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Oscar Farinetti racconta Oscar Farinetti

La storia del fondatore di Eataly

Oscar Farinetti è un imprenditore torinese di 58 anni. Fu lui a trasformare (tra il 1978 e il 2003) con il marchio UniEuro il supermercato del padre nel primo gruppo italiano di elettrodomestici (“l’ottimismo è il profumo della vita” era lo slogan recitato nella pubblicità da Tonino Guerra).

Anche grazie all’amicizia con Carlo Petrini di Slow Food («il primo a farmi capire che il cibo è l’unico bene di consumo che noi mettiamo dentro il nostro corpo e non fuori e che quindi è molto più importante di tutti gli altri») Oscar Farinetti ha deciso di occuparsi di eno-gastronomia. E a Torino, il 27 gennaio 2007, ha inventato e creato Eataly, primo supermercato al mondo dedicato interamente ai cibi di qualità: tre piani con ristoranti, bar, scuole di cucina, cantine e un museo. Eataly ha aperto sedi in tutta Italia e anche a Tokyo e a New York.

L’anno scorso Eataly aveva lanciato una campagna pubblicitaria sulle famiglie con l’immagine di due donne che si tengono per mano (simile a quella di Ikea che aveva come oggetto una coppia gay). In un’intervista del 16 febbraio al Corriere della Sera Oscar Farinetti aveva spiegato come la pensa su riforma del lavoro e articolo 18: «Governo e parti sociali devono trovare un accordo più profondo per il futuro del Paese: mettere in condizione chi fa impresa di poter – da una parte – arricchire l’azienda e i collaboratori, e – dall’altra – di potersi liberare di chi non ha voglia di lavorare».

La biografia di Oscar Farinetti, scritta da Anna Sartorio, si intitola “Il mercante di utopie” (Sperling&Kupfer). E in una delle Italian Sessions organizzate da Telecom con i protagonisti dell’innovazione (a Torino, nel 2011), fu lui a raccontare (dall’inizio) la sua storia.

  • senacciolil

    l’ho visto questa sera da fabio fazio insieme a diego della valle, è posso dire che sono due persone che ammiro e che stimo, e sono sempre dalla parte del lavoratore, e dopo averli ascoltati questa sera, si rafforza la mia
    stima verso di loro, bravi

  • Ugo Colombo

    spero ce ne siano altri come lui : il problema sono i nostri troppi politici: incompetenti, rissosi, attaccati alle poltrone ed ai privilegi: una vergogna tutta italiana. Auguro bene a Facchinetti ed a tanti altri come lui che possono e debbono cambiare l’Italia portandola al top.