    tutta quella solfa sul parlare, condividere, vivere la vita e poi si firma xoxoxo. Neanche Fabio Volo.

  • http://www.facebook.com/claudio.balzano.58 Claudio Balzano

    A 13 anni pur di avere un oggetto come l’iPhone chiunque avrebbe firmato, Che Guevara é diventato il Che dopo la laurea e un viaggio nel sud America in moto. Cosa c’è di male a insegnare al proprio figlio quali sono le cose giuste da fare? Cosa c’è di male a farlo tramite delle regole? Abituandolo al rispetto di esse visto che é così che funziona la società? Il figlio avrà tutto il tempo per decidere con la propria testa se spegnere o meno l’iPhone oppure chiamare in piena notte. Magari dopo (metaforicamente) una laurea in medicina e un viaggio in moto nel sud America

  • ErPanfi

    Io l’ho avuta (e ce l’ho tuttora, se è per quello). Se c’è un qualche Dio che ha orchestrato la cosa per assegnarmela come madre merita, ora e sempre, tutti i miei più sentiti e sinceri ringraziamenti.

  • ErPanfi

    Bel ragionamento… Ma credo che il dialogo, il contraddittorio e l’ascolto siano difficilmente applicabili in maniera win-win ad un tredicenne. Se il figlio in questione è propenso ad ascoltarti non butterà nel cesso questa lista, ma ti chiederà spiegazioni e, sicuramente, cercherà di negoziare qualcosa di meglio su ciò che ritiene troppo stringente. Se il figlio non è propenso ad ascoltarti nessuno dei tuoi sforzi potrà aprire un dialogo completo, sincero e costruttivo con lui, quando in palio c’è un iPhone nuovo fiammante.

  • ErPanfi

    Traduzione della regola sui porno: “se hai domande sul sesso non chiedere ad internet, ma ad una persona”. Non “porno = male assoluto” ma “porno != fonte di informazioni affidabili sul sesso”

  • http://www.facebook.com/people/Adalberto-Eroli/1444347156 Adalberto Eroli

    l’articolo è condivisibile in gran parte, come anche le regole. Magari prima di dare il telefono al figlio avrebbe potuto parlargli, dirgli se era disposto a ricevere il telefono a queste condizioni. In ogni caso sono regole sacrosante.
    Molti commenti invece sono inquietanti. addirittura ci si appella ad un misterioso diritto di privacy senza capire evidentemene che con un telefonino si possono molestare le persone, disturbare, essere cafoni, fare foto che non bisognerebbe fare ecc ecc.

    evidentemente per molti essere civili non vuol dire nulla.

  • disqus_7e632SibAA

    Un figlio deve essere educato: non usare il cellulare a tavola mentre si mangia, fare i compiti e studiare, non chattare sino alle 2 del mattino e l’indomani non riuscire a svegliarsi. Mi domando come seguite i vostri figli anche a scuola…

  • disqus_7e632SibAA

    Ricordiamo che è un minorenne e non mi sembra sbagliato che i genitori, che gli hanno comprato il telefono, possano sapere cosa ne faccia il figlio.

  • http://www.facebook.com/surace Marco Surace

    ma sai assai tu di come ero io a 13 anni! ho sempre preferito meno comodità e più libertà, contro una famiglia che mi voleva dare molte comodità blindate. E provo a insegnare lo stesso con i miei figli che hanno quasi 13 anni…

  • n0vak

    Sicuramente, e il figlio poi farà quello che vuole. Seguiranno probabili sequestri e litigi se la madre sarà troppo invasiva.

  • http://www.facebook.com/barbara.serra.129 Barbara Serra

    Da dove sarebbero mai arrivati questi soldi messi da parte? Prostituendoti nei bagni delle medie? Una qualsiasi mamma ti avrebbe risposto che a 13 anni la dialettica è un puro argomento di riflessione e studio, e che finchè sei minorenni e stai a casa di mamma e papà, le regole non sono discutibili. Vuoi comprarti il Samsung da 150 euro? Bene, ma le regole sul suo uso sono le stesse.

  • http://www.facebook.com/SoNearSoFar Le Loup

    Sicuramente ne sa più del figlio che cerca di educare come è capace. Tu cosa hai capito,per giudicarla?

  • Kaori

    rapide considerazioni: 13 anni -> minorenne -> la responsabilità di azioni compiute con un iphone (non solo scaricare porno) ricade sui genitori. Trovo giusto affrontare il problema da subito, evitando quelle patetiche giustificazioni, come “mio figlio non farebbe mai una cosa simile!” etc. Trovo bello riconoscere al figlio la curiosità e il desiderio di confrontarsi con la tecnologia ed essere dalla sua parte in questo, invece che osteggiarlo negando un iphone “perché chissà poi che cosa ci combini”. La fiducia si può sottoporre al principio di falsificabilità, soprattutto quando sono coinvolte altre persone esterne al rapporto tra genitori e figli.

  • http://www.facebook.com/lucan83 Lorenzo Lucchini

    Non credo che nessuno neghi che alcuni concetti sono giusti, è il modo da control freak che inquieta.

  • http://www.facebook.com/VegaGe Marco Di Falco

    la questione è semplice: a 13 anni non puoi avere uno iphone. Se a 13 anni hai già il top del top, arrivi a 20 che vuoi avere la ferrari … Queste cose vanno fatte gradualmente. A 13 anni gli darei un nokia 3310 …

  • uqbal

    fammi, capire, vorresti lasciare un porno ad un 13enne?

  • Stefano Sampietro

    Per me basterebbe una sola regola: il punto 4 con una piccola aggiunta
    Fai quello che vuoi con il telefono ma quando me lo consegni controllerò tutto quello che hai fatto, anzi probabilmente vedrò anche i tuoi movimenti da casa, sei sicuro di volerlo avere?

  • sagan

    Credi che la repressione sessuale sia la strada giusta da seguire? Prima o poi ne verrà a contatto, e impedire che lo cerchi con il telefono non cambierà le cose. I genitori dovrebbero solamente spiegargli che il porno non è un prodotto per l’educazione sessuale e che a volte può esporre il sesso in modo sbagliato.
    Dovrebbero insegnargli la capacità di capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, non capire e scegliere al suo posto.

  • http://twitter.com/frasantino Francesco Santini

    Oh Greg, se esiste scarica il Lamento di Portnoy da iTunes.

  • http://www.facebook.com/surace Marco Surace

    ok, con regole da paranoia sto senza telefono. anzi, non le rispetto – che sono folli – e non mi faccio beccare come tutti i 13enni

  • http://twitter.com/TheJoe_Italy The Joe_Italy

    Ma che bastarda!

    Punto 1: Il telefono è mio, L’HO PAGATO IO e te lo sto prestando.
    Punto 6: Se succede qualche incidente te lo paghi te.

    WTF?! Pensa sul serio che a 13 anni i ragazzi seguano delle regole e facciano i “buoni” come dei lobotomizzati (ossia come vuole lei)???

    Fossi stato in Gregory glielo avrei ridato dicendole “Mamma, se vuoi delle regole, rispettale te!”

  • Lorenzo

    Questo contratto è straordinario. La madre è straordinaria, e probabilmente anche il figlio. A 13 anni non hai la libertà totale, ci devono essere delle regole. La libertà totale non l’avrai nemmeno da maggiorenne, perché dovrai limitarla per essere un buon individuo nella società. Queste sono regole ben spiegate, hanno uno scopo chiarissimo se si pensa che si dà uno strumento molto potente in mano ad un ragazzino. E a volte infrangerà alcune regole, è un ragazzino, è normale. Fa crescere anche quello. E c’è l’invito a prendere consapevolezza del mondo, di quel che possiamo fare (nella vita vera così come nell’uso di uno smartphone) e delle conseguenze che ogni nostra azione ha. E anche l’invito ad essere sé stesso, ad esprimere la propria individualità nei confronti di una società omologante. Grandioso davvero.

  • splarz

    La questione porno è posta decisamente male: capisco non esporre i bambini (non hanno le risorse per gestire esperienze del genere – son bambini, infatti), ma se un tredicenne cerca il porno, da solo, sta solo facendo qualcosa di assolutamente normale per l’età adulta, quindi la madre non dovrebbe metterci becco – non così, perlomeno.

    Quanto alle regole: insegnare cosa è giusto e cosa è sbagliato (e soprattutto perchè) significa educare. Quando il ragazzo saprà argomentare una posizione differente rispetto a quella del genitore sarà un adulto responsabile, a prescindere dalle opinioni che avrà: non conosco validi metodi alternativi.

  • Kermit

    Non faceva prima a non comprarglielo?
    E poi perchè proprio uno smartphone tra i più costosi?
    Probabilmente per il bisogno della madre di affermare la presunta superiorità della sua famiglia rispetto a quella di altri ragazzini.

  • Lorenzo

    Il genitore-tipo, quello che avrebbe dato l’iPhone al figlio senza tutte queste regole che qui in tanti criticano, la parola “porno” non l’avrei mai neanche detta al figlio. Solo un ingenuo penserebbe che un adolescente non solo non ne verrà a contatto, ma anzi che non se lo andrà a cercare. Ma non a 13 anni, è ancora davvero troppo presto. Una regola chiara è meglio di un ipocrita silenzio.

  • Lorenzo

    A me sembra che la questione porno sia posta nel modo migliore possibile. Nel tuo commento scrivi che il porno è una cosa assolutamente normale nell’età adulta. Appunto, a 13 anni non è un adulto, non è neanche ancora un adolescente! Dagli ancora qualche tempo prima di dover cadere nel mondo della sessualità esasperata in cui ormai viviamo, magari affronterà la sessualità e anche la pornografia in una maniera un po’ meno alienante…

  • Lorenzo

    Esatto. Meglio parlarne con coetanei o ragazzi più grandi, naturalmente prendendo qualche cantonata… ancora meglio parlarne con i genitori. Ma essere subito esposti al porno, che è un sesso freddo, alienante, che è più una prova atletica che non un atto di amore o anche solo di piacere fisico reciproco, ti porterà ad avere un’idea distorta sul sesso.

  • Lorenzo

    Per la privacy può usare un diario per scriverci i suoi segreti, o scambiare bigliettini, o più semplicemente dire a voce le “cose segrete” ai suoi coetanei. Come si è sempre fatto. Sull’iPhone per ora no, non ci vedo nulla di male come regola: quello è uno strumento potente, potenzialmente pericoloso in mano ad un 13 enne, l’uso va regolamentato. Non è che queste regole varranno in eterno. Valgono adesso, che ha 13 anni. Col tempo, con la crescita, con l’esperienza, diventerà uno strumento privato e personale.

