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  • lunedì 26 gennaio 2015

L’epidemia di morbillo a Disneyland

Ci sono decine di casi in California, la gran parte è collegata a visite al parco: e secondo molti c'entrano i genitori che non fanno vaccinare i figli e il movimento anti-vaccini

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Il parco divertimenti Disneyland di Anaheim, in California, ha pubblicato la settimana scorsa un avviso chiedendo ai genitori di bambini non vaccinati per il morbillo di non visitare il parco, che è stato individuato come il focolaio di un’epidemia di morbillo che si sta diffondendo in un pezzo degli Stati Uniti. Dei 70 casi noti fino a oggi nella zona, 62 sono stati diagnosticati in California e la maggior parte di questi sono stati messi in relazione con visite a Disneyland: le indagini hanno individuato l’origine dell’epidemia in una donna che aveva visitato il parco il 28 dicembre scorso mentre era ammalata di morbillo e contagiosa. Da allora 5 dipendenti di Disneyland si sono ammalati e la direzione del parco ha dovuto chiedere a tutti i dipendenti che erano entrati in contatto con i malati di vaccinarsi o produrre prove del loro buon stato di salute prima di tornare a lavorare. Nelle ultime settimane l’epidemia si è diffusa anche in altri stati: ci sono casi segnalati in Colorado, Oregon, Utah e Washington.

La nuova epidemia di morbillo è stata da molti messa in relazione con il movimento anti-vaccini diventato molto popolare negli ultimi anni, soprattutto in California. Negli ultimi anni si è molto diffusa la convinzione, priva di fondamento e antiscientifica, che ci sia un legame tra i vaccini per il morbillo e l’autismo: questo ha spinto diversi genitori a non vaccinare i loro bambini. Un grafico del CDC, l’istituto statunitense che si occupa del controllo e della prevenzione delle malattie, mostra quanto siano aumentati i casi di morbillo nell’ultimo anno:

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Spiega il Guardian che Orange County, la contea della California dove si trova il parco Disneyland, è un posto particolarmente a rischio di epidemie: è una zona molto ricca e benestante e spesso i genitori, pensando di vivere in un posto molto sicuro, rimandano le vaccinazioni dei loro figli temendo effetti collaterali per la loro salute. La scorsa settimana le autorità mediche di Orange County hanno sospeso da scuola circa 25 ragazzi e ragazze che non potevano dimostrare di essere stati vaccinati.

Non vaccinare i propri figli è considerata da molti una scelta legittima, ma gli effetti di questa scelta non riguardano solo i bambini che non vengono vaccinati ma, nel caso delle malattie infettive, tutti quanti. A parte gli adulti che per diversi motivi non si sono mai vaccinati, ci sono diverse categorie di persone che non possono vaccinarsi per allergie, limiti di età o altre malattie e sono quindi molto esposte al contagio: per esempio i bambini sotto i 12 mesi di età, i malati di HIV e le persone che si stanno sottoponendo a chemioterapia. La sicurezza di queste persone dipende dal fatto che tutte le altre intorno a loro siano vaccinate.

Commentando la nuova epidemia, la giornalista del Guardian Sarah Miller ha definito la scelta di non vaccinarsi e non vaccinare i propri bambini “fondamentalmente violenta” ed egoista: «Quello delle persone che non si vaccinano è un gruppo di persone che causa danno fisico a un altro gruppo di persone. Se sei così antisociale, così distante dalla realtà e così incapace di capire che ci sono altre persone nel mondo, dovresti stare a casa».

Il morbillo è una malattia infettiva del sistema respiratorio, è causata da un virus ed è altamente contagiosa. Si trasmette per via aerea e chi la contrae diventa contagioso circa tre giorni prima dei sintomi e fino a una settimana dopo la comparsa delle pustole rosse su buona parte del corpo (esantema). Il morbillo può essere la causa di molte complicazioni, dalla polmonite alla encefalite passando per otiti di media entità. Nel 2012 secondo l’OMS ci sono state 122mila morti riconducibili al morbillo: circa 330 ogni giorno.

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