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Anche il Sole24Ore prova a convincere Berlusconi

"Farsi da parte", scrive il direttore, offrendo al PresdelCons il riconoscimento della Storia

21 settembre 2011

Un editoriale del Sole24Ore, il quotidiano di Confindustria, firmato dal direttore Roberto Napoletano, chiede oggi le dimissioni di Silvio Berlusconi: con un “se” formale per non suonare sgarbati, e con un’offerta di apprezzamento da parte della Storia simile a quella che oggi fa anche il Corriere della Sera.

Il presidente del Consiglio dimostri di amare davvero l’Italia e di avere, di conseguenza, la forza e la volontà di farsi da parte se è costretto (come tutto rende evidente) a prendere atto che non riesce a fare quello che serve. Lo faccia nell’interesse del Paese, si comporti da uomo di Stato e da uomo dell’economia. Dopo la Grecia, Signor Presidente, non ci può essere l’Italia, mai e poi mai, per una volta non si giri dall’altra parte e si ricordi che grandi responsabilità impongono anche grandi sacrifici. Sappiamo che le costerà, ma sappia pure che la storia (dopo questo gesto) saprà fare i conti giusti.

(leggi tutto l’articolo sul sito del Sole 24 Ore)

- L’articolo di Sergio Romano sul Corriere della Sera

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5 Commenti

  1. sartana

    cioè si sta cercando di spiegargliela come ai bambini di 7 anni, con la logica di Spider Man?

  2. MaBi

    Berlusconi non si dimettera’ mai. Per non dover aspettare le elezioni del 2013 o il default (quale delle due arrivera’ prima) c’e’ una sola strada: raccogliere quella manciata di milioni necessari a ricomprarsi una dozzina di deputati per il voto di sfiducia. Chi puo’ farlo se non proprio quelli di Confindustria?
    Lo so che sembra una battuta, ma qui da tempo ormai la realta’ ha superato la satira, quindi lo sto dicendo in tutta serieta’ e sincerita’. Credo *davvero* che questa sia l’unica strada, e che ci stiano gia’ lavorando. Poi e’ chiaro che non si dira’ mai pubblicamente, passera’ come un “soprassalto di coscienza”, un “gesto di responsabilita’”, quello che volete, ma andra’ a finire cosi’. Secondo me prima di Natale.

  3. palzan

    Gli ci vorrebbe di incontrare “L’Angelo di Lione”, come nella canzone di De Gregori. Un’uscita di scena come quella sarebbe un sollievo per noi, e per lui il riscatto da dalle sue futilità
    Leggete qua, il testo sembra cucito addosso al suo personaggio:
    http://wikitesti.com/index.php/L'angelo_di_lyon

  4. fulvio

    Quando leggo le tante cose come quelle scritte dal direttore de Il Sole 24 Ore provo un misto di rabbia e di impotenza, tanto che spesso mi capita di aver voglia di commentare e poi rinuncio per disperazione. Non so se è una mia fissazione, ma a me pare che solo la pochezza della borghesia e della classe dirigente italiane (giornalisti compresi) abbiano potuto far sì che si sia creduto che un uomo con la storia personale di Berlusconi, il più esemplare prodotto dei mali della Prima Repubblica, potesse produrre il miracolo promesso di rendere l’Italia un Paese moderno e in grado di competere con il resto del mondo. La verità, secondo me, è che nel 1994 la classe media italiana ha istintivamente fiutato in Berlusconi il sangue di una lunga vacanza dal rispetto delle regole, un tema che in un Paese con un bassissimo livello di senso civico come il nostro esercita sempre un appeal enorme. Come accaduto a suo tempo con Craxi per la corruzione dilagante, ciò che oggi fa scattare l’indignazione popolare non è il fatto che il PresdelCons incontri più puttane che uomini politici, ma la percezione inaccettabile del rischio di impoverimento. Non è vero, come sostiene Napoletano, che il lavoro e il risparmio degli italiani meritano rispetto, perché i presupposti della mancanza di rispetto se li sono creati loro andando a votare per anni un personaggio impresentabile al di là di ogni ragionevole dubbio. E chiedere a chi non è mai (o quasi mai) stato presente ai festeggiamenti del 25 aprile, un fatto il cui equivalente non sarebbe stato tollerato in nessun altro Paese al mondo, di “dimostrare di amare l’Italia” e di “comportarsi da uomo di Stato e da uomo dell’economia”è una cosa ridicola e offensiva. Fortunatamente la storia saprà sì fare i conti giusti e in questo Napoletano ha involontariamente ragione. Ovviamente ci sarebbe molto da dire anche su un’opposizione che in un arco di tempo lungo come la stagione del berlusconismo non è riuscita a produrre un’alternativa credibile; ma per questa volta la pianto qui.

  5. Marcegaglia e Confindustria, Corriere della Sera, Stefano Folli e Sole24ore et altri che proprio solo ora rinsaviscono perchè i conti non sono quelli che fino all’ultimo si sono aspettati per loro.
    Eh sì un grande mercanteggio è prevedibile dentro le Camere, ma chi è il più ricco?
    A fronte di una battaglia parlamentare basata sul soldo, e così incerta, conviene a noi cittadini, proprio per contraddire puntare sull’opposto, i valori della morale, della dignità, del rispetto della persona che non sono mai abbastanza affermati di fronte a quella parte del paese che è vecchia e malata.
    http://piccoladorrit.blogspot.com

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