  • Sergio Menegon

    Ricorderei a questa mamma che “educare” viene da “educere”, cioè “tirare fuori”, non “mettere dentro”. Se ha anche solo una speranza che un tredicenne si pieghi ad una lista senza almeno provare a violarla è fuori di testa. Se il figlio la accetta vuol dire che ha già annullato la sua personalità, quindi i danni sono già irreparabili e c’è poco da stare allegri. Se non la accetta fingerà di accettarla (per avere un telefono fico) mentendole e, probabilmente, ci riuscirà. Quindi delle due l’una: o ha già rovinato il figlio oppure vivrà nell’illusione di un figlio perfetto senza sapere nulla di quello che realmente fa, e perdendone quindi completamente il contatto. Pessimo risultato in ogni caso. Il figlio, inoltre, imparerà una unica lezione: che per tenersi un iphone deve mentire ai genitori se vuole essere se stesso.

  • faithjano

    volevo commentare ogni singolo passaggio, quindi vai con la lista dei miei pensieri relativi ad ogni singolo punto

    - Premessa – “sei un fiero possessore di un Iphone”, come se fosse una cosa di cui essere fieri, avere un telefono da 900 $ comprato dai genitori, non vedo i meriti del bambino. E poi magari potra sentirsi fiero rispetto al ragazzino figlio di genitori poveri che non se lo possono permettere, il quale non avra nessuna cosa della quale essere fiero?

    Punto 1 – questo mix di narcisismo (“sono la migliore o no”) e minaccia, (è mio, comprato io ecc) deve far sentire in colpa il ragazzino per uno sforzo economico dedicato a lui, oppure deve alimentare la devozione e l’ubbidienza alla madre?

    Punto 2 – come sopra, e poi se vuoi limitare l’uso del telefono di tuo figlio puoi sempre comprarne uno che non navighi; inoltre un po di privacy, a quell’età, secondo me è piu che necessaria, la famiglia è importante sì, ma molte cose si imparano dai coetanei e dai compagni piu grandi, l’appoggio e il sostegno sono una cosa, il plasmare a propria immagine e somiglianza controllando ogni stimolo esterno è follia.

    Punto 3 – voglio proprio vedere come fai, te genitore che chiami, a sapere se il bimbo era in bagno e non ha sentito la chiamata o se ti ignora.. spiegamelo

    Punto 4 – ritorna il tema del comodato d’uso, rigido anche negli orari

    Punto 5 – se il telefono non si porta a scuola, considerando che in America i bambini escono alle 4 e mezzo circa del pomeriggio, supponendo che i compagni li hai visti e ci hai parlato fino a quell’ora e considerando che devi restituire ai genitori 4 ore dopo, a che minchia ti serve il telefono ? a giocare a angry birds in quelle 4 ore? il telefono è stato inventato per comunicare, con questa regola non ci fai niente (e poi nella premessa c’era “non vedo l’ora di scambiare con te milioni di messaggi nei giorni a venire”, forse intendeva dalla camera alla cucina di casa

    Punto 6 – questa regola poteva essere applicata prima dell’acquisto del telefono, cosi magari il ragazzino avrebbe potuto dare maggiore importanza al denaro e capire che magari poteva comprare anche un telefono da 100 $ e tenersi gli altri soldi per andare al cinema, comprare un libro, mangiare una pizza con gli amici

    Punto 7 – la tecnologia è un mezzo, puoi mentire o trattar male indipendentemente dal mezzo, sia questo web, text o chissa cosa

    Punto 8 – se lo fai sei uno stupido (contrasto con la premessa), chi mai lo farebbe?

    Punto 9 – torna il tema della sudditanza e del plasmare a immagine e somiglianza, il punto si sposta quindi puramente sull’apparenza, se pensi una cosa, terribile, brutta, scandalosa, non la dire, tienila dentro e fa si che ti corroda, ti cambi incosciamente e vivi in questa bolla di sapone, che poi il mondo reale magari ti prendera a mazzate tutte in una volta

    Punto 10 – spiega al figlio cosa è il sesso (a quell’eta secondo me gia lo sa, anche solo per sentito dire), e non dividere le cose come bene e male, siti e blog di nazifascisti vanno bene allora? o hai paura che diventi cieco?

    Punto 11 – si pero poi non ti incazzare se non ti rispondo, la maleducazione non è far squillare il telefono al fast food, è altro

    Punto 12 – non lo fare per la reputazione e per il successo scolastico, non perche è sbagliato e brutto e ci sono maniaci sessuali nel mondo che potrebbero infastidirti e turbare la tua psiche. ripeto, per il successo scolastico e la reputazione (forse della madre, che a quel punto sarebbe la madre di quello che..)

    Punto 13 – basta portarsi la macchina fotografica con sé, altrimenti il telefono è una buona alternativa, di questo punto non capisco il senso

    Punto 14 – condivisibile, pero non si capisce ancora quando diamine potra usarlo, questo benedetto telefono

    Punto 15 – condivisibile anche questa, l’ampiezza di pensiero e la varieta di scelte e gusti è un bene, ma sai gia che non lo fara, per lo stesso motivo per il quale te, madre, non scarichi justin bieber ma magari i rolling stones

    Punto 16 – leggi un libro no? e poi davvero, se ce lo hai per cosi poco tempo al giorno e devi anche fare i giochetti che ti dice mamma era davvero meglio senza telefono e con il commodore 64

    Punto 17 – condivisibile, pensa pero, senza uno smartphone lo avrebbe fatto in automatico, senza raccomandazione, è come offrire della droga a un ragazzino dicendogli “guarda il mondo anche non da strafatto, mi raccomando”. e poi le cose possono coesistere, uccellini e telefono, è il modo di utilizzo, non lo strumento che fa la differenza

    Punto 18 – e meno male siete dalla stessa parte, mi era venuto qualche dubbio. pero una cosa non mi piace, mettere il telefono come cosa che ti verra ritirata se fai casino, come fosse la cosa piu importante della quale privarti in caso di punizione, questo porta ancora di piu alla mitizzazione del telefono stesso e per certi versi rafforza anche la posizione della madre, che è stata cosi buona da concedergli una cosa cosi divina

    ultima considerazione personale, ma vabbe che lavori per un giornale e ti occupi dei rapporti famigliari (io avrei paura di gente come te), va bene tutto, ma mettere questa sorta di contratto con tuo figlio adolescente visibile in tutte le parti del mondo ti sembra giusto? non credi che sei te, madre, quella che sta usando la tecologia nel modo sbagliato?

  • Sergio Menegon

    Pensa per i tuoi, di figli. Hai la stessa presunzione della madre del ragazzino. Perchè un bambino, poi ragazzo, diventi un uomo equilibrato serve che sappia rispettare le regole, ma anche che sviluppi una personalità propria ed una propria automomia. Altrimenti sarà un adulto disciplinato ma insicuro. Questo modello educativo ottiene (forse) il primo risultato ma manca certamente il secondo. Come sempre la verità sta nel mezzo.

  • Matteo

    Educazione non è non utilizzare lo smartphone perché sequestrato dai genitori, bensì averlo in tasca ma saperlo non usare nei momenti inopportuni.

    Con la propria coscienza e non per costrizione.
    Riflettendo, non rispettando i termini di un contratto.
    A 13 anni si può.

  • Mino Tauro

    Credo non dovesse regalare un telfono al figlio….tutto qui,credo che non sia capace ad educare un figlio. Immagino gia le pagine di contratti quando il figlio vorra’ la macchina….

  • MaxFFF

    Ah ma’, lo sai che c’e'? Fanculo te e l’iPhone!

  • http://www.facebook.com/gaetano.martorano Gaetano Martorano

    Sono abbastanza d’accordo nel contenuto, la forma è poco “importabile” nelle nostre famiglie. In ogni caso, sfido un adulto ad osservarle davvero.

  • Dario Neodi

    Secondo me un tredicenne non ha certo bisogno di un telefono cellulare, men che meno quel baraccone costosissimo dell’iPhone. Se avessi un figlio non gli regalerei un telefono prima della maggiore età: non voglio certo pagare migliaia di Euro in ricariche perché lui si spedisca i messaggini con le ragazzine. Se ci fosse l’estremo bisogno di un cellulare (per ipotesi, se fosse in gita all’estero) gli darei il mio (che già non lo uso affatto).

  • karlekutan

    =baci e abbracci
    mamma

  • GoodnessTruthAndBeauty

    Beh, le cose giuste o sbagliate esistono, eccome. È la nostra societá relativista che vuole annullare questa distinzione, che però c’è e non dipende da noi.

  • akappa

    Perché, hai scelta nel momento in cui un teenager ha libero accesso alla rete? A scuola i compagni più scafati ti parlano della meraviglie della pornografia, quando sei indisturbato ti colleghi a youporn.com (magari in modalità incognito, così la mammina con la password non ti sgama) e BAM, sei introdotto alla pornografia.

    L’unica cosa che ha senso fare è parlarne apertamente, senza farlo diventare un tabù, e far capire che la pornografia veicola una idea non proprio corretta di sessualità e rapporto con le donne. Mi rendo conto che è una cosa difficile, e proprio per questo ridurre il tutto ad un divieto in un elenco puntato è ridicolo ed inefficace.

  • http://www.facebook.com/roberto.scudeletti.3 Roberto Scudeletti

    te lo ripeto,si tratta di rispettare delle regole,se non ne sei capace a 13 anni non ci riuscirai a 20,30,60 ecc…

  • Dario Neodi

    Ho trentadue anni e trovo che quella signora sia una povera demente, una fanatica che qui in Italia vedremmo iscritta certamente al MOIGE. Probabilmente i suoi figli si drogano per cercare di sopportare le sue manie.

  • disqus_SdAi69iG2x

    senti mamma mi è passato il priscio tienitelo!!

  • Federico

    Certo, se lo godrà eccome! Con l’ansia continua del chiersi se sta contravvenendo ad una regola. Ma non faceva prima a nin regalargielo affatto invece di farlo diventare oggetto di morboso desiderio? E questo modo ridicolo di contrattualizzare tutto che hanno gli ammericani. Che pena… Repressione allo stato puro. E forza di allevare generazioni di repressi i risultati si vedono!

  • Federico

    “te lo ripeto” espressione lampante del modo di essere e di pensare

  • http://twitter.com/archeologo Simone Massi

    Alla faccia del “sano ed equilibrato”.

  • akappa

    Se l’intenzione era quella di porre le basi per un dialogo sull’argomento, allora il piglio regolamentatorio è sicuramente un gran FAIL.

    A me sembra giusto un contratto scritto in modo carino ed edulcolorato per mandarlo giù, ma potrebbe anche solo essere una mia impressione.

  • Dario Neodi

    “Scusa mammina ma ho scambiato l’iPhone nuovo per della ganja”.

  • http://scialocco.wordpress.com/ Shylock

    Ovvero: come far passare un figlio dall’iPhone5 all’AR-15 in 18 semplici mosse.

  • Dario Neodi

    Questo contratto è straordinario. Straordinariamente idiota.

  • http://www.facebook.com/giancarlo.negroni Giancarlo Negroni

    Ecco perché il Che ha messo a soqquadro mezzo Sudamerica: da piccolo non gli facevano usare l’iPhone. :)

  • Dario Neodi

    “Buon Natale! Sei ora il fiero possessore di un AR-15. Accidenti! Sei un ragazzo di 13 anni bravo e responsabile e ti meriti questo regalo. Ma il regalo comprende alcune regole. Leggi bene il seguente contratto.” Ecc… Ecc…

  • uqbal

    mai sentito parlare di “crescita”?

  • uqbal

    Sei un fiero proprietario riprende le espressioni dei manuali di presentazione in inglese. E’ ironico…

  • faithjano

    si è vero, ma non sono sicuro il ragazzino ne sia al corrente..

  • Lorenzo

    Questo commento è straordinariamente inutile.

  • Dario Neodi

    Pienamente d’accordo con Sergio. Ed aggiungo che la regola n° 3 è in aperta contraddizione con la n°11. Invece di una lunga lista di regole idiote, questa signora avrebbe dovuto insegnare al figlio il buon senso. Responsabilità è saper decidere per proprio conto ciò che si reputa sia il bene e prendersi carico delle proprie decisioni, non seguire un elenco di idiozie.

  • Dario Neodi

    Un tredicenne idiota, forse. Io per mantenere il mio onore avrei rifiutato. Quando avevo la sua età per questo motivo molte volte rimanevo cocciuto nelle mie posizioni, anche se andava a mio svantaggio.

  • Dario Neodi

    Sì, quello “xoxoxo” è un chiaro indice della sua demenza. Lo usano solo le ragazzine idiote fanatiche dei Tokyo Hotel.

  • Dario Neodi

    Concordo in pieno. Tipico atteggiamento da borghese.

  • http://www.facebook.com/mmaini Marta Mainieri

    meraviglioso!

  • Dario Neodi

    Ma cosa se ne fa un tredicenne di un iPhone? Tanto valeva che gli avessero regalato una console portatile.

  • Dario Neodi

    Sì, concordo che il tuo commento sia inutile.

  • Dario Neodi

    Dubito che Gregory, il quale probabilmente ha già subito qualche trauma infantile per via del suo nome, abbia la spina dorsale per dire a sua madre che dell’iPhone non se ne fa nulla. Probabilmente lei lo ha educato accuratamente per far sì che non sviluppi mai una volontà propria, così che rimanga sempre legato a mammina col cordone ombelicale fino alla di lei dipartita.

  • Matteo

    Su questo sono completamente d’accordo. Mi chiedo spesso cosa se ne facciano dell’iPhone, anche tra i non tredicenni. Purtroppo è una moda e uno status symbol.

  • mkln

    se a 13 anni rispetti tutte quelle regole sei decerebrato. quelle regole sembrano scritte per essere violate. e non penso che sia una cosa negativa. della serie “aguzza l’ingegno”. trovo l’idea carina.

  • http://www.facebook.com/francescariaselvaggia.mariani Francesca Ria Selvaggia Marian

    regalare un iphone a 13 anni sarebbe educativo?, se lo fosse non ci sarebbe bisogno di tutta sta menata

  • MaxFFF

    proprio cosi’

  • Dario Neodi

    È proprio evitando di dare delle responsabilità ai ragazzini che si formano futuri psicopatici. A quell’età si dovrebbe essere perfettamente in grado di capire già molte cose. Quando io avevo tredici anni sapevo benissimo che non dovevo chiamare i numeri 144 perché costavano troppo ed erano inutili (e questo nonostante andassero di moda all’epoca e li pubblicizzassero tra un cartone animato e l’altro). Sapevo anche di non dover fumare, nonostante quei pochi che lo facessero a quell’età venissero considerati delle divinità dagli altri ragazzini (ma i miei genitori mi avevano spiegato questi meccanismi da pecoroni). E si dovrebbe anche capire che un telefono cellulare non è un gioco e che proprio per questo un iPhone non è adatto ad un tredicenne (tutt’al più poteva regalarle un iPod Touch usato, e sarebbe stato già tanto). A quell’età non si è ancora completamente formati, ma il grosso del lavoro educativo avrebbe già dovuto essere stato fatto. Educare non è dare delle stupide regole prefabbricate, è trasmettere dei valori.

  • mkln

    roger that. ma spero che il figlio sia furbo abbastanza da sbattersene e attenersi se-proprio-proprio-bisogna agli orari. e che anzi dica “ah niente porn? grazie dell’hint, non ci avevo pensato”

  • Dario Neodi

    E’ proprio suggerendo il concetto che debbano esserci dei segreti tra figli e genitori che si coltivano i Lanza del futuro. Se non è proprio da encefalogramma piatto, quel ragazzino, vedendosi controllato in ogni sua mossa dai genitori cercherà sicuramente di farla franca in modi diversi. Invece bisogna proprio disinnescare il gusto della “trasgressione”: spesso i giovani non rispettano le regole costituite proprio come affermazione di sé, e questo è tanto più valido quanto un figlio si sente oppresso.

  • ellemi

    il concetto che un regola sia fatta per essere violata (o come minimo per provarci) è probabilmente valido in Italia, ma molto raro negli Stati Uniti, fortunatamente. La personalità si può esprimere in molti altri modi, ad esempio discutendo con i genitori dei motivi di certe regole, al posto di mentire… no?

  • ellemi

    +1!

  • http://www.facebook.com/nicola.colella.56 Nicola Colella

    Il figlio dovrebbe rispondere citando Zerocalcare: “Mamma, tienitelo, questo iPhone ha il sapore delle catene”

  • splarz

    Se cerca il porno da solo un motivo c’è. Non si diventa adulti da un giorno all’altro. Quanti anni bisogna dargli, due, tre? E chi lo decide? E in base a cosa? E ti sembra corretto porre la questione con un divieto non spiegato? Non è vietando la pornografia che si affronta la sessualità in modo sano: spiegandola invece sì.

  • Carter Heywood

    puoi anche dire “indizio”, eh. nessuno metterà in dubbio che sei internazionale.

  • Carter Heywood

    A me, mia mamma mi ha tirato su in modo normale, io ho fatto le mie stupidaggini ma mi pregio di definirmi un ragazzo a modo e equilibrato. Quando ho avuto il mio smartphone, a 16 anni, sapevo come usarlo senza bisogno di una lista.

  • mkln

    e “affermativo” e anche “porno”, molto più semplicemente, se è per quello. ma per restare in tema, who cares? regards

  • Carter Heywood

    Francamente non ritengo che la notizia meriti addirittura 100 commenti, mi sembra un modo come un altro di agire da genitori. Detto questo, mia madre non mi ha mai fatto liste: i miei genitori mi hanno cresciuto non dandomi oggetti inutili e poi riempiendomi di divieti, mi hanno comprato il cellulare quando ero pronto. Ho fatto le mie idiozie, loro mi hanno punito, com’è normale. Spiegatemi il senso di regalare una ferrari a un neopatentato ordinandogli di andare a 50 km/h in autostrada. Regalagli una Yaris, che è perfetta per lui.
    P.S. Una cosa mi sta a cuore.
    Control freak = maniaco del controllo
    Hint = indizio
    FAIL = idiozia
    ecc. ecc.

  • Dario Neodi

    Sua madre dev’essere stata proprio deludente, caro signore. Nel mio caso invece leggere ciò che scrive quella fissata della signora Hofmann mi rende ancora più grato di avere la madre che ho. Che tra le altre cose non firmerebbe mai con “xoxoxo, mamma” le sue lettere come una ragazzina deficiente.

  • http://www.facebook.com/omilane Ciro Rea

    La mania di protagonismo di questa mamma è qualcosa di incredibile
    Anche la mia (e credo quelle ti tutti voi) ha fatto tutto il possibile per educarmi al meglio, ma mai avrebbe usato il nostro rapporto figlio-madre per attirare attenzione sul suo blog.

  • http://twitter.com/RiccardoQuinto RiccardoQuinto

    E’ bellissima

  • Dario Neodi

    Io il mio primo cellulare l’ho avuto a 19 anni, ed era quello vecchio usato da mio padre. Io non lo desideravo, ma lui asseriva che mi avrebbe fatto comodo se fossi rimasto per strada con l’automobile in panne: avevo appena preso la patente, e l’automobile che avrei usato era quella di mia madre (con precedenza a lei). In seguito quel cellulare l’avrei sempre usato pochissimo, tanto che quelli di Telecom mi avrebbero disattivato la SIM più volte (tutt’ora ne sono sprovvisto). Strano che sia cresciuto in questo modo senza avere avuto una madre eccezionale (sì, sono ironico) come la signora Hofmann ed i suoi contrattini da sit-com anni ’80.

  • Dario Neodi

    Io a 15 anni mi comprai la prima Playstation con i soldi messi via di mesi e mesi di lavoretti: bene o male circa 150 Euro di adesso, con gioco e memory card.

  • Dario Neodi

    Parole sante. Anche io ho sempre preferito star senza qualcosa piuttosto di perdere l’onore.

  • Dario Neodi

    Non mi sembra nemmeno sbagliato che dei genitori decidano di non far girare il figlio con 800 Dollari in tasca evitando del tutto di comprargli uno stupido iPhone.

  • Dario Neodi

    Chissà come ha educato Rocco Siffredi i suoi figli.

  • Dario Neodi

    Le “cose giuste e sbagliate” esistono, ma non puoi sapere oggettivamente quali siano. L’Etica non è Scienza. Dipende dalle tradizioni, dal sentire comune, dalle convinzioni religiose della persona. Quindi è relativa.

  • Dario Neodi

    Molto più pragmatico di quel polpettone in 18 punti.

