Il Post
I socialdemocratici del PD
— Politica

I socialdemocratici del PD

Claudio Cerasa sul Foglio racconta chi sono e che cosa vogliono Fassina, Orfini, Orlando e gli altri "smaliziati ragazzoni post-comunisti"

10 luglio 2012

Claudio Cerasa sul Foglio di oggi racconta la corrente più a sinistra del PD, recentemente riunita in una serie di convegni dal titolo “Rifare l’Italia”, rappresentata nella segreteria del partito da Matteo Orfini e Stefano Fassina. Cerasa li chiama “occupy PD”, si tratta più o meno degli stessi che un paio d’anni fa avevano scritto questo documento.

Con Monti e contro Monti. Con Krugman e contro Krugman. Con l’aspirina e contro l’aspirina. Con l’Europa e contro l’Europa. Con la Bce e contro la Bce. Con i tecnici e contro i tecnici. E così via. A otto mesi esatti dalla nascita del governo Monti, all’interno dei due principali schieramenti che lo scorso novembre hanno accettato la sfida dell’esecutivo dei professori da un po’ di tempo a questa parte si sta manifestando un fenomeno – in parte schizofrenico e in parte forse naturale – che appare sempre con maggiore frequenza fra le trame quotidiane delle dinamiche parlamentari. Il fenomeno in questione riguarda in modo speculare tanto il Pd quanto il Pdl, ed è un fenomeno che, seppur con sfumature diverse, ha avuto l’effetto di dividere il partito di Pier Luigi Bersani e quello di Angelino Alfano in due fronti che in modo sbrigativo potremmo definire così: il fronte di chi appoggia Monti in modo deciso e convinto e considera il professore il vero faro del riformismo; e il fronte di chi invece sostiene il governo con molti sbuffi, molti se e molti ma, e che giorno dopo giorno rivendica con sempre maggiore forza una propria autonomia, e a volte una propria estraneità, dallo stesso governo cui però il proprio partito rinnova periodicamente la fiducia. Nel centrodestra, il fenomeno dell’anti montismo viene declinato in modo talmente caotico ed estemporaneo che spesso anche l’osservatore più paziente e ben disposto non può non sospettare che nell’atteggiamento parzialmente ostile riservato al professore ci sia, più che un preciso e spregiudicato disegno politico, semplicemente un banale ragionamento legato al tentativo disperato di intercettare un piccolo spicchio di elettorato disilluso dalle performance del governo tecnico. Nel centrosinistra invece, nonostante il Pd sia alleato fedele di Monti, il fenomeno dell’anti montismo a poco a poco si sta strutturando come una genuina e tutt’altro che estemporanea corrente di pensiero: una corrente che si sta affermando tra i principali quadri dirigenti del partito e che giorno dopo giorno dà l’impressione di essere il vero volto di lotta di questo strano e irresistibile Pd di governo. I protagonisti e gli animatori di questa corrente di pensiero – che da mesi si sta impegnando per offrire al Pd la possibilità di intercettare il magma incandescente dell’anti montismo, anche per non delegare questo compito a nessuna sciagurata e famigerata lista civica – sono alcuni smaliziati ragazzoni post-comunisti che da un anno a questa parte hanno creato in tutta Italia una buona rete di contatti con le principali arterie rosse del Pd, e che da mesi ormai si sono affermati nel dibattito pubblico attraverso le dichiarazioni, le interviste, le esternazioni, le iniziative, le manifestazioni e le provocazioni dei vari Matteo Orfini (responsabile Cultura), Stefano Fassina (responsabile Economia), Andrea Orlando (responsabile Giustizia), Gianni Cuperlo (capo del centro studi Pd), Nico Stumpo (responsabile Organizzazione), Stefano Bonacini (segretario regionale dell’Emilia Romagna), Katiuscia Marini (governatore dell’Umbria) e naturalmente Enrico Rossi (governatore della Toscana).

Fino a qualche tempo fa, le posizioni dei cosiddetti “giovani turchi” venivano monitorate da alcuni dei più anziani tra i compagni di scuola del Pd con la stessa freddezza, e la stessa diffidenza, con cui gli studenti più maturi generalmente osservano gli scolaretti appena sbarcati nel terribile mondo delle matricole liceali. Mese dopo mese, però, i “turchi” sono riusciti a ritagliarsi uno spazio importante nell’inner circle bersaniano, e nonostante le apparenze e nonostante il montismo coatto che il Pd è stato costretto ad ingoiare in questa fase finale della Seconda repubblica, nelle prossime settimane gli Orfini, i Fassina e compagnia rischiano di diventare sempre di più pedine chiave all’interno della campagna elettorale del segretario del Pd: specie poi se Bersani continuerà a mettere al centro della sua corsa alla premiership l’idea – già esplicitata tra l’altro nel 2009 quando si candidò alla guida del partito – di prendere le distanze da “una finanza sempre più spregiudicata”, di riscrivere “il grande patto nazionale tra capitalismo e democrazia”, di combattere “quel pensiero unico neoliberista che ha influenzato anche tanti riformisti” e di disegnare insomma il Pd sul modello delle (non troppo montiane) nuove socialdemocrazie europee.
Negli ultimi tempi, in realtà, Pier Luigi Bersani ha scelto di marcare una certa distanza rispetto a questi sinistri giovanotti del Pd in seguito alla possibilità evocata proprio da Fassina, Orfini e compagnia di staccare la spina al governo e convocare le elezioni in autunno (“allarme”, se così si può chiamare, rientrato definitivamente la scorsa settimana quando i “turchi”, seppur a denti stretti, hanno riconosciuto il successo europeo di Monti e hanno garantito il proprio appoggio al governo per tutta la durata della legislatura, anche se parlare di “appoggio” rischia di essere persino improprio dato che il fronte di lotta del Pd è formato prevalentemente da esponenti del partito che riescono a farsi forza della propria “autonomia” anche grazie al fatto che molti degli stessi esponenti non siedono ancora in Parlamento).

(continua a leggere sul sito del Foglio)

foto: Matteo Orfini. (Gian Mattia D’Alberto/LaPresse)

TAG: , , , , , , ,    
  • http://www.utopie.it utopie

    Io ricorderei anche il gruppo di “non turchi” che sta cercando di mettere su mario adinolfi… ipotesi di componente pro montiana, “internetiana” e non socialdemocratica del PD.

  • barbarap

    Così, per la precisione: la presidente della regione Umbria si chiama Catiuscia con la C.

  • marquinho

    @utopie
    Adinolfi primarie pd 2007 0,17%.
    de minimis non curat praetor

  • http://sgangheropoli.blogspot.com dalecooper

    ho letto meta’ dell’articolo. Non continuo perche’ mi sembra disinformato e fuorviante.
    Cerasa trascura allegramente tutto il dibatito che ha portato all’elezione di Bersani e che e’ stato svolto proprio attorno alla definizione dei contenuti che Cerasa scopre ora. Fassina all’economia e’ il risultato di quel dibattito.
    Quel partito e’ prevalso, sia nel congresso che nelle primarie, con i 2/3 di preferenze per l’attuale segretario. Poi i media, ed il Post non fa eccezione, ci raccontano di altro: di Ichino, di Fioroni, di Veltroni, di RENZI(!!!)

  • Eratostene

    @Dalecooper:
    si perché Bersani ha vinto grazie ai contenuti, vero? Ma mi faccia il piacere.

  • uqbal

    Dalecooper
    E che l’articolo dice di no?
    L’articolo semplicemente non e’ molto simpatetico con questo PD.
    Io personalmente un PD cosi’ arcaico inefficiente e protervo ideologicamente NON LO VOTERO’ MAI.
    La mia impressione e’ che i giovani turchi potrebbero vincere nel partito, molto piu’ difficilmente le elezioni. Ma non mettiamo limiti all’improvvidenza.

  • http://sgangheropoli.blogspot.com dalecooper

    Uqbal: i giovani turchi hanno gia’ vinto. Sono nella segreteria per fare quello che dicono.
    In cosa sarebbe arcaico? In cosa protervo? Questi sono slogan. Stanno bene in bocca a Renzi, Grillo e Berlusconi. Ma la politica non e’ uno yougurt da vendere.

  • thisisforever

    Da testata buona a testata del PD, fino a diventare poi la testata dell’ala Veltroniana del PD, insomma caro Post, facciamo continui progressi.

  • uqbal

    “Poi i media, ed il Post non fa eccezione, ci raccontano di altro: di Ichino, di Fioroni, di Veltroni, di RENZI(!!!)”

