Elezioni amministrative, le cose da tenere d’occhio

Alle 12 l'affluenza era al 17,99 per cento: una guida per prepararsi allo spoglio di stasera

(ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO)
(ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO)

Le elezioni amministrative del 2016 si tengono oggi, domenica 5 giugno, in tutta Italia: si rinnovano sindaci e consigli di 1.342 comuni italiani. Tra questi ci sono tutte le grandi città italiane –  Roma, Milano, Torino, Napoli – e molte altre città medio-grandi, come Bologna, Cagliari, CasertaLatina, NovaraRavenna, Rimini, Salerno e Trieste. L’affluenza parziale alle ore 12 di domenica è del 17,99 per cento degli aventi diritto: più bassa di quella delle amministrative del 2015 (era stata del 20,27 per cento). Per i comuni con meno di 15 mila abitanti, quello di oggi sarà l’unico turno. Per quelli più grandi, invece, se nessun candidato otterrà il 50 per cento più uno dei voti ci sarà un ballottaggio il prossimo 19 giugno. Ci sono soprattutto tre cose da tenere d’occhio, per quanto riguarda gli andamenti elettorali e la situazione politica: le divisioni del centrodestra, le difficoltà del PD a livello locale e quelle del Movimento 5 Stelle, che in molte città non ha presentato candidati per problemi interni.

La situazione nelle città principali
A Roma si andrà quasi sicuramente al ballottaggio e tutti gli ultimi sondaggi dicono che una dei due candidati al secondo turno sarà Virginia Raggi, avvocato di 37 anni, esponente del Movimento 5 Stelle e considerata favorita anche al secondo turno. Al primo turno, il candidato del PD Roberto Giachetti è dato a poca distanza. Dovrebbero ottenere un numero minore di consensi i due candidati del centrodestra: Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia e Noi con Salvini) e l’imprenditore Alfio Marchini (appoggiato, oltre che dalla sua lista civica, da Forza Italia e dal Nuovo Centrodestra). Stefano Fassina, candidato della sinistra, è dato più distante.

A Milano i sondaggi danno molto vicini il candidato del PD, l’ex amministratore delegato di EXPO 2015 Giuseppe Sala, e quello del centrodestra, Stefano Parisi, uno dei pochi candidati appoggiati da tutto il centrodestra unito. Sala è considerato il favorito, ma i sondaggi lo danno soltanto in leggero vantaggio sia al primo che al secondo turno. A Napoli, invece, l’attuale sindaco Luigi de Magistris, appoggiato da numerose liste civiche e da una coalizione della sinistra radicale, è in grande vantaggio sia al primo che al secondo turno. Al secondo posto dovrebbe arrivare il candidato appoggiato da Forza Italia, l’imprenditore tessile Gianni Lettieri. Le contestate primarie del PD sono state vinte da Valeria Valente, che però è data piuttosto indietro dai sondaggi. A Torino, infine, l’attuale sindaco Piero Fassino è dato a un certo vantaggio dalla candidata del Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino, 31 anni.

Le cose da tenere d’occhio

L’elezione più importante dal punto di vista politico è probabilmente quella di Roma, dove, salvo sorprese, Virginia Raggi dovrebbe riuscire ad affermarsi al primo turno e vincere al secondo con una certa facilità. L’unica sorpresa di oggi potrebbe essere un distacco più ridotto del previsto dal candidato del PD, Roberto Giachetti. Raggi ha condotto tutta la campagna elettorale in grande vantaggio e uno scarso risultato al primo turno potrebbe appannare il suo successo. Anche a Torino il risultato di Fassino è stato dato a lungo per scontato, ma nelle scorse settimane, per alcuni giorni, Appendino era quasi riuscita a raggiungerlo nei consensi, prima di tornare indietro. Il risultato di Milano è considerato più scontato (o almeno lo era fino a qualche settimana fa), ma se Parisi dovesse ottenere un consenso migliore delle aspettative potrebbe mettere in dubbio l’esito del secondo turno.