  • Dario Neodi

    Che poi il cellulare a tavola mentre si pranza o cena lo usano anche molti illustri membri della nostra società civile: imprenditori, politici, professori… Un figlio, benché tredicenne, certe cose le nota, e giudica i propri genitori anche sulla base di come agisce la società. Se egli avrà dei valori propri sarà impermeabile alla corruzione del mondo, altrimenti la sua sarà solo una adesione formale alle regole genitoriali, e sarà prontissimo a cestinarle quando ne avrà l’opportunità.

  • Dario Neodi

    Gli Stati Uniti sono anche il paese al mondo con maggior presenza storica di serial killer ed incidenza di stragi armate. Eh sì, loro quando violano le leggi lo fanno proprio alla grande.

  • Dario Neodi

    Genio.

  • oFF

    Immagino che la signora abbia voluto riassumere in queste regole qualcosa che forse è già stato oggetto di dialogo col figlio.
    Offre a suo figlio un oggetto importante (non parlo del valore economico) restringendone la libertà d’azione semplicemente perché sa bene che suo figlio ha bisogno di confini quanto di sperimentare la sua libertà. E che i confini è suo compito di genitore tracciarli.

    Chi non abbia figli adolescenti e/o non abbia considerato con attenzione il percorso in equilibrio fra libertà e regole con tutte le complicanze poste dalla modernità, consideri che forse sta parlando senza sapere.
    La nostra è la prima generazione che si trova a non poter trasmettere la téche ai figli: le innovazioni tecnologiche raggiungono noi e i nostri figli allo stesso tempo, è la prima volta che accade nella storia dell’evoluzione umana in modo tanto veloce ed eclatante. Tutto questo pone la necessità di una forma di regolamentazione. E tutto questo significa che stiamo sperimentando, improvvisando.

    Chiudere gli occhi e lasciarli liberi di sperimentare da soli, a tredici anni, toglierebbe a noi una quantità di problemi e li lascerebbe in eredità a loro che sono del tutto impreparati a farlo. Qual’è il senso dell’essere genitori, dunque?

    Mio figlio, il grande, ha 13 anni, la sa molto più lunga di me quanto a tecnologia, ma non sa ancora nulla della vita, possiede un iPhone, ma (con suo grande scorno) non di ultima generazione, e purtroppo sguazza allegramente nel disaccordo fra me e suo padre, disaccordo che ovviamente dilaga anche nel settore regole.
    Mrs Hofmann ha scritto il suo contratto con intelligenza ed affetto e ne traspaiono anche entusiasmo ed una certa allegria, in più può evidentemente contare sull’appoggio e la condivisione di suo marito. Non mi sembra che vogliano proibire, ma solo che vogliano porsi come guide adulte al fianco di un figlio che sta crescendo. Mi sembra bello, credo sia questo il senso della famiglia.

  • Dario Neodi

    Parafrasando Alessandro Manzoni: “ci si può persino sbudellare senza essere cafoni”. Sinceramente, io preferirei un figlio cafone ma di buon cuore ad uno educato e truffaldino.

  • Dario Neodi

    Tutt’ora non capisco cosa intendano per “esportazione della democrazia”.

  • Dario Neodi

    Lei sfonda una porta aperta, io sono il primo a chiedermi a cosa servano gli smartphone alla maggioranza della popolazione, tant’è che io nemmeno possiedo più un cellulare.

  • Dario Neodi

    E’ invero questo il particolare che trovo più ributtante di tutta la vicenda.

  • Dario Neodi

    Probabilmente la generazione dei quarantenni italici non è complessivamente molto esperta di tecnologia, ma credo che la mia generazione di “over trenta” la conosca abbastanza. Ed è proprio in virtù della mia conoscenza tecnologica che non vedo l’utilità di acquistare uno smartphone ad un tredicenne.

  • http://twitter.com/TizianoVenti Tiziano Venti

    La tipica mamma comunista che cresce i figli da buoni borghesi e poi li vedrà trasformarsi in agitatori di piazza…che Dio la perdoni.

  • Enrico Brambilla

    In america potrebbe essere diverso.

  • http://www.facebook.com/riccardo.russo79 Riccardo Russo

    Magari butti via televisione, radio, usi la torcia e magari le ruote rettangolari. La tecnologia fa schifo.. Mi chiedo cosa ci faccia in un blog a scriverci su…

  • http://www.facebook.com/riccardo.russo79 Riccardo Russo

    Invece noi dove 9/10 non vogliono lo scontrino o 4/10 evade.. le regole le sappiamo rispettare. In America le regole, se ci sono, si rispettano

  • uqbal

    Mi sa che a commentare qua si sia concentrata tutta la componente nerd/under30 dei lettori del Post.
    Il tono nei confronti di “mamma” la dice lunga…

  • http://www.facebook.com/riccardo.russo79 Riccardo Russo

    Mi piacerebbe sapere quanti dei commentatori bacchettoni hanno un figlio adolescente. Le regole vanno date. E vanno anche fatte rispettare. Si chiama educazione.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=100004096760782 Renard Galilei

    1) questa lettera è una trovata del marketing della apple. 2) 18 paletti per un telefonino. Mi chiedo cosa succederà quando gli regaleranno uno scooter. 3) Lasciamo che i nostri figli facciano cavolate altrimenti non cresceranno mai. Le uniche da prevenire sono quelle che portano alla morte.

  • Lorenzo

    Non fare il finto tonto, il tuo commento è inutile, bolli come idiota una cosa senza metterci uno straccio di argomentazione.

  • Lorenzo

    Troll identificato.

  • http://scialocco.wordpress.com/ Shylock

    Non credo che mammina glielo comprerebbe, ma che rischi di trovarsi dall’altra parte della canna, un giorno di questi, dopo decenni passati con una genitrice che, ogni mattina, gli si avvicina con un sorrisone stampato a 36 denti e un bel paio di cesoie metaforiche da giardiniera-castratrice e gli dice: siediti qui, tesorino della mamma, che adesso gli diamo una bella spuntatina ma non ti preoccupare, che prima la mamma ti spiega che è per il tuo bene, perché noi siamo INSIEME in questa cosa, sai? perché noi siamo una SQUADRA, lo capisci? ssshhhì che lo capisce che siamo una squadra, tesorino di mamma sua!

  • Shawn

    Non so se sia più squallido il decalogo della brava mamma che “regala” l’Iphone all’adolescente o la filosofia da tastiera che leggo in alcuni commenti. La “chiusura mentale” che qualcuno sbeffeggia non c’entra un beneamato, il mondo – specialmente a 13 anni – va respirato a pieni polmoni e toccato con mano, non attraverso 40 cm quadrati di schermo.

  • Trez

    Sono bravi a creare mostri…

  • lucac

    Forse a molti commentatori indignati è sfuggito il tono canzonatorio del “contratto”. Che lo si è scritto in modo finto serioso per dare delle regole e anche per dare una certa scherzosa ufficialità alla consegna dell’immagino molto desiderato iPhone al figlio.
    A mio figlio quando è stato regalato il telefonino, il discorso che ho fatto è stato abbastanza simile nei contenuti: “occhio che è uno strumento con cui puoi fare dei casini, sii responsabile”.
    Non ho mai, neanche una volta, letto gli sms registrati o altre cose, ma è giusto che lui sappia che io volendo avrei il diritto di violare la sua “privacy” e che ci sono cose che io approvo e altre no. Si regoli di conseguenza, sapendo quale sarebbe l’effetto immediato: sequestro dell’oggetto.
    Ho parlato.

  • http://twitter.com/maumarti72 Maurizio Martini

    Una lettera secondo me fantastica. Leggo dei commenti a questa lettera che sono agghiaccianti: qui cisono quelli che parlano quanto vogliono, quelli che i ragazzini devono essere liberi di imparare da soli, quelli che i porno a 13 non si devono vietare. GLI USA AVRANNO I LORO DIFETTI, MA NOI CON LA NS CONVINZIONE DEL FACCIO QUELLO CHE MI PARE, SIAMO SOLO UN PICCOLO, INSIGNIFICANTE E IGNORANTE PAESE DEL CAVOLO. Buona fortuna a tutti quelli che ritengono le regole ad un tredicenne qualcosa di ridicolo.

  • fp57

    e dov’è il dialogo?

  • babbo natale

    come sempre in questi commenti si va da un opposto a l’altro . la pornografia va bloccata , una persona la deve scoprire da se , la prima morosa non deve essere un film hard . molti punti sono ottimi in quella letterina

  • http://www.marcomaroni.it/ Marco Maroni

    Forse sono troppe le regole da mettere in unico biglietto e stordiscono, ma alcune di queste andrebbero stampate a caratteri cubitali, per TUTTI i teenager

  • Andrea Bassolino

    Apple ringrazia.

  • GoodnessTruthAndBeauty

    Io, filosoficamente, sono un “sostenitore” dell’esistenza di una verità oggettiva: quindi la verità esiste prima dei soggetti, i quali non la stabiliscono, ma la scoprono.

    Quindi ad esempio la pena di morte E’ sbagliata. Il fatto che da molte parti ancora ci sia, significa che non hanno ancora scoperto la verità al riguardo.

    Qui comunque si parla di regole per un Iphone, quindi mi rendo conto che andare sul filosofico possa risultare stucchevole.

    In ogni caso, credo che per una mamma sia bene cercare di trasmettere le “verità” che crede di aver scoperto. Si chiama educare. L’alternativa qual è?

  • Duccio

    bravo, come sempre al corrente di tutto, anche delle diciture dei manuali di presentazione in inglese. quel che temo è che la Signora non sia così ironica, visto che è “la migliore”…

  • pj72

    arridatece la sipppppp!!

  • fp57

    perche’ seguire un figlio a scuola?

  • splarz

    Non hai risposto alle mie domande, iniziando col ribadire, tra l’altro, quanto già avevo detto.
    Vietare la pornografia ad un tredicenne che la cerca da solo è miope, controproducente, inutile e stupido: non insegna cos’è nè come bisogna considerarla, non fa che aumentarne la curiosità (e il ragazzo troverà mille modi per ovviare alla cosa), è diseducativo perchè pone la cosa nella categoria del male senza un motivo valido.
    E sottolineo per l’ennesima volta che a 13 anni, in seconda/terza media, si può essere grandi abbastanza per iniziare a sviluppare una sessualità adulta. Per essere sana deve essere costruita in modo autonomo, non può essere calata dall’alto: da quando in qua una cosa così personale dev’essere affare dei genitori? Non c’entra nulla con la necessità di affrontare l’argomento (anche) coi genitori.

