Il Post
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Ritratti a pezzi

Lucas Simões prende le foto dei suoi amici, le fa a pezzi e le rimonta

3 aprile 2012

Lucas Simões è un artista nato vicino a San Paolo in Brasile nel 1980. Usa una tecnica classica, come quella del collage, per raccontare le emozioni e nei pensieri di amici e persone con cui  per qualche ragione stringe legami.

La tecnica prevede una sorta di incontro privato con la persona da ritrarre, nel quale parlano come farebbero due vecchi amici. Poi Lucas incomincia a scattare un numero di fotografie che varia a seconda delle necessità. Una volta raccolto il materiale monta i ritratti decomponendoli e ricostruendoli, seguendo una logica che è legata non solo ad un gusto compositivo ma anche alle emozioni e che sembra raccontare anche del tempo che passa:

Per costruire la serie Desretratos  ho invitato alcuni amici intimi a dirmi un segreto, mentre costruivo il loro ritratto. La mia intenzione non era quella di sentire il loro segreto, ma usando questo espediente ho catturato le espressioni di ciascuno nel momento in cui mi rivelevano qualcosa di personale. Ho anche chiesto a ciascuno di scegliere una canzone da farmi ascoltare mentre scattavo delle immagini per fermare l’espressione che stavo cercando. Dopo la sessione fotografica ho chiesto se il segreto aveva un colore

Lo stesso processo avviene per la serie Desmemórias:

In questa serie, Desmemórias, ho ritratto alcuni vecchi amici d’infanzia con cui non ho più mantenuto i contatti. Queste immagini sono state scattate durante la conversazione che abbiamo tenuto e con esse ho costruito, sovrapponendo più piani, i ritratti di queste persone. Ho deciso di non trattare le foto, lasciando il colore e la luce com’erano in quel momento.

Il suo sito è pieno altri di progetti.

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  • alessandropagni

    Beh, più che collage, se me lo permettete qua mi sembra si tratti di un tentativo fotografico e tridimensionale di scomposizione cubista dei piani (il linguaggio non è differente da quello portato avanti da Picasso e Braque)e successiva sovrapposizione (al più c’è questo del collage). Accattivante e intrigante senza dubbio, anche se mi sembra che l’autore riservi maggiore attenzione alle variazioni di texture su cui opera (significante) piuttosto che a variazioni emotive legate all’indagine sulla persona. Penso sarebbe utile avere qualche informazioni in più sull’autore e sui suoi linguaggi per comprendere l’effettivo valore di questo lavoro.

  • arsenio

    Mah?!?