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  • venerdì 9 settembre 2016

Il test nucleare della Corea del Nord, spiegato

Perché si parla di bombe e missili insieme, cosa vuole ottenere il regime di Kim Jong-un e soprattutto: dobbiamo preoccuparci?

Soldati nordcoreani a Pyongyang il 27 luglio 2013 (AP Photo/Wong Maye-E, File)

Nella notte italiana tra giovedì e venerdì la Corea del Nord ha condotto il suo quinto test nucleare, il più potente realizzato finora: è stata fatta esplodere una bomba nucleare sottoterra a Punggye-ri – nel nordest del paese, lo stesso posto dove era stato condotto anche l’ultimo test nel gennaio 2016 – che ha provocato un terremoto artificiale di magnitudo 5.3. Il governo nordcoreano ha confermato il test con un messaggio trasmesso dalla tv di stato, e soprattutto ha sostenuto di avere confermato la sua capacità di fabbricare testate nucleari piccole abbastanza da poter essere posizionate all’interno di un missile.

Negli ultimi anni si è parlato parecchio di test nucleari e missilistici condotti in Corea del Nord, con poco accordo tra analisti ed esperti. La chiusura totale del regime rende praticamente impossibile ottenere informazioni certe sul programma nucleare della Corea del Nord, che rispondano a domande come: i nordcoreani sono in grado di lanciare un’arma nucleare in uno dei paesi asiatici loro vicini? Potrebbero colpire gli Stati Uniti, dando seguito alle moltissime minacce diffuse dal regime? Capire cosa sta succedendo è ancora più difficile per la complessità di tutta la storia: in mezzo non ci sono solo processi di fissione nucleare, sviluppo tecnologico missilistico e cose simili; c’è anche il problema di interpretare le mosse di Kim Jong-un, l’ultimo dittatore della famiglia Kim, che si è dimostrato spesso imprevedibile e che sta investendo molti soldi ed energie nel programma nucleare nazionale. Allora torniamo un attimo indietro, all’inizio, cercando di capire innanzitutto di cosa si sta parlando.

Armi nucleari e tecnologie missilistiche
Le armi nucleari possono essere classificate come strategiche o tattiche: le prime sono quelle che si usano per colpire obiettivi lontani da un campo di battaglia (se ce n’è uno) come parte di un piano strategico preciso; le seconde sono pensate per essere usate in battaglia, spesso insieme ad armi convenzionali. A noi ora interessano le armi nucleari strategiche, che in questo caso sarebbero lanciate dalla Corea del Nord contro gli Stati Uniti, facendo centinaia di migliaia di morti. I modi per usare le armi nucleari strategiche sono due: le si può sganciare da un aereo militare, come successe a Hiroshima e Nagasaki, oppure lanciare tramite dei missili balistici da un sottomarino o da un un silo (una struttura sotterranea che può essere progettata con un sistema per schermare le possibili radiazioni e per ridurre l’effetto del cosiddetto terremoto artificiale causato dall’esplosione in superficie). Quello che si pensa stia cercando di fare il governo nordcoreano è costruire un’arma nucleare strategica che possa essere lanciata tramite un missile balistico, che può avere gittate diverse (il missile balistico intercontinentale arriva a una gittata superiore ai 5.500 chilometri).

Per riuscirci, la Corea del Nord sta portando avanti due tipi diversi di test: uno riguarda la testata nucleare vera e propria, quella che poi esplode, distrugge e uccide; l’altro riguarda il missile che contiene la testata nucleare, e che deve trasportarla integra fino all’obiettivo da colpire. A oggi la Corea del Nord ha la tecnologia per costruire e far esplodere un’arma nucleare, ma non per trasportarla integra tramite un missile.

I test di cui si è parlato di recente
I test nucleari condotti dalla Corea del Nord – quindi quelli che appartengono al primo tipo – sono stati cinque: uno nel 2006, uno nel 2009, uno nel 2013 e due nel 2016, a gennaio e a settembre (Kim Jong-un è il leader della Corea del Nord dal dicembre 2011: ha ordinato quindi tre dei cinque test nucleari realizzati finora). I primi tre sono stati test su bombe atomiche, un tipo di arma nucleare che viene fabbricata sfruttando una reazione di fissione di uranio o plutonio. Il governo nordcoreano sostiene che il quarto test, quello condotto nel gennaio 2016 e di cui si è parlato moltissimo, sia stato fatto usando una bomba a idrogeno, chiamata anche bomba termonucleare o bomba H: a differenza della bomba atomica, la bomba a idrogeno è molto più potente e sfrutta il processo di fusione tra atomi di idrogeno al posto di quello di fissione. Molti esperti credono però che la Corea del Nord abbia mentito sul test di gennaio: sostengono che un test sulla bomba a idrogeno avrebbe causato un’esplosione molto più potente dei 6 chilotoni registrati e ritengono che la tecnologia nordcoreana non sia ancora così avanzata da garantire lo sviluppo di una bomba H. Non sono stati diffusi i dettagli del test di venerdì, anche se secondo diverse stime la potenza dell’esplosione sarebbe superiore ai 10 chilotoni, la più alta mai stimata.