  • ErPanfi

    Se questo è un tentativo di trolling ha delle buone basi.
    Accusi di presunzione ed autocompiacimento *presumendo* tu stesso come “funzioni” la psicologia (“lei ritiene quersto atteggiamento sbagliato a prescindere”), la cultura (“più che altro il problema è che non saprebbe la risposta”) e il metodo educativo (” Manie di controllo verso i figli, cresceranno male molto probabilmente”) che questa madre, che non conosci, applica a suo figlio, che non conosci; e lo fai *autocompiacendoti* delle tue idee, che ritieni giuste e, da quanto sembra (i.e.: spero di sbagliarmi), tanto sacrosante da poterle applicare senza problemi anche agli argomenti più delicati (“l’educazione sessuale non è solo prevenzione [...] che scuola e genitori si occupino di altro, le dee del porno ci insegnano tante cose”).

    Il tutto da un elenco puntato, fortemente decontestualizzato dalla situazione familiare in questione.

    Nota che non ho analizzato il tuo sermone punto per punto, mi sono limitato ad evidenziare i “picchi” di chiusura mentale: dopotutto anch’io non vedo la ragione della regola numero 6, ad esempio, ma da qui a dire che la mamma ritiene sbagliato a prescindere l’atteggiamento del filmare con l’iPhone il passo è davvero molto grande…Forse ti sfugge qualche variabile del problema?

  • splarz

    Sul punto 5 sbagli. A scuola si collabora con la medicina territoriale per affrontare l’argomento, informando correttamente; se ne occupano persone non docenti e non genitori, il che aiuta molto i ragazzi. I genitori devono poter essere disponibili al dialogo sulla questione.

    Il resto però (“la pratica”) è cosa privata, e il porno è tra queste.

  • splarz

    Non è questione di necessità, bensì di utilità. Uno smartphone lo è di sicuro, anche a 13 anni, se viene usato in tutte le sue possibilità, altrimenti è diseducativo anche a 30 anni – quanta gente che ha l’icoso lo usa solo per telefonare e per gli sms?

    Quanto al prezzo: dopo aver visto questo
    http://www.youtube.com/watch?v=NMiY1kSTHZw&feature=share
    trovo difficile pensare sia particolarmente utile comprare un icoso.

  • splarz

    L’hai ripetuto molto spesso che è “presto” ma non hai spiegato perchè.

  • enough

    Dalla 5 si può derivare il corollario: dai baci e abbracci veri a tuo figlio, non scrivere “xoxoxo” in fondo ad una lettera

  • http://twitter.com/meldon91 Davide

    Il discorso rimane sempre quello, però: credi che dando delle regole così ad un ragazzino tu possa aiutarlo a crescere? Io sono stato abituato a ricevere spiegazioni sul perché fare o non fare determinate cose, non dei dogmi da seguire, e sono fiero di dire che credo di essere cresciuto molto meglio con la testa molto più sulle spalle della maggior parte dei miei coetanei.
    Un “contratto di 18 regole” non serve ad una fava, specialmente quando non sono applicabili. E credimi, molte di quelle non lo sono…

  • Alessandra

    La cosa che non riesco a capire, al di là della sensatezza o meno dei 18 punti, è cosa cavolo se ne fa un bambino di 13 anni di un i-phone.
    Per la serie, lobotomia portami via.

  • Claudio Spada

    E’ ovvio che in un mondo ideale un ragazzino di 13 anni non ha bisogno di un iPhone ma provate a scornarvi con un qualsiasi ragazzino tredicenne REALE: vuole uno smartphone più di qualsiasi altra cosa al mondo e non un pulcioso Samsung da 150 euro, vuole un iPhone e basta.
    Quel contratto lo firmerebbe col sangue, qui e ora. Ed è giusto che si impegni a rispettare delle regole. Io genitore metto in tasca a mio figlio tredicenne un’arma potentissima con cui ha accesso al mondo intero (e che mi costa 800 euro, tra l’altro) ed il minimo che possa fare è dargli delle “regole d’ingaggio” precise e nette per usarla.
    Vuole l’iPhone? Vuole il porno? Vuole sentirsi adulto? Allora lo tratto da adulto e gli cedo lo smartphone (che altrimenti non si potrebbe permettere) alle mie condizioni. Qualsiasi adulto coscienzioso può rispettare un contratto in 18 semplici punti, un tredicenne può cominciare da qui ad imparare a rispettarlo, dato che nella vita gli capiterà di firmarne altri. Ne trarrà sicuro vantaggio.

  • http://twitter.com/meldon91 Davide

    Il discorso è semplice: molte di quelle regole (tra cui la 3^, la 7^ e la 10^) non sono applicabili, ed un genitore, quando pretende di imporre delle regole di tale importanza, dovrebbe sapere che se la regola non è “monitorabile” non va messa, in quanto il ragazzo si rende conto che esistono delle cose che si possono fare senza che mamma e papà lo vengano a sapere e si peggiora la situazione. Lo capisco io che ho 21 anni, non ho figli e non sono nessuno. Possibile che non ci arrivino queste “super mamme” che vorrebbero insegnare agli altri come essere genitori?
    Se a un ragazzino di 13 anni fornisci un mezzo di tale potenza potrai mettere anche un milione di regole, ma te la farà in barba comunque.
    Tanto più che a 13 anni uno smartphone come quello è inutile. Se mai avessi un figlio che a 13 anni mi facesse una richiesta del genere (bisogna poi vedere se era il bambino a volerlo o meno), la risposta sarebbe una sola: NO. Vuoi la Play 3? Ok, hai 13 anni ed è giusto che tu giochi con i videogiochi. Vuoi un lettore mp3? Ok, hai 13 ani ed è giusto che tu voglia ascoltare musica. Vuoi un telefono cellulare? A meno che non sussistano situazioni particolari allora no.

  • Makhomer

    Un regalo da 700 euro per un tredicenne. A 18 cosa gli ragalano? Una Maserati unico modello e gli danno le regole x non correre e non guidare da ubriaco?

  • http://twitter.com/Anna_Lotus Anna Della Mura

    Le regole sono condivisibili e giuste se escluse dal contesto, diventano ipocrite nel momento in cui tu regali un iphone ad un ragazzino di 13 anni che non ne ha affatto bisogno, ormai avranno un iphone ancor prima di ricevere la poppata di questo passo.

  • http://twitter.com/LMisculin Luca Misculin

    Intendevo il fatto che iPhone permette di avere una serie di strumenti utilissimi per chi per ha un certo tipo di lavoro, deve tenere una fitta rete di contatti, usare alcune applicazioni specifiche. Lo capisco. Non capisco per nulla l’adolescente che lo usa solo per Whatsapp e qualche giochino; a quel punto meglio un qualsiasi smartphone android che trovi a 1/3 del costo di iPhone. A me sembra anche più educativo far capire al ragazzo che per i suoi reali bisogni possedere un iPhone è solamente un capriccio.

  • http://twitter.com/Taccodieci La Redazione

    Madre malsana? Imposizione e tortura al figlio tredicenne? Stiamo scherzando?
    La madre ha regalato al figlio l’accessorio che tutti i tredicenni vogliono, se lo poteva permettere e lo ha fatto. Non vedo cosa ci sia di male solo perchè non gli ha regalato la Treccani. La cultura e l’educazione sono anche imparare ad usare la tecnologia in modo intelligente e non offensivo, senza lasciarle invadere le nostre vite e quelle degli altri, le nostre libertà e quelle degli altri. Mi pare chiaro che senza regole non c’è educazione.
    E a quelli che dicono che la madre non si fida del figlio e non ha dialogo con lui… Quale miglior prova di fiducia un regalo del genere e credere che un tredicenne rispetterà le regole? Ci sono milioni di modi in cui quel ragazzino potrebbe guardare siti porno e contravvenire al contratto, ma la madre pensa (lo ripete più volte) che suo figlio sia responsabile e crede che non si comporterà come tutti i suoi amici. O almeno sta cercando di aducarlo a volere di più rispetto a quello che vogliono normalmente gli adolescenti.

  • Paolo

    parole sagge.

  • fp57

    impermeabile alla corruzione del mondo?

  • http://twitter.com/Taccodieci La Redazione

    Oppure contratteranno e il figlio imparerà cosa vuol dire “essere ragionevoli”. Mi pare che secondo il tuo concetto di educazione la madre dovrebbe schiaffagli in mano un iphone e aspettare che lui tiri fuori il suo senso civico.

  • http://www.facebook.com/matteo.bertuz Matteo Bertamini

    ma è un regalo della gestapo?

  • http://www.facebook.com/gjackgiudici Giacomo Jack Giudici

    la vedo: è la mamma di “Una mamma per amica”.

  • fp57

    auguro tutto il bene a te e tuo figlio ma gran parte dei tuoi commenti, a volte presuntuosi, mi sembrano (soggettivamente) la fiera del luogo comune e della banalità

  • http://twitter.com/AndreaGot Andrea Gottardi

    Suppongo che i soldi messi da parte siano risparmiati allo stesso modo, sia comprando un iPhone, che un 3310..

  • http://twitter.com/AndreaGot Andrea Gottardi

    Un minimo di controllo di un figlio così giovane è dovuto, ma l’atteggiamento della madre “che bravo mio figlio, non scrive nulla di fuori posto” quando magari a scuola è un teppista, mi sa molto di autoconvincimento

  • http://twitter.com/AndreaGot Andrea Gottardi

    Nessuno contesta il “dare le regole”, ma le regole date.. Pretendere il figlio, ad esempio, non parli mai di sesso nemmeno con gli amici (perchè per esteso è anche questo il senso del contratto) è puramente utopistico

  • Massimiliano Giacometti

    La cosa che mi ha colpito di più è il ruolo completamente marginale del padre.

  • splarz

    Sono perfettamente d’accordo. Aggiungevo che per lavorare android è più completo.

  • http://twitter.com/clairefisherx Federica Claire

    A parte alcuni punti di buon senso, il resto è il delirio di una donna chiaramente tecnofoba (o iPhonofoba). Che senso ha regalare un iPhone al figlio tredicenne (troppo presto, ne convengo) se praticamente non lo potrà usare? Solo per poter dire che ha un iPhone e farsi bello agli occhi dei coetanei (“sei il fiero possessore di un iPhone”)?
    E poi mai come nell’adolescenza le regole sono fatte per essere infrante: va bene imporne alcune fondamentali, ma è giusto anche lasciare un po’ di libertà perché il ragazzo sperimenti da solo. Magari anche andando sui siti porno di nascosto (come se da un normale computer non potesse accedervi con maggiore comodità, poi).

