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— Politica

La prescrizione breve passa alla Camera

Approvato il disegno di legge che accorcia la prescrizione per gli incensurati (e Berlusconi)

13 aprile 2011

La Camera ha approvato il disegno di legge sulla prescrizione breve. Hanno votato a favore 314 deputati, hanno votato contro in 296. Ora la legge torna al Senato.

Il disegno di legge in questione modifica la durata della prescrizione per gli incensurati, accorciandola. In questo modo, la legge incide in modo decisivo su diversi procedimenti in corso, su tutti quello in cui il presidente del Consiglio è accusato di aver corrotto l’avvocato David Mills. Nel corso del pomeriggio la Camera ha approvato tra le altre cose l’articolo 3 del provvedimento, che implica proprio la riduzione della prescrizione per gli incensurati da un quarto a un sesto della pena edittale. La legge si applica ai processi che non sono ancora giunti a sentenza di primo grado: non riguarda i reati di grave allarme sociale – terrorismo e mafia – ma inciderà su diversi provvedimenti che hanno come oggetto reati molto gravi.

La discussione era ripresa ieri dopo i vari ostacoli incontrati dalla maggioranza la scorsa settimana. L’opposizione ha cercato di far inciampare il centrodestra, ma infruttuosamente: i molti ministri presenti in aula hanno dato alla maggioranza un vantaggio di oltre dieci voti. L’ostruzionismo è stato portato avanti con ogni mezzo, approfittando di ogni pretesto possibile, ma anche questo senza ottenere risultati concreti. Anche questa volta la concitazione dei lavori ha contribuito a produrre fotografie di un certo fascino: chi corre per andare a votare, chi non ce la fa più, chi si arrabbia, chi è sconsolato.

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11 Commenti

  1. giacomom

    vergogna

  2. chi corre per andare a votare, chi non ce la fa più, chi si arrabbia, chi è sconsolato… comunque il risultato è sempre un indegna immagine di un paese incapace di liberarsi del berlusconismo: la verità è che tutti abbiamo paura e non sappiamo ammetterlo a noi stessi, tutti abbiamo paura di cosa ci sarebbe dopo.

  3. gabi1

    Monnezza Italia.

  4. franco1

    @ fabio
    a questo punto qualunque cosa sarebbe “meglio” a prescindere!

  5. Cosa aspettano i deputati dell’opposizione a dimettersi in blocco?
    A mali estremi, estremi rimedi.

  6. Non mi pare che dimettersi sarebbe un rimedio. Al limite un ulteriore male…

  7. @fabio
    io non ho paura, proprio per nulla.
    spero che il “dopo” arrivi, e arrivi presto, e porti con sè tutte le conseguenze delle decisioni scellerate di quest’ultimo ventennio,
    e che i colpevoli vi sbattano la faccia, con forza.

  8. martadelbuono

    siamo in pieno medioevo..più buia di così non riesco a vederla..

  9. @marzio
    io mi sono sempre chiesto che questa storia delle dimissioni sta in piedi.
    Mi spiego: se si dimettono in blocco che succede dopo? Devono per forza bloccare i lavori del parlamento oppure c’e’ qualche regolamento che gli permetterebbe di approvare tutte le leggi che vogliono, a questo punto veramente le piu’ indegne?
    Il numero legale in aula quando e come puo’ essere usato?

  10. lazarus

    Massì, che si dimettano in blocco, tanto per quel che fanno e per quel che servono non se ne accorgerebbe nessuno.

  11. fabriziocolasurdo

    scrivete che la riforma “implica proprio la riduzione della prescrizione per gli incensurati da un quarto a un sesto della pena edittale”.
    Non è così. La prescrizione si compie in un numero di anni pari a quello della pena edittale nel suo massimo; ma la prescrizione viene interrotta da vari (numerosi) eventi processuali e riprende a correre da ciascuno di essi. In ogni caso, però, queste interruzioni e ripartenze della prescrizione non possono comportare un aumento del tempo necessario alla stessa superiore ad 1/4 del massimo della pena edittale.
    è quest’ultimo dato che viene modificato e portato ad un sesto.
    Esempio numerico:
    la concussione si prescrive in 12 anni; quindi il tempo “massimo” (comprese interruzioni) è oggi 12 anni + 1/4, cioè 15 anni.
    Con la riforma, diviene 12 anni + 1/6, cioè 14 anni.
    La formula usata nell’articolo dice qualcosa di diverso, ossia che la prescrizione è pari ad 1/4 della pena edittale e che è ridotta ad 1/6: nel caso della concussione i valori eroneamente indicati sarebbero rispettivamente di 3 anni (attuale sistema) e 2 anni (salva-Berlusconi).

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