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  • lunedì 6 novembre 2017

C’è qualcuno che calcia meglio di Simone Verdi?

In Italia probabilmente no, come si è visto nell'ultimo turno di campionato

Il primo calcio di punizione segnato da Verdi contro il Crotone (LaPresse)

È stato con un gol al volo segnato alla Sampdoria nelle prime giornate della passata stagione che Simone Verdi, attaccante esterno del Bologna allora 24enne, ha iniziato a farsi conoscere in Serie A, nonostante ci avesse già giocato negli anni precedenti con Torino, Empoli e Carpