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  • martedì 2 gennaio 2018

La foto della donna senza velo in Iran non c’entra con le proteste di questi giorni

Non sono eventi collegati, nonostante quello che se ne legge in giro, ed è una distinzione importante

La donna senza velo fotografata a Teheran il 27 dicembre (Instagram di Masih Alinejad)

Da qualche giorno sui giornali e sui social network circola la fotografia di una donna iraniana con la testa scoperta mentre tiene in mano un bastone sul quale è appoggiato il suo velo bianco a modi di bandiera. La fotografia è stata usata per raccontare un pezzo delle proteste che si stanno tenendo in Iran da giovedì scorso (e che sono spiegate in breve qui), ma quella foto è stata scattata in un momento diverso e la donna ritratta non c’entra nulla con le manifestazioni degli ultimi giorni.

ميدان انقلاب چهارشنبه و اعتراض نمادين به حجاب اجباري. یک وقتهایی تاریخ را میخوانیم و از شهامت و جسارت امثال رزاپارکس ها برای به چالش کشیدن قدرت و اعتراض به ظلم و تبعیض غرق حیرت و حسرت میشویم… در حالی که حالا صدها و هزاران رزا پارکس ایرانی هستند که با همان شجاعت و با همان سرسختی به قوانین مرتجع و عقب مانده و تبعیض آمیز اعتراض میکنند و متاسفانه کمتر دیده میشوند و در بسیاری از مواقع با پوزخندی از کنارشان می‌گذریم. #چهارشنبه_های_سفید #نه_به_حجاب_اجباری #نه_به_تبعیض_علیه_زنان @sharagimzand

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La fotografia è stata scattata il 27 dicembre a Teheran, la capitale dell’Iran, ed è stata pubblicata per la prima volta su Facebook e Instagram da Masih Alinejad, 38enne attivista iraniana che da anni vive in esilio tra Londra e New York. La donna ritratta nella foto stava protestando contro le rigide regole di abbigliamento imposte dal regime iraniano, tra cui l’obbligo di coprirsi la testa e indossare il velo, e probabilmente è stata arrestata poco dopo dalla polizia. Il 30 dicembre sull’account Instagram di Masih Alinejad è stata pubblicata l’immagine stilizzata della donna che sventole il velo, che in poco tempo è diventata l’immagine simbolo sia delle richieste di maggiori libertà per le donne iraniane, sia delle recenti proteste.

"براي دختر روي سكوي خيابان انقلاب. كاري كه او كرد اعلام نارضايتي اش بود به شيوه اي مدني و مسالمت آميز. درست شبيه به كاري كه اين روزها مردم سراسر ايران دارند انجام مي دهند. بيانِ نارضايتي و اعتراض شان به وضعيت موجود. امتداد صداي هم باشيم حتي اگر بگويند هيسسسس الان وقتش نيست. زنان اين روزها شانه به شانه ي مردان ايستاده اند و شجاعانه عليه ظلم فرياد مي زنند. هيچ وقت فريب كساني را نخوريم كه ميان زنان و مردان جدايي مي اندازند و هيس هيس مي كنند. نبايد اين زن را تنها بگذاريم و نسبت به وضعيتش بي تفاوت باشيم. هميشه وقتش است كه از هم حمايت كنيم و در همه ي شرايط حتي وسط تجمع ها و تظاهرات هم حجاب اجباري را كه نمادِ سركوب و تحقير انسان است دور بياندازيم." #چهارشنبه_های_سفید #چهارشنبه_های_بدون_اجبار #whitewednesdays #نه_به_حجاب_اجباری

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Le manifestazioni degli ultimi giorni, però, non c’entrano con la protesta della donna senza velo a Teheran. Le manifestazioni sono iniziate in maniera improvvisa il 28 dicembre a Mashhad, una città nell’est dell’Iran, e sono arrivate a Teheran solo due giorni dopo, sabato 30. La fotografia della donna senza velo è stata scattata mercoledì 27. Inoltre le manifestazioni di Mashhad sono state probabilmente promosse dagli ultraconservatori, che volevano mettere in difficoltà il governo del presidente Hassan Rouhani, un moderato; la protesta della donna era rivolta proprio contro di loro, che sono i principali sostenitori delle rigide regole di abbigliamento vigenti in Iran.

È importante tenere a mente queste differenze, come ha spiegato bene su Twitter l’analista Michael Horowitz, per non confondere le recenti proteste con un movimento progressista e di natura politica. Alle manifestazioni di questi giorni stanno partecipando per lo più persone povere e giovanissimi che chiedono un miglioramento delle loro condizioni economiche. Ci sono anche diverse donne, la maggior parte delle quali provengono però da settori della popolazione conservatori e religiosi, molto lontani da quelli a cui fa riferimento la donna fotografata senza velo a Teheran. I settori più progressisti si sono dimostrati invece riluttanti a partecipare alle proteste, che continuano a essere svincolate da precisi orientamenti politici. In altre parole: si sta parlando di due cose diverse, e a metterle insieme si finisce per fare una grande confusione.

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