Più in generale, uno dei temi del voto di oggi sarà il risultato complessivo del PD che, da un paio d’anni, sta mostrando una certa difficoltà alle elezioni amministrative. Un caso interessante e simbolico è quello di Sesto Fiorentino, un comune di circa 50 mila abitanti poco lontano da Firenze, dove il segretario del PD Matteo Renzi ha chiuso venerdì sera la campagna elettorale. Negli ultimi 70 anni il principale partito di sinistra e centrosinistra ha sempre governato a Sesto e quest’anno, per la prima volta da quando furono introdotti nel 1993, il candidato del PD rischia di dover andare al ballottaggio. In molti hanno osservato come Renzi sembri in qualche misura consapevole delle difficoltà del suo partito: nelle ultime settimane ha parlato poco di amministrative, preferendo concentrarsi sul referendum costituzionale di ottobre.

Il Movimento 5 Stelle, tradizionalmente, ha molte difficoltà alle elezioni locali, sia in termini di consensi sia per quanto riguarda la formazione di una propria classe dirigente di amministratori. Per queste elezioni, il M5S non è riuscito a presentare una lista in città importanti come Ravenna, Salerno, Latina e soprattutto Rimini, la città dove negli ultimi anni ha ottenuto alcuni dei suoi risultati migliori. Qualcuno sostiene quindi che la vittoria di Raggi al primo turno a Roma rischia di essere soltanto un’eccezione a questa regola, causata da circostanza particolari: sempre che Appendino e gli altri candidati non riescano a ottenere un risultato molto superiore a quello previsto dai sondaggi.

Dove, come e quando si vota
Oggi si vota dalle 7 alle 23 (tranne nei comuni del Friuli-Venezia Giulia, dove i seggi saranno aperti dalle 8 alle 22). Possono votare tutti i cittadini italiani aventi diritto al voto residenti nei comuni dove si rinnoveranno sindaco e consiglio comunale. Possono votare inoltre i cittadini dell’Unione Europea residenti in uno di questi comuni, purché ne abbiano fatto domanda entro il quarantesimo giorno precedente al voto. Per votare bisogna andare nella sezione elettorale del comune nella quale si è iscritti alle liste elettorali (queste informazioni si trovano sulla tessera elettorale).

Alle elezioni amministrative nei comuni sopra i 15mila abitanti si può votare in tre modi:
– solo per il sindaco, tracciando una X sul nome del candidato preferito (il voto non va a nessuna lista);
– solo per il consiglio comunale, tracciando una X sul simbolo della lista scelta: in questo caso il voto andrà automaticamente anche al candidato sindaco cui è collegata la lista;
– per un candidato sindaco e per una lista e/o per un consigliere comunale che non sostengono quel candidato sindaco (il voto disgiunto, per l’appunto).

Nei comuni sotto i 15mila abitanti, non si può esprimere il voto disgiunto: i voti al candidato sindaco e alla lista collegata sono automaticamente appaiati. In tutti i comuni sopra i 5000 abitanti si possono esprimere due preferenze per i candidati al consiglio comunale, ma devono essere di sesso diverso. Bisogna scrivere il cognome negli spazi appositi. Nei comuni sotto i 5000 abitanti, si può esprimere una sola preferenza (tranne in Sicilia e Friuli Venezia Giulia, dove si possono esprimere due preferenze in tutti i comuni). Il voto in questo caso viene assegnato anche alla lista dei candidati e al candidato sindaco collegato, a meno che non si sia utilizzato il voto disgiunto.

Ci sono alcune eccezioni a questa regola: possono votare in una sezione diversa da quella indicata sulla tessera elettorale i rappresentanti di lista ai seggi, i componenti del seggio e gli elettori con problemi di deambulazione (che potranno scegliere una sezione del loro comune senza barriere architettoniche). Le tessere elettorali esaurite possono essere rinnovate negli uffici elettorali dei comuni di residenza, che in prossimità delle elezioni seguiranno orari di apertura straordinari: dalle 9 alle 18 nei due giorni antecedenti al voto, dalle 7 alle 23 nel giorno del voto.