  • http://twitter.com/liciolicio Alessandro S

    ”Mamma, papà, compratemi l’iPhone!”
    ”No, sei troppo piccolo.”
    ”Ma la Hofmann l’ha comprato a suo figlio di 13 anni! Sottoscrivo anche io un contratto così.”
    Ergo: non ci sono più scuse, nemmeno l’età. Ancora una volta, Apple ha colpito nel segno. Avvalendosi della Hofmann.

  • Megaman112

    Oppure sono parole di una mamma che, come altri pensano, non avrebbe mai dato ad un 13enne un iPhone. Quello che io vedo qua è gente che si fida di una notizia, e si ferma lì, nessuno fino a qui [scusate, ho scritto prima di finire di leggere tutti i commenti, uno ad uno] ha pensato che era il 13enne a volere a tutti i costi un iPhone;

    nessuno ha pensato che quando i genitori han letto “Caro Babbo Natale, sono Gregory.. io vorrei..” è stato magari l’inizio di una lite, perché magari il marito è una persona come voi, che la pensa diversamente da questa “maniaca” [gli opposti si attraggono?] e che quindi questo contratto è il risultato di un “settlement”. {e qui avviso prima, ho scritto in inglese, perché non mi ricordo la parola equivalente italiana in questo momento, a volte può capitare, no? non voglio fare l’internazionale o far vedere che conosco l’inglese, nemmeno voglio uscire da questa tab, aprirne un’altra etc. per usare google, ad un certo punto mi sono ripromesso di non usarlo prima di commentare, nemmeno per andar a vedere se è vero che i manuali iniziano con “fiero possessore..”, giusto per cercare di applicare il punto 17, cerchiamo di fare a meno di google un attimino }

    Quindi, per dirla breve, forse la mamma sarebbe contenta di sentire dal figlio: “non posso accettare il contratto, perché non compriamo un telefono meno ‘alla moda’ mammina, così se si rompe dovrò ripagarti 300$, non 900$ se si rompe [punto 6]” per fare un esempio. Io non credo che nessun punto possa aver fermato il ragazzino, se lo voleva così disperatamente da far arrivar la madre a scrivere 18 punti, è come se il ragazzino avesse detto 18 volte “lo voglio” quando/se ha firmato. ha accettato il “meglio averlo solo 4h al giorno + [e qui nessuno le ha contate] 26 nel fine settimana, fanno 46h su circa 105h in cui è sveglio [se dormisse 9h ogni giorno, per esempio] sono quasi la metà, non mi sembrano poche.

    Io, che forse ho molta immaginazione, vedo una madre severa, ma buona, che si è fatta convincere/ convinta a fare questo dono al proprio figlio (che lo voleva) andando contro ai suoi principi di “un iPhone non è per ragazzini” appoggiando il “meglio provarci, che negarglielo”.

  • http://pulpficciones.wordpress.com/ tobuto

    Uqbal, a 13 anni tutti quelli che conoscevo avevano visto un porno…

  • m_ago

    questa signora è da ricovero. Sapete cosa ha fatto mio nipote di 3 anni, quando sua nonna telefonava a Babbo Natale per chiedergli di non portare regali a questo bambino capriccioso? Ha detto alla nonna: “passamelo! Pronto, Babbo Natale? Tieniti i tuoi regali che io ho già tutto quello che mi serve!”

  • m_ago

    beh, è già capitato a tanti ragazzi, non siamo nè morti nè diventati maniaci!

  • http://pulpficciones.wordpress.com/ tobuto

    D’altronde che cos’è il diritto alla privacy, tutelato da quella cartaccia della costituzione, rispetto alla piaga sociale dei cafoni.

  • Megaman112

    sei il primo che leggo che ha usato, finalmente la parola “vuole l’iPhone”, sarò ottimista, ma penso che anche tu abbia capito che è il bambino ad averlo voluto, e che il contratto è stato l’unico modo per cui “sono riusciti” a mettersi d’accordo per farglielo avere

  • Megaman112

    non regalarlo ad un ragazzino che lo vuole disperatamente, è più diseducativo forse. Questi genitori han preferito “conformarsi” con la massa, piuttosto che avere un ragazzino che dice/va’ in giro dicendo “I miei non mi han voluto regalare l’iPhone”
    p.s. è probabile che un ragazzino di 13 anni sia arrivato a capire che Babbo Natale “venga aiutato” dai genitori per i regali..

  • m_ago

    io nemmeno avevo capito che era una forma di saluto, pensavo che la redazione del post avesse criptato il nome di questa mamma! lo dico qui perchè condivido al 100% i tuoi commenti

  • Megaman112

    tu avevi chiesto loro al cellurare? o ti è caduto dal cielo?
    “Caro babbo natale, voglio una Ferrari” e ricevo una yaris, forse preferirei non aver ricevuto niente..

  • m_ago

    ecco, detto del porno, possiamo all’evasione fiscale…

  • Megaman112

    dillo al mondo, di non far rendere “alla moda” tali 40cm, di non rendere un must l’iPhone perché “altri ce l’hanno”, qua nessuno pensa che se questa donna lo sta comprando al figlio, è perché già altri 13enni hanno avuto dei genitori che gliel’han regalato, senza regole magari?

  • maragines

    Tranquilli, è una madre amorevole e previdente.
    Questo documento sarà comodo per il bimbetto come elemento attenuante quando truciderà la madre. Lo farà leggere ai giurati e questi converranno che la madre era una paranoica che meritava sevizie feroci.
    *
    Molti dicono “vuole l’iPhone”… Ma dico io, e perché no una bici da diecimila euro. Io a tredici anni avrei sognato tante cose e dicevo di volerle. Ma il fatto che le volessi non rendeva legittimo il mio desiderio di averle! Ovvio che vuole l’iPhone, ma basta dirgli no.
    **
    Se gli dici sì la coerenza vuole che se è un “fiero possessore di iPhone” non devi dire anche che l’iPhone è della lercia mamma. Altrimenti andava scritto dei il fiero detentore di un iPhone di mamma-tua.
    Che poi non è nemmeno il detentore visto che la mamma pretende di avere le chiavi di accesso del telefono (quindi immaginiamo legge anche il diario segreto del bimbetto, se ne ha uno).
    ***
    Deliranti poi le regole che seguono… Tipo la cosa di non scrivere un’e-pistola al posto di fare una telefonata, l’ignorantona non sa nemmeno che è proprio per questo che esistono registri comunicativi diversi e che certe comunicazioni si fanno per iscritto (meglio) e altre parlando (meglio) e altre ancora incontrandosi di persona. Ci sono cose che è opportuno scrivere (e non dire a voce) e altre no. Ma lei non lo sa, calpesta con allegria duemila anni di civiltà facendo del figlio un ignorante, forse disadattato (ma Dio è grande magari si salva!!).
    Tra l’altro, immagino le prese per i fondelli che il bimbetto dovrà subire da tutti i suoi coetanei per la pubblicità di questo documento reso noto ai cittadini del mondo…

  • http://twitter.com/BinarioD BinarioD

    I nostri 18 ‘contropunti semiseri’http://binariod.it/contratti-iphoniani/

  • pj72

    il punto 10…il punto 10..attacco d’ansia, asma, manca aria…come niente porno?
    COME NIENTE PORNOOOOO???

  • Carter Heywood

    ma che risposta è? mica natale è un ricatto morale. i genitori sono lì apposta a dirti “quando sarai più grande, per ora accontentati”. sarebbe un insegnamento maggiore questa pappardella inutile.

  • selene

    molti dei commenti delineano chiaramente il profilo dell’italiano tipo nella sua veste peggiore: il genitore incapace che di regole ai propri figli non ne da ma che gli piace tanto tanto criticare quelle che gli altri danno ai loro, e l’ipocrita pseudointellettuale che invece che concentrarsi e ragionare sullo spunto di questa lettera sul senso di dare e condividere delle regole, forma base di organizzazione sociale di qualsiasi comunità a partire dalla coppia, preferisce domandarsi nel 2013 “ma cosa se ne fa un tredicenne dell’Iphone?” Resta poi il mio preferito il furbetto del quartierino ” sè sè mammina dagli pure delle regole che se ti vuole fregare lo può fare così e cosà”…che tristezza. Sarò all’antica e non ho figli ma penso che in questo tentativo di dialogo di una madre col proprio figlio preadolescente si diano per scontate due cose alla base di qualsiasi contratto e, mi piacerebbe, di qualsiasi rapporto umano: la fiducia e l’amore.

  • pendolare

    con un po’ del padre di tutto in famiglia

  • Megaman112

    intanto ci sono 5 figli di mezzo, non sappiamo se il 13enne è il + grande, se un figlio maggiore ricevette il precedente modello di iphone per natale, magari a 14anni e non 13, forse mi sentirei in colpa a trattare un figlio in maniera diverso da un altro, soprattutto se è lui che voleva quel’oggetto

  • http://paglias.net/ Matteo Pagliazzi

    No. Indipendentemente dal fatto che utilizzi l’iphone per mandare sms stupidi o senza senso ha sempre diritto alla privacy. Scrivere “potrebbe scrivere su un diario” è sbagliato: ha diritto alla privacy su ciò che scrive nel diario e nello stesso modo su cosa scrive/visita/fotografa con l’iphone.

    Si tratta di una questione di principio.

  • http://www.facebook.com/aim.argentoz Aim Argentoz

    NEIN!!!

  • Ali

    Io non parlo da genitore bensì da persona che si trova dall’altra parte.
    Sono una ragazza che da poco è entrata nel mondo degli adulti e sono
    cresciuta per un po’ con le nuove tecnologie. Le regole vanno date,
    certo, ma ciò che quà è stato scritto è un’esagerazione bella e buona.
    Io mi sono sentita soffocare solo a leggerle e penso che il ragazzino
    abbia avuto una reazione simile, specialmente a un’età come quella quando iniziano i primi istinti alla ribellione. Che senso ha fare un regalo simile se
    non me lo posso godere. Io lo avrei ridato alla mamma, con un po’ di
    dispiacere, certo, e avrei anche tenuto il broncio perché a quell’età lo
    si fa, ma non avrei voluto avere quell’oggetto che mi stava come
    incatenando e non perché crea dipendenza di per sè, visto che non ho avuto
    nemmeno la possibilità di godermelo, ma perché mia madre cerca di
    ingabbiare la mia anima e la mia subordinazione usando una cosa che mi piace, che dovrebbe farmi felice e stare bene.

