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Il buio in fondo al tunnel

Lo strafalcione del tunnel dalla Svizzera all'Abruzzo supera parecchi record di incompetenza, ed è drammaticamente verosimile per questo governo

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Mentre sui media tradizionali dilagavano oggi bufale costruite ad arte per ragioni sensazionalistiche – il pericolo di caduta del satellite sull’Italia, la lista dei parlamentari gay, gli spari tedeschi estraneissimi alla visita del Papa – la Rete preferiva dedicarsi a una storia più piccola, ma – a differenza di queste – drammaticamente fondata. Un comunicato del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna. Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.
Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.
Inoltre, oggi l’Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l’anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante.

Naturalmente ha suscitato comprensibile ilarità il tono mussoliniano e celebrativo del pronunciamento del ministro, che ha fatto ricordare quelle persone che si affacciano per entrare nelle riprese del telegiornale o comparire nelle foto vicino alla Coppa. La vanità provinciale della prima persona – “rivolgo il mio plauso”, “sono profondamente grata” -, l’enfasi olimpionica – “una vittoria epocale” – che trasforma la serietà del metodo scientifico in una competizione quasi fisica. E l’idea che – nella medesima ottica infantil-sportiva – i ricercatori italiani abbiano battuto un record di velocità: “il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale”. Che è come congratularsi con Newton perché ha fatto cadere una mela. Mentre quello che gli scienziati hanno fatto – quello che fanno solitamente – è osservare che questo superamento è possibile: ma se è vero, non da oggi.

Ma al centro dei desolati commenti della giornata c’è stata soprattutto la “costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso”, di cui nessuno era al corrente: che il Ministro o il suo staff abbiano confuso una struttura lunga circa 27 chilometri usata a Ginevra per l’esperimento in questione (o altre usate nei laboratori del Gran Sasso), con un tunnel continuo che raggiunga miracolosamente l’Abruzzo dalla Svizzera, tanto da parlare esplicitamente della “costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso” è francamente imperdonabile. E hai voglia a dire – come si è sentito costretto a fare in un nuovo comunicato il Ministero, tradendo l’agitazione – che le letture sono state strumentali e il Ministro sa benissimo cos’è un tunnel: il primo annuncio era chiaro e inequivoco, e drammaticamente plausibile.

Perché detto tutto questo, stiamo parlando di gaffe verbali senza conseguenze, certo. Che però sono sintomi ennesimi di una mediocrità e inadeguatezza sul piano della competenza, della cultura, della comunicazione, del saper stare al mondo, tipiche di questo governo e decisive nei suoi ripetuti fallimenti.
Ma infine stiamo anche parlando di un annuncio che pretende di celebrare e farsi complice di successi – peraltro ancora da dimostrare, andiamoci piano – della ricerca italiana, a cui questo governo è andato tagliando i fondi ovunque ha potuto (e quelli offerti al CERN probabilmente non dipendono neanche dalle scelte di questo governo). La formula giusta dell’annuncio sarebbe stata dunque la seguente.

Pur con le cautele che il rigore scientifico impone di fronte a scoperte ed esperimenti che hanno bisogno di attente verifiche, il ministero e il governo non possono non constatare che laddove sono stati mantenuti investimenti sufficienti a consentire qualificate ricerche scientifiche, queste ricerche danno dei frutti e approfondiscono la comprensione del mondo e di ciò che è ancora oscuro, rendono lustro al lavoro delle istituzioni scientifiche italiane, e pongono le basi per il rinnovamento della crescita economica e scientifica nazionale.
Il ministero e il governo non possono che esserne fieri e trarne il giusto insegnamento per il futuro e per le valutazioni sugli investimenti necessari al nostro paese, che solo dalla solidità della sua scuola, università e ricerca scientifica potrà trarre i mezzi per tornare a essere competitivo culturalmente, scientificamente ed economicamente con il resto del mondo, come merita.

Se lo staff del ministro vorrà fare un copia e incolla, la licenza del testo qui sopra è in Creative Commons.

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