La nuova giunta di Roma

È la terza dall'inizio del mandato di Ignazio Marino: ci sono quattro nuovi assessori

La nuova giunta del comune di Roma. (Vincenzo Livieri - LaPresse)

Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha annunciato la composizione della sua nuova giunta: in seguito alle dimissioni degli ultimi giorni (dovute all’inchiesta “Mafia Capitale” e alle critiche sul degrado della città) ha dovuto sostituire il vicesindaco Luigi Nieri, l’assessore ai Trasporti Guido Improta e l’assessora al Bilancio Silvia Scozzese. Dall’assessorato alla Cultura è stato scorporato quello al Turismo, che è stato assegnato a Luigina Di Liegro.

Marino ha nominato come nuovo vicesindaco Marco Causi, deputato del PD, assegnandogli anche la delega al Bilancio, compito che ha già svolto sotto la giunta Veltroni. Si occuperà di trasporti Stefano Esposito, senatore PD piemontese e vicepresidente della commissione Lavori pubblici e comunicazioni e membro della commissione antimafia, che era stato nominato commissario del partito sul territorio di Ostia lo scorso febbraio in seguito allo scandalo di “Mafia Capitale”. Esposito in Piemonte è da sempre molto attivo contro i movimenti No Tav. La delega alla Periferie (che finora era del vicesindaco Nieri) è stata infine assegnata a Marco Rossi Doria, già sottosegretario all’Istruzione con i governi Monti e Letta, esperto di istruzione, dispersione scolastica, disagio ed esclusione precoce dei giovani, già “maestro di strada” nei Quartieri Spagnoli a Napoli.

Silvia Scozzese del PD, ex assessore al Bilancio, aveva annunciato le sue dimissioni il 25 luglio parlando di «affievolimento dell’azione riformatrice» e di «lavoro di squadra venuto meno». Guido Improta, assessore alla Mobilità, aveva detto di voler lasciare l’incarico già un mese fa e Marino aveva chiesto esplicitamente le sue dimissioni durante un breve conferenza stampa la scorsa settimana in cui aveva annunciato che ATAC, la criticata azienda municipale che si occupa di trasporto pubblico, era arrivata ormai al fallimento. Martedì 14 luglio si era invece dimesso il vicesindaco Luigi Nieri, di Sinistra Ecologia Libertà, per motivi che avevano a che fare con l’inchiesta “Mafia Capitale” (le sue ragione le aveva raccontate in una lunga lettera pubblicata sul suo sito). Dopo le dimissioni di Nieri, i dirigenti romani si SEL avevano dichiarato che non sarebbero entrati nel nuovo rimpasto di giunta che è dunque composta, dopo le nuove ultime nomine, esclusivamente da esponenti del Partito Democratico.

A circa due anni dalle elezioni, Marino è alla sua terza nuova giunta poiché ha perso, per dimissioni spontanee o richieste, otto assessori su dodici. Il comune di Roma sta attraversando un momento molto difficile e Marino viene spesso viene attaccato anche per episodi nei quali c’entra poco o con motivazioni abbastanza pretestuose, come le improbabili polemiche sulla sua automobile Panda (è capitato anche che Marino abbia involontariamente aiutato i suoi critici con un atteggiamento non proprio conciliante). Tuttavia Roma resta una città con gravi problemi, a partire dalla questione dei trasporti fino a quella dei rifiuti.

Dopo l’inchiesta “Mafia Capitale”, le cose si sono aggravate: il PD romano è stato commissariato, diversi dirigenti sono stati costretti ad abbandonare le loro cariche e l’ostilità nei confronti di Marino è rimasta. Il sindaco non è stato aiutato nemmeno dal fatto che il presidente del Consiglio Matteo Renzi non lo ha quasi mai apertamente difeso. Anzi: per due volte Renzi ha detto che se Marino «non è in grado di governare» allora dovrebbe dimettersi. Lunedì 27 luglio il presidente del Consiglio è stato alla festa del PD di Roma facendo sapere che spetta a Marino andare avanti se ne avrà il coraggio e se riuscirà a fare cose concrete per risollevare la città. In una lettera al Messaggero, Renzi è tornato a parlare di Roma scrivendo: «In queste ore Roma occupa le pagine dei media internazionali per l’incuria, la metropolitana in tilt, le foto del New York Times, la rabbia della sua gente. La capitale d’Italia non si merita questo. Prendersi cura delle piccole grandi cose di ogni giorno, ricostruire luoghi di decoro e di speranza, accudire i luoghi del bello: si può fare. A condizione di volerlo. E di essere all’altezza di una sfida da vertigini». in conclusione Renzi invita Marino «a dare un segnale».

Nell’annunciare la composizione della nuova giunta di Roma, Marino ha risposto così a Renzi: «Ha ragione ad affermare che l’amministrazione della Capitale deve essere valutata per ciò che ha fatto e che fa. Ma voglio anche rispondergli in modo puntuale e preciso dicendogli che sapevo fin da subito che non avrei trovato lo stesso rigore di Stoccolma ma di certo non immaginavo le casse vuote e un debito di quasi un miliardo, la criminalità e la corruzione».

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