    Nella nostra societa i ragazzi si messaggiano e si
    fanno foto di continuo, è il loro modo di comportarsi ormai e, che sia
    considerato buono o sbagliato, è un modo per socializzare. La signora avrebbe dovuto spiegare al figlio perché non è bene esagerare (e questo vale per qualunque cosa). Avrebbe dovuto prendere il figlio e prima di dargli il regalo
    discutere con lui e mettere in chiaro alcune regole che metessero dei
    limiti, sì, ma che lasciassero anche delle libertà come quello alla
    privacy ( a quell’età, forse alcuni lo hanno dimenticato, si comincia a sentire il bisogno alla privacy e negarla in toto porterà solo a raffreddamento del rapporto genitore-figlio). Inoltre se decidi di dire un deciso NO a una cosa, spiega a tuo
    figlio perché, perché se no quello vorrà capirlo da solo e troverà sicuramente il
    modo – infrangendo le regole – per farlo. Io mi ricordo i miei tredici anni
    molto bene e posso assicurare che a quell’età si può essere parecchio
    maturi se si è stati cresciuti bene, quindi un dialogo aperto
    genitore-figlio per creare un compromesso si può fare benissimo. Sulla questione porno e sessualità in generale il discorso si fa più complicato in quanto il genitore può spiegare solo certe cose e la scuola va sul tecnico, sempre se è disposta ad offrire un bel corso o qualcosa del genere (nella mia scuola l’educazione sessuale è scarsa), quindi un’altra parte della sessualità del figlio si forma parlando con i coetanei che a loro volta magari si sono visti i porno: è facile che il ragazzo ne sia tentato. Quando il genitore decide di vietarlo al figlio deve dirgli perché pensa che sia sbagliato, spiegarlo per bene. Se poi il figlio decide di guardarselo o no, sono affari suoi. E sì, anche ai 13 anni. Io ricordo che tutti ne parlavano, i genitori spesso lo ignorano pensando che i figli sono piccoli e innocenti e inparte lo sono, questo non vuol dire che non ci siano curiosità e non se ne parli.

    Non ho
    paura di dire, quindi, sebbene io sia ancora molto giovane, che trovo il
    comportamento della signora piuttosto immaturo.

    Avrei tante
    altre cose da dire ma meglio se mi fermo qui. Mi scuso se ho fatto
    errori nel scrivere questo messaggio, l’italiano non è la mia lingua.

  • Ali

    Il diritto di privacy è il diritto di privacy. punto. A quell’età cominci a sentirne il bisogno. Se il figlio è stato educato bene dall’inizio facendogli capire certe cose non ci sarebbe il pericolo che egli usi il telefono come strumento di molestie e altre cose simili. Se l’educazione non c’è il figlio troverà il modo di fare quelle cose raggirando quelle belle regole là sopra che la madre ha schiaffeggiato su un foglio di carta senza prendersi la briga di discuterle faccia a faccia col figlio, come lei tanto sostiene sia bello fare.

  • semprescomoda
  • http://pulpficciones.wordpress.com/ tobuto

    E’ una persona che, per legge, tra un anno capirà a sufficienza da poter scopare con chi gli pare

  • Megaman112

    no ma infatti probabilmente questo ragazzo non crede più a babbo natale.. tento di spiegarmi meglio:
    <>
    hai ragionato senza tener conto che è il ragazzo che voleva la “ferrari”, probabilmente perché già altri coetanei suoi hanno l’iPhone. Addirittura uno dei suoi fratelli potrebbe aver ricevuto il “modello precedente” di iPhone alla medesima età, o magari un anno in più, non ci è stato detto quali dei 4 fratelli/sorelle è maggiore o minore di questo 13enne. Non so’ te, ma semmai dovessi io avere 2 o più figli, cercherei di non fare molte differenze, soprattutto se riescono ad essere “bravi bambini” entrambi. Quindi non regalare a Greg l’iPhone mentre a “Matt” gli era stato regalato 1-2anni fà, diventa una cosa “ingiusta”.. certo, forse anche questo è impossibile, visto che questa donna avrebbe potuto scrivere un contratto anche per il possibile fratello maggiore, ma già in 2anni i tempi possono cambiare, e magari lei ha davvero accordi con la Apple, come alcuni pensano, accordi che non avrebbe avuto 2anni fà

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1550464316 Mirko Alessandria

    ricapitoliamo:
    sei il possessore di un iphone, ma al contempo non lo sei perchè è mio e
    te lo sto prestando. Puoi usarlo un’ora al giorno, perchè prima vai a
    scuola e dopo sono le 19,30, quindi te lo leviamo. Non puoi chiamarci
    nessuno, perchè se puoi dire una cosa di persona allora quella persona
    ce l’hai davanti e il telefono è inutile. In quell’ora ti inviero
    milioni di messaggi, quindi lo userai solo per informarmi dei tuoi
    spostamenti in quell’ora in cui non sei ne sotto il controllo della
    scuola, ne sotto al nostro. Non fare niente che un adolescente farebbe
    in un telefilm per adolescenti. Ma ogni tanto, mi raccomando, parla con
    uno sconosciuto.

  • http://twitter.com/adrimail89 adriano milella

    Madoooona che esagerazione qst qui!!!! A qst punto direi: mamma lascia stare!!! Mi tengo il mio 3310
    Regalami i soldi!! Poi piano piano me lo compro io, senza vincoli e limitazioni

  • toniopt

    Non capisco tutto questo scandalizzarsi per delle regole…. il mondo è fatto di regole.

    E’ evidente che il tutto è nato da una richesta del figlio.. vuoi il icoso..? allora le regole sono queste… è normale e logico.

    Vuoi la patente…? ok ..le regole sono queste.. vuoi aprire un conto in banca..? ok le regole sono queste… e così via.

    Ma in Italia dove confondiamo il concetto di libertà con l’idea di fare il nostro porco comodo figuriamoci se l’idea di imporre delle regole ai nostri pargoletti non avrebbe suscitato orrore….

    Le regole, il rispetto l’educazione si insegnano …. l’illusione che la gente (grandi e piccini) le impari per osmosi dall’aria fresca del mattino è pura follia. Il pargolo se è inteligente tratterà per spuntare regole più leggere…. e se ha le palle rispetterà gli impegni presi.

    E poi, cosa avrebbe dovuto scrivere…. ? Vai su you porn e fatti una manovella in bagno….?? via non diciamo fesserie.

    L’idea che i figli crescano meglio senza regole è una baggianata .. è che farle rispettare è faticoso…

  • michele

    disgustoso

  • http://twitter.com/Carlo38945 carlo calenda

    La finta persona avanzata e al passo con i tempi, che impone regole ferre e dittatoriali ad un bambino di13 anni regalandogli un oggetto costoso solo perchè, forse, gli amichetti lo hanno già. Non si educano i ragazzi concedendogli un oggetto all’ultima moda ma imponendogli regole drastiche. A quella età sono necessarie poche e fondamentali regole e molta libertà di esprimere la propria fantasia (l’Iphone e solo la necessità dell’adulto) Avrebbe fatto meglio a regalargli un normale cellulare, l’Iphone sarebbe venuto tra qualche anno, con il ragazzo più maturo e responsabile!

  • http://twitter.com/maumarti72 Maurizio Martini

    Trovo il tuo approccio di critica totale su tutti i punti decisamente discutibile. Allora lasciamo che i tredicenni facciano quello che gli pare. Magari la scusa è che non puoi “ingabbiarli” … La verità è che educare un figlio è impegnativo, caro mio. E chi li “lascia liberi” a 13 anni, è perchè non ha tempo/voglia di dargli una guida

  • Marco

    Questa non sta bene .____. anche se su alcune cose specifiche sono d’ accordo, nel complesso è esagerato!

  • cyberflaneur

    Leggendo questo elenco mi spiego com’è che poi i ragazzi americani compiano stragi nelle scuole o altrove. Con mamme simili!

  • InfiniteJest

    Lo avevo letto in inglese sull’Huff appena è uscito.
    Trovo che sia opprimente e molto opressivo. Mettere in guardia il ragazzino dal mandare foto di se stesso nudo è cosa buona, pensare di potergli impedire di avere una vita che si discosti dalla propria (i miei discorsi di trdicenne coi miei amici tredicenni di sicuro non erano pensati per le orecchie dei nostri genitori) è veramente da cura.

  • InfiniteJest

    Ah, e la parte sul porno è delirante.
    Molti esseri umani si masturbano. Molti uomini, si masturbano. Praticamente tutti gli adolescenti maschi si masturbano. Internet è un buffet dove prima si elemosinavano le briciole tra il capezzolo intravisto in chiesa ed il personaggio femminile di qualche fumetto.
    Masturbarsi significa esplorarsi fisicamente e procurare a se stessi il più grande appagamento fisico che si possa ottenere.
    Non riesco a capire perché proibirlo.

  • InfiniteJest

    Il punto non è lasciarlo libero. La signora sta cercando di negare che il figlio abbia a) una sfera sessuale [il porno!] e b) un’identità separata dalla sua e nella quale lei non ha il diritto di interferire.

  • faithjano

    io non credo neanche che il porno sia il punto principale, anche perche imparare la sessualita dai porno non credo sia il massimo, a prescindere.

    non credo neanche che i 13enni debbano fare quello che vogliono, perche non hanno molte delle accortezze e conoscenze del mondo nel quale vivono da permetter loro di essere in grado di valutare molte situazioni.

    il problema, anzi il punto centrale che secondo me sta alla base della lettera della madre al figlio e quindi il nocciolo della questione è che la madre tratta il figlio come se provenisse da un altro pianeta, perche molte delle regole che impone sono cose che mio avviso a quell’eta (13 anni sono pochi, ma non pochissimi) il ragazzino avrebbe dovuto in qualche modo avere, in un modo o nell’altro.

    e poi è il pretesto che non mi è piaciuto, adesso che hai l’iphone hai queste regole, come se il mezzo fosse il problema, come se tutte le cose delle quali ha paura la madre fossero inaccessibili in altro modo se non tramite iphone: non scordiamoci della TV, nemica numero 1 prima dell’arrivo di internet per tutti, dei pc di casa, dei compagni, degli altri.
    ecco, il punto carente, molto carente della lettera è secondo me questo, avere gli occhi chiusi rispetto al fatto che i mezzi di comunicazione siano solo un mezzo, appunto, e non il problema o il pericolo, e che il ragazzino non dovrebbe essere “ricattato” con l’iphone o a causa dell’iphone (oggetto del desiderio di quella generazione), piuttosto educato a prescindere, perche come dicevo prima se uno è incline all’errore o al pericolo il modo di sbagliare lo trova comunque.

    la parte invece ridicola è invece quella delle foto limitate e della musica, e questo è detto da uno che è amante della pellicola e del vinile, quindi agli antipodi rispetto alle mille foto al giorno e alle 50000 tracce nell’ipod.
    sono scelte, si puo e si deve consigliare e far considerare altri generi e altre cose rispetto a solo quelle dei coetanei, pero di nuovo non usiamo il telefono come scusa per farlo, facciamolo a prescindere, poi se magari il ragazzino comprera i beatles e le cose che piacciono alla mamma sara una scelta sua, come tutte sue saranno le scelte di come usare la tecnologia, perche se vorra non saranno certo queste regole a impedirglielo

  • http://dopolanotte.wordpress.com/ dopolanotte

    Se fossi il figlio tredicenne, avrei chiamato il telefono azzurro! :-)

  • http://www.facebook.com/lemalheurdevivre Germaine Lefebvre

    A me fu regalato uno strumento telematico a 16 anni, senza fornirmi regole. Sono finita nei guai piu’ volte, ho dato il mio telefono, piu’ tardi ho sparso in giro delle foto. Se avessi avuto qualcuno capace di darmi delle regole chiare (senza semplicemente impedirmi di accedervi, rendendolo ancora piu’ intrigante) non avrei combinato tanti casini. Approvo e sottoscrivo. Tranne la storia dell’iphone a 13 anni.

