Francesco Capponi è un fotografo italiano che un giorno ha deciso di costruire macchine fotografiche stenopeiche, più note come pinhole, dentro qualsiasi oggetto. L’ultimo di questi è un uovo.
Da quando ho iniziato a creare pinhole, ho sentito il fortissimo desiderio di realizzare una macchina fotografica speciale, con lo scopo di scattare un’unica fotografia. L’obiettivo era di sacrificare la macchina fotografica nel processo della creazione di una foto, volevo che la macchina diventasse la fotografia. Per farvi capire, il processo doveva essere lo stesso che lega il pulcino all’uovo: il pulcino cresce protetto dal guscio e quando è pronto lo rompe ed esce. Per questo ho deciso di creare la Pinhegg – una macchina fotografica stenopeica dentro un uovo.
Sembrava un’operazione semplice: avrei creato la Pinhegg senza rompere l’uovo, usandolo come camera oscura e, aprendo poi l’uovo, avrei trovato la foto impressa all’interno del guscio.
Ma le uova non sono l’unico oggetto con cui Francesco Capponi ha scattato fotografie: nella lunga lista compaiono un pinolo, un cappello da prestigiatore, una casetta per uccelli, un origami e una scatoletta da tè.

























Non è che esista un primato, oltre tutto la passione per il foro stenopeico ha ritrovato recentemente vigore, ma segnalare le ricerche di Paolo Gioli degli anni ’70 con macchine fotografiche stenopeiche costruite con oggetti quotidiani (bottoni, michette, scatolette e finanche la mano) mi parrebbe un buon tributo.
Qui si puo’ apprezzare qualcosa: http://www.paologioli.it/foto1a.php?page=foto&sez=1&id=1
non ho capito come faccia a rimanere impressa la foto nell’uovo..e non ho capito nemmeno se sta usando roba digitale o a pellicola (sembra a pellicola)