A che punto sono le auto che si guidano da sole?

di Brian Fung e Matt McFarland – The Washington Post

Nell'ultimo anno ci sono stai grandi progressi, ma ci sono ancora diversi problemi da risolvere prima di poter fare a meno degli autisti umani

(AP Photo/Tony Avelar, File)

I produttori di auto come Tesla e Volkswagen stanno provando a rendere gli autisti obsoleti, affidando il controllo del volante a un computer che può decidere quando svoltare e come frenare. Google ha ottenuto un’enorme attenzione sul tema nel suo lavoro per creare un’automobile che si guida da sola. Ma come se la stanno cavando quelli della concorrenza?

Grazie ad alcuni dati forniti dalle case automobilistiche alla motorizzazione della California, stiamo iniziando a farci un’idea sul punto a cui sono arrivate queste tecnologie. Le informazioni più recenti coprono un periodo di tempo di 14 mesi di test da parte di ogni azienda sulle strade della California, e tengono conto di quante volte i computer di bordo abbiano richiesto l’intervento di un essere umano a causa di un problema nel software o dell’incapacità di gestire una situazione complicata per strada. Naturalmente da rapporti di questo tipo non si possono ottenere moltissime informazioni. Non ci dicono, per esempio, nulla su quale tecnologia sviluppata dalle case automobilistiche sia pronta per essere venduta sul mercato, o quando sarà davvero messo in commercio un veicolo che si guida da solo. E molte di queste aziende stanno conducendo test anche in altri stati, raccogliendo dati che quindi non sono compresi nella documentazione fornita alla California e che abbiamo preso in esame. Ma la gara per creare il primo veicolo autonomo sta accelerando, ed è quindi interessante scoprire quale azienda abbia compiuto più chilometri di test o quale tecnologia abbia fallito. Abbiamo quindi messo insieme qualche dettaglio sui rapporti usciti finora.

Google è in testa
Non è una gran sorpresa: Google è avanti anni luce rispetto alla concorrenza. Solo in California ha testato i suoi sistemi per più di 640mila chilometri nell’ultimo anno, usando le sue automobili che si guidano da sole. Il grafico mostra il numero di miglia percorse in California da veicoli che si guidano da soli.

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In proporzione, un autista di Google ha dovuto prendere il controllo dell’automobile per correggere il comportamento del suo veicolo automatico un numero di volte paragonabile a quello di altri produttori che hanno percorso molte meno miglia. Il grafico mostra il numero di volte in cui è intervenuto un autista:

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Questo grafico mostra invece il numero di interventi eseguiti per ogni miglio, in questo caso Google stravince.

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Tesla a zero
Google ha diffuso un rapporto piuttosto dettagliato e lungo 32 pagine, mentre Tesla si è limitata a fornirne uno contenente due frasi. Tesla dice che durante i suoi test ci sono stati zero interventi da parte di autisti in carne e ossa, cosa che sembra improbabile per un produttore che sostiene che le auto saranno completamente automatiche nel giro di pochi anni. Ci sono due possibilità: o Tesla ha perfezionato la sua tecnologia o non l’ha proprio testata in California.

La questione Tesla si spiega, almeno in parte, con il fatto che l’azienda sta utilizzando i suoi stessi clienti come cavie. Ogni volta che aggiorna i sistemi di bordo delle sue automobili, la società si avvicina al sogno del suo CEO, Elon Musk, di avere automobili che si guidano totalmente da sole. In un comunicato, Tesla ha detto: “Stiamo testando le tecnologie per le auto che si guidano da sole in vari modi, verificando molti dei nostri sistemi in situazioni dal vero. Non stiamo solo conducendo test nelle modalità contemplate dalle specifiche della motorizzazione”. Una risposta di questo tipo non esclude la possibilità di altre forme di test, come su strade private della California o in altri stati. Abbiamo chiesto a Tesla qualche chiarimento, e ci ripromettiamo di inserirlo in questo articolo quando ce lo avranno dato.

Mercedes-Benz e Delphi
Alla fine dello scorso anno, gli analisti di Navigant Research hanno indicato Daimler – l’azienda che ha la proprietà del marchio Mercedes-Benz – come il leader globale nella produzione di veicoli autonomi. Se però guardiamo i dati forniti in California, Daimler ha ridotto le attività legate ai test nel 2015. Una portavoce della società ha detto che la riduzione delle distanze percorse è dovuta alla serie di test molto intensi sui suoi sistemi, e sul fatto di non avere di conseguenza eseguito prove su strada e dimostrazioni di vario tipo. Il grafico mostra l’andamento delle miglia percorse da Mercedes-Benz in California, con il calo notevole tra il 2014 e il 2015.

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Un andamento simile è riscontrabile anche nel caso del produttore Delphi, di cui si era parlato molto ad aprile del 2015 quando annunciò di avere eseguito una traversata degli Stati Uniti interamente con un veicolo autonomo. Una portavoce ha spiegato che il picco di chilometri percorsi in quel periodo fu proprio dovuto alla traversata, e ha ricordato che non ci sono in vista revisioni dei piani per i test e che altre prove sono eseguite anche nel Nevada e nel Michigan.

Quando le cose vanno storte
Ogni azienda ha fornito motivazioni diverse sulle cause del fallimento di alcuni test. In alcuni casi si tratta di spiegazioni vaghe come “pianificatore non pronto” o “tecnologia di valutazione della gestione”. In altri si legge semplice che “l’autista non si sentiva a proprio agio”, senza ulteriori spiegazioni. Delphi, invece, ha fornito spiegazioni in modo più esteso e che fanno capire quali siano ancora le sfide tecnologiche da affrontare. In 102 casi il sistema non ha rilevato correttamente le luci dei semafori, in 110 non è rimasto nella giusta corsia a causa della segnaletica orizzontale consumata, in 50 casi l’intervento umano si è reso necessario per un cambio di corsia su strade molto trafficate.

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©2015 – The Washington Post

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