  • http://dopolanotte.wordpress.com/ dopolanotte

    Ne ero sicuro! :-)))))))))))))))))))))))

  • http://www.facebook.com/brandavide Davide Brancato

    Infatti io non ce l’ho e non ci penso neanche lontanamente di dare giudizi cosi definitivi come certi qui sopra che evidentemente hanno imparato a memoria il manuale del perfetto educatore.

  • Tommy

    io penso ke tu nn abbia capito il significato della lettera e stia vedendo solo le cose negative

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=100005353146018 Facebook User

    straordinario.

  • Chiara

    Io ho 13 anni e vi chiedo di andare per un momento oltre al fatto che sono una ragazzina. Sono nata in una famiglia molto molto dolce e buona che mi ha sempre dato tanto amore ma non tutte le famiglie sono perfette ha 4 anni i miei si sono separati e ho sofferto molto da questa situazione io ho tratto molto vantaggio, vivendo con mia madre ho sempre dovuto confrontarmi con il genitore meno severo, praticamente io posso e ho potuto fare sempre quello che volevo sempre mi madre non mi ha mai negato niente ma non perché come ha detto il caro Maurizio Martini non né aveva voglia ma semplicemente perché è sempre stata dell’ idea che un figlio debba fare le proprie esperienze, probabilmente arrivati fino a questo punto vi chiederete come mai tutto questo polpettone io nonostante veramente non avessi regole sono riuscita a essere quello che sono e sinceramente mi piaccio parecchio come persona ecco degli esempi: io ho un computer, un Tablet e un cell molto buoni tutti e tre comprati con i miei soldi quello che possiedo è decisamente mio e questa è stata una scelta personale io non sopporto l’idea di dipendere dai personali anche nel piacere e questa non è una cosa che debba essere lodata pero non spendo molto nonostante sono libera io non fumo, sono astemia e continuerò ad esserlo perché io non seguo la massa lo faccio per me la tecnologia non mi è stata ma negata e devo dire che da questo ho tratto vantaggio ho acquisito una memoria fotografica cosa molto utile nello studio e io uso la tecnologia molto meglio di tanti adulti che conosco per esempio un grande male del secolo è la televisione io probabilmente ne faccio un uso esagerato però mi documento di ogni film conosco l’attore e la storia dell’attore se esiste il libro del film lo leggo io non passo il mio tempio a fare i giochetti o su Facebook io lo uso per quello che mi piace io ho un mondo in una mano è questa la cosa strabiliante della tecnologia è un espansione per lo studio per il lavoro anche per condividere informazioni con varie persone di età e città diverse a me affascina molto vi ho voluto raccontare questo per mostrarvi due cose:
    1) La mia generazione non vi piacerà ma fidatevi veniamo molto stereotipati siamo come voi esseri umani di 10 o 20 anni di differenza e allora la crescita non si controlla spiegatemi come mai un ragazzo di 13 anni deve essere messo in una categoria noi siamo tutti diversi quindi non possiamo essere classificati.
    2) Tutti crescono e crescono in manieri diversa ma questo non dipende dalla autorità o non dei genitori ma molti altri fattori quello che siamo e un insieme di esperienze,insegnamenti,amicizie e tante altre cose non che l’ autorità non sia importante ma non è questo quello che ci fa diventare chi siamo.
    Bé io ho detto la mia volevo solo esprimere il parere scusatemi se mi sono divagata questo non è coerente con l’articolo ma diciamo che è un commento sui commenti.

  • Chiara

    Io ho 13 anni e vi chiedo di andare per un momento oltre al fatto che sono una ragazzina. Sono nata in una famiglia molto molto dolce e buona che mi ha sempre dato tanto amore ma non tutte le famiglie sono perfette ha 4 anni i miei si sono separati e ho sofferto molto da questa situazione io ho tratto molto vantaggio, vivendo con mia madre ho sempre dovuto confrontarmi con il genitore meno severo, praticamente io posso e ho potuto fare sempre quello che volevo sempre mi madre non mi ha mai negato niente ma non perché come ha detto il caro Maurizio Martini non né aveva voglia ma semplicemente perché è sempre stata dell’ idea che un figlio debba fare le proprie esperienze, probabilmente arrivati fino a questo punto vi chiederete come mai tutto questo polpettone io nonostante veramente non avessi regole sono riuscita a essere quello che sono e sinceramente mi piaccio parecchio come persona ecco degli esempi: io ho un computer, un Tablet e un cell molto buoni tutti e tre comprati con i miei soldi quello che possiedo è decisamente mio e questa è stata una scelta personale io non sopporto l’idea di dipendere dai personali anche nel piacere e questa non è una cosa che debba essere lodata pero non spendo molto nonostante sono libera io non fumo, sono astemia e continuerò ad esserlo perché io non seguo la massa lo faccio per me la tecnologia non mi è stata ma negata e devo dire che da questo ho tratto vantaggio ho acquisito una memoria fotografica cosa molto utile nello studio e io uso la tecnologia molto meglio di tanti adulti che conosco per esempio un grande male del secolo è la televisione io probabilmente ne faccio un uso esagerato però mi documento di ogni film conosco l’attore e la storia dell’attore se esiste il libro del film lo leggo io non passo il mio tempio a fare i giochetti o su Facebook io lo uso per quello che mi piace io ho un mondo in una mano è questa la cosa strabiliante della tecnologia è un espansione per lo studio per il lavoro anche per condividere informazioni con varie persone di età e città diverse a me affascina molto vi ho voluto raccontare questo per mostrarvi due cose:
    1) La mia generazione non vi piacerà ma fidatevi veniamo molto stereotipati siamo come voi esseri umani di 10 o 20 anni di differenza e allora la crescita non si controlla spiegatemi come mai un ragazzo di 13 anni deve essere messo in una categoria noi siamo tutti diversi quindi non possiamo essere classificati.
    2) Tutti crescono e crescono in manieri diversa ma questo non dipende dalla autorità o non dei genitori ma molti altri fattori quello che siamo e un insieme di esperienze,insegnamenti,amicizie e tante altre cose non che l’ autorità non sia importante ma non è questo quello che ci fa diventare chi siamo.
    Bé io ho detto la mia volevo solo esprimere il parere scusatemi se mi sono divagata questo non è coerente con l’articolo ma diciamo che è un commento sui commenti.

  • Chiara

    Io ho 13 anni e vi chiedo di andare per un momento oltre al fatto che sono una ragazzina. Sono nata in una famiglia molto molto dolce e buona che mi ha sempre dato tanto amore ma non tutte le famiglie sono perfette ha 4 anni i miei si sono separati e ho sofferto molto da questa situazione io ho tratto molto vantaggio, vivendo con mia madre ho sempre dovuto confrontarmi con il genitore meno severo, praticamente io posso e ho potuto fare sempre quello che volevo sempre mi madre non mi ha mai negato niente ma non perché come ha detto il caro Maurizio Martini non né aveva voglia ma semplicemente perché è sempre stata dell’ idea che un figlio debba fare le proprie esperienze, probabilmente arrivati fino a questo punto vi chiederete come mai tutto questo polpettone io nonostante veramente non avessi regole sono riuscita a essere quello che sono e sinceramente mi piaccio parecchio come persona ecco degli esempi: io ho un computer, un Tablet e un cell molto buoni tutti e tre comprati con i miei soldi quello che possiedo è decisamente mio e questa è stata una scelta personale io non sopporto l’idea di dipendere dai personali anche nel piacere e questa non è una cosa che debba essere lodata pero non spendo molto nonostante sono libera io non fumo, sono astemia e continuerò ad esserlo perché io non seguo la massa lo faccio per me la tecnologia non mi è stata ma negata e devo dire che da questo ho tratto vantaggio ho acquisito una memoria fotografica cosa molto utile nello studio e io uso la tecnologia molto meglio di tanti adulti che conosco per esempio un grande male del secolo è la televisione io probabilmente ne faccio un uso esagerato però mi documento di ogni film conosco l’attore e la storia dell’attore se esiste il libro del film lo leggo io non passo il mio tempio a fare i giochetti o su Facebook io lo uso per quello che mi piace io ho un mondo in una mano è questa la cosa strabiliante della tecnologia è un espansione per lo studio per il lavoro anche per condividere informazioni con varie persone di età e città diverse a me affascina molto vi ho voluto raccontare questo per mostrarvi due cose:
    1) La mia generazione non vi piacerà ma fidatevi veniamo molto stereotipati siamo come voi esseri umani di 10 o 20 anni di differenza e allora la crescita non si controlla spiegatemi come mai un ragazzo di 13 anni deve essere messo in una categoria noi siamo tutti diversi quindi non possiamo essere classificati.
    2) Tutti crescono e crescono in manieri diversa ma questo non dipende dalla autorità o non dei genitori ma molti altri fattori quello che siamo e un insieme di esperienze,insegnamenti,amicizie e tante altre cose non che l’ autorità non sia importante ma non è questo quello che ci fa diventare chi siamo.
    Bé io ho detto la mia volevo solo esprimere il parere scusatemi se mi sono divagata questo non è coerente con l’articolo ma diciamo che è un commento sui commenti.