    Questa è protervia. Siccome i giovani turchi hanno vinto il congresso, gli organi di informazione si devono adeguare. Questa è un’idea fascista.

  • marquinho

    Thisisforever
    Il Post non può essere la testata dell’ala Veltroniana del PD in quanto nel PD non esistono più i veltroniani.

  • pablo72

    Ormai siamo alle comiche, “Matteo Orfini e Stefano Fassina” il nulla che avanza

  • giaime

    A me pare una ricostruzione un po’ forzata. Però effettivamente in Italia non vedo una dittatura neoliberista, ma è effettivamente vero che il pacchetto Treu è stato il primo che ha introdotto contratti di lavoro flessibili. Certo, sarebbe anche interessante capire quanta disoccupazione c’era e quanto lavoro sommerso c’era prima della riforma.

  • Ryoga

    Io continuo a non capire come correnti con idee del tutto in contraddizione possano stare nello stesso partito. L’unica spiegazione è chein Italia non vi sia stata begli ultimi decenni una contrapposizione statalisti contro liberisti, ma pro e contro SB, creando alleanze che non avrebbero ragione di esistere.

  • Wilson

    @Ryoga, di sicuro di non statalisti non se ne sono visti molti.

  • alino

    Stavo per proporre di trovare un cultore di archeopartitologia sufficentemente bravo per condensare il succo di questo articolo e quindi a comprimere la complessità del PD in 30-40 slide di Power Point, a beneficio degli aspiranti elettori PD.

    Poi mi sono ricordato che non sevirebbe a niente con l’attuale legge elettorale; ne riparliamo dopo la riforma, sempre che reintroducano le preferenze.

  • bugger

    Se sono post-comunisti non sono social-democratici.

    Sono semplicemente paraculi

  • sire

    è per articoli come questo, e commenti come alcuni di quelli sopra, che poi “gli altri” vincono. o per lo meno vincono più spesso.

  • ro55ma

    Come scrive DALECOOPER “i giovani turchi hanno già vinto” (che è poi quello che argomenta Cerasa, al di là del fatto che lo condivida) ma il vero problema – per Bersani – è proprio che lui per primo: nun c’è vole stà a quel risultato “di maggioranza”.
    Lui deve fare la sintesi con i lettiani e compagnia cantando e per farla, NON SCEGLIE, semplicemente ribadisce una linea fassiniandemocraticoliberista ma che non esclude altro e che, infatti, vota (turandosi il naso…) Monti.
    Il problema non è se dei post-comunisti fanno i (neo)social-democratici ma se la linea zibaldone: proFIOM ma non contro Marchionee, proriforma pensioni ma contro gli esodati, ecc. ha la credibilità di essere linea di governo…

  • marquinho

    Se i giovani turchi avessero già vinto il PD avrebbe tolto l’appoggio a Monti e si sarebbe andati alle elezione con un’alleanza con Vendola. Ciò non è accaduto quindi non confondiamo desideri/paure con la realtà.
    È però vero che mentre i media si occupavano – giustamente – di Renzi e- meno giustamente- di Fioroni, Veltroni, Gentiloni, liberal PD, montisti, Adinolfi (Adinolfi?!) una nuova generazione ha conquistato diversi spazi puntando su un “ritorno a sinistra” del PD. Del resto se Vendola batte Boccia, se Pisapia batte Boeri, se Rossi Doria batte Vincenzi e Pinotti se Zedda batte Cabras forse non c’è nell’elettorato di csx tutta questa fame di riformismo e di terze vie.
    Cerasa ha descritto questo fenomeno mentre ancora ieri il Corriere pubblicava una lettera di 15 esponenti PD che, Ichino a parte, ormai rappresentano solo loro stessi.
    Quello che il tempo ci dirà è:
    - la svolta di questi ex dalemiani è vera o è solo un riposizionamento tattico?
    - sapranno dialogare anche a quella fascia di elettorato di centro sinistra meno legata al Partito?

  • cicer

    Concordo con Sire e Ro55ma. Mi spaventa chi ragiona ancora con gli schemi del secolo scorso (post comunisti, ex socialisti, pre berlusconiani, ex fascisti)e decide chi votare di conseguenza. Un personaggio dei Simpson diceva “Sincronizzati fratello, sincronizzati”!!
    @UQBAL: mi presti il misuratore di efficienza delle correnti di partito?