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  • giovedì 18 ottobre 2012

La fine di Newsweek di carta

Un pezzo di storia del giornalismo dall'anno prossimo non esisterà più: le sue copertine più famose, e come si è arrivati a questo punto

Oggi Newsweek ha annunciato che il 31 dicembre 2012 uscirà l’ultima edizione cartacea del settimanale. A partire dal prossimo anno il periodico uscirà solo nelle versioni per tablet ed e-book reader, oltre ai contenuti pubblicati sul sito. Insieme al passaggio al digitale, ci saranno alcuni licenziamenti nelle redazioni statunitensi ed estere.

Newsweek è uno dei più celebri newsmagazine statunitensi, diffuso in tutto il mondo e con edizioni in diverse lingue. A partire dal 2008 è stato colpito molto duramente dalla crisi della carta stampata, cercando in vario modo di cambiare il suo pubblico e resistere alla crisi: il risultato è stato un profondo fallimento, con un numero di copie vendute in edicola sceso, negli Stati Uniti, a poche decine di migliaia (ma gran parte della diffusione avviene tramite gli abbonamenti).

Il primo numero di Newsweek uscì il 17 febbraio 1933. Per tutta la sua storia il principale concorrente dell’edizione cartacea di Newsweek è stato l’altra celebre rivista TIME. Le storie delle due riviste erano collegate già alla nascita: entrambe con sede centrale a New York, il primo direttore di Newsweek fu Thomas J.C. Martyn, che aveva lavorato agli esteri di TIME (fondata dieci anni prima).

La copertina della prima uscita – 32 pagine, prezzo di 10 centesimi di dollaro e titolo News-week, con il trattino – aveva però qualcosa di diverso rispetto a TIME, che fin dall’inizio aveva presentato un ritratto o una fotografia con il famoso bordo rosso. Newsweek, invece, voleva raccontare “le notizie della settimana” fin dalla prima pagina: e quindi aveva messo sette fotografie, una per ciascuna notizia ritenuta più importante in ogni giorno della settimana.

Un punto di svolta per la nuova rivista, anche dal punto di vista finanziario, avvenne nel 1935, quando si fuse con un’altra rivista nata da poco, Today. Chi rese veramente internazionale il settimanale fu il direttore che arrivò nel 1937, il britannico Malcom Muir. Muir, che poche settimane dopo il crollo di Wall Street nel 1929 aveva fondato – con indubbio fiuto degli affari – quella che è l’attuale BusinessWeek, rimase alla guida fino alla fine degli anni Sessanta e introdusse molti cambiamenti: oltre a fondare le prime edizioni internazionali investì molto sulle opinioni e introdusse le prime rubriche firmate. Nel 1961, intanto, la proprietà passò al gruppo editoriale del Washington Post.

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