Chi vincerà il Nobel per la Pace?

Malala in ritardo? Snowden facendo arrabbiare gli USA? Il Papa (sarebbe il primo)? Previsioni e quotazioni, nell'attesa

Il vincitore del premio Nobel per la Pace sarà annunciato venerdì alle 11 da Thorbjørn Jagland, il presidente del Comitato norvegese per i Nobel, a Oslo in Norvegia. Il vincitore riceverà in premio circa 975mila euro. Come ogni anno, l’annuncio è molto atteso e come da tradizione c’è grande segretezza intorno al nome del vincitore. Si sa solamente che le candidature presentate quest’anno sono state 278, ma per avere la lista ufficiale dei nomi sarà necessario attendere 50 anni, cioè il periodo deciso dal Comitato prima che possano essere diffuse informazioni sui nominati.

Annualmente, il Comitato per il Nobel per la Pace invita organizzazioni e istituzioni di vario tipo a proporre le candidature, tra le quali sceglierà poi il vincitore attraverso una serie di consultazioni e votazioni interne. Sulla base delle dichiarazioni fornite da alcuni dei proponenti, il Peace Research Institute Oslo (PRIO) – una organizzazione indipendente da quella dei Nobel – ha diffuso una lista con le candidature certe di quest’anno.

Come era avvenuto lo scorso anno, nella lista c’è Malala Yousafzai, la ragazza pakistana ferita alla testa e al collo da un colpo di pistola sparato da un talebano il 9 ottobre del 2012, mentre stava tornando a casa da scuola a Mingora, nella valle di Swate. Malala era diventata il simbolo dell’emancipazione delle donne e della questione femminile nei paesi musulmani, e molti pensavano avrebbe vinto il premio nel 2013. Nella lista del PRIO c’è anche Denis Mukwege, un ginecologo che da oltre 10 anni opera e cura le donne vittime di violenza sessuale nella Repubblica Democratica del Congo attraverso il suo Panzi Hospital a Bakuvu, dove sono curate 400 persone ogni mese.

Un altro possibile vincitore del premio Nobel per la Pace è Edward Snowden, l’ex collaboratore dei servizi segreti statunitensi che ha fornito molto materiale per le inchieste giornalistiche sul caso NSA-PRISM, e che si trova in Russia dove ha ottenuto asilo politico per le accuse e inchieste contro di lui nel suo paese: il premio assegnato a Snowden segnalerebbe la volontà di premiare la trasparenza dell’informazione sulle attività dei governi, e irriterebbe molto quello americano. Il PRIO cita tra i più probabili vincitori anche i gruppi di attivisti che in Giappone sono contrari alla revisione dell’Articolo 9 della Costituzione, che stabilisce la “rinuncia alla guerra come diritto sovrano della nazione”, principio che vorrebbe essere riformato dall’attuale governo di Shinzo Abe. Infine, nella lista del PRIO compare anche Novaya Gazeta, il periodico russo che da anni denuncia casi di corruzione nell’amministrazione pubblica e nella politica della Russia, e che in passato ha realizzato importanti reportage sulla condizione dei civili ceceni coinvolti nella guerra (era anche il giornale di Anna Politkovskaja).

Anche le società di scommesse hanno fatto le loro previsioni sul possibile vincitore del Premio Nobel per la Pace. Papa Francesco è dato tra i favoriti, e sarebbe il primo papa nella storia a ricevere questo tipo di riconoscimento. La sua nomina è stata effettuata da alcuni parlamentari argentini per le dichiarazioni e gli appelli fatti negli ultimi anni per il mantenimento della pace, soprattutto in Siria.

Il premio Nobel per la Pace fu assegnato per la prima volta nel 1901, e andò al francese Frederic Passt, fondatore e presidente della “Società d’arbitraggio tra le nazioni”, la prima società espressamente creata per il mantenimento della pace. Un solo italiano ha ottenuto l’importante riconoscimento, accadde nel 1907 e il premiato fu Ernesto Teodoro Moneta (insieme con il francese Louis Renault) che a fine ottocento aveva fondato diverse organizzazioni e iniziative per la pace. Nel 2013 il premio è andato all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche “per i suoi ampi sforzi per eliminare le armi chimiche” dal mondo.

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