Per quanto riguarda la testata miniaturizzata, cioè la testata nucleare sufficientemente piccola da poter essere posizionata dentro un missile, non si hanno informazioni certe. Il governo nordcoreano sostiene di averla usata sia nel test del 2013 sia in quelli del 2016, ma è impossibile sapere la verità e c’è un ampio dibattito. Non ci sono notizie esaustive nemmeno sulla tecnologia missilistica raggiunta dalla Corea del Nord, anche perché le gittate dei vari tipi di missili possono cambiare molto a seconda della fase di sviluppo a cui si è arrivati. Si crede che la Corea del Nord stia cercando di sviluppare e testare anche missili intercontinentali – quelli con la gittata di diverse migliaia di chilometri – che potrebbero arrivare a colpire l’Australia e gli Stati Uniti. Nel febbraio di quest’anno la Corea del Nord ha organizzato un lancio che secondo l’agenzia stampa nazionale serviva a mandare in orbita un satellite scientifico, mentre secondo Stati Uniti, Corea del Sud e Cina aveva come obiettivo quello di sviluppare la tecnologia dei missili intercontinentali. Il governo nordcoreano avrebbe mentito perché ci sono diverse risoluzioni dell’ONU che vietano al paese di sviluppare un programma nucleare o un sistema di missili a lungo raggio. Non si sa se il lancio abbia avuto successo o no (la Corea del Nord sostiene di sì).

Il ministro della Difesa sudcoreano, Han Min-koo, ha detto di credere che la Corea del Nord abbia ormai raggiunto un livello significativo di miniaturizzazione delle sue testate nucleari, ma non abbia ancora sviluppato la tecnologia per evitarne la distruzione nel momento in cui il missile balistico intercontinentale rientra nell’atmosfera dopo avere compiuto la sua fase di volo nello spazio.

Cosa vuol dire il test di venerdì
Dopo il test nucleare condotto venerdì mattina, il governo nordcoreano ha detto che ora è in grado di fabbricare delle testate nucleari sufficientemente piccole da poter essere montate su un missile. Anna Fifield, corrispondente a Tokyo del Washington Post, ha scritto: «Nonostante non sia possibile verificare le affermazioni della Corea del Nord riguardo l’ottenimento della tecnologia per miniaturizzare le armi nucleari – e Pyongyang ha una lunga storia di esagerazioni – il test di venerdì ha sottolineato come il regime di Kim Jung-un stia continuando a fare progressi sui suoi programmi nucleari e missilistici, nonostante le ondate di sanzioni internazionali e condanne della comunità internazionale».

Il regime di Kim Jong-un sta investendo molto nel programma nucleare e sembra avere raggiunto dei risultati rilevanti sia nei test nucleari – costruendo bombe più potenti – che nei test missilistici. Sul fatto che voglia davvero lanciare un’arma nucleare, una volta costruita, ci sono diversi dubbi: ma potrebbe minacciare di lanciarla, e questa nella politica internazionale è già una cosa significativa che dà molto potere.

Zack Beauchamp ha scritto su Vox che molto probabilmente il programma nucleare nordcoreano è progettato per essere una combinazione di deterrenza e coercizione. Deterrenza perché potrebbe prevenire che nemici molto più forti, per esempio gli Stati Uniti, inizino un attacco contro la Corea del Nord, perché timorosi di una ritorsione nucleare dei nordcoreani. In questo caso se la Corea del Nord riuscisse a dotarsi della tecnologia per lanciare un’arma nucleare in un territorio lontano il rischio è che il suo comportamento generale diventi ancora più ostile, dal momento che è in grado di minacciare una ritorsione. Coercizione perché potrebbe forzare il nemico a fare qualcosa minacciando di usare la forza nucleare, anche se in questo caso sembra difficile per esempio che l’ONU ritiri le sanzioni o aumenti gli aiuti alimentari sotto minaccia nordcoreana. Gli Stati Uniti avranno sempre armi nucleari molto più potenti di quelle nordcoreane, una situazione che rende molto meno credibile ed efficace un’eventuale minaccia della Corea del Nord di usare armi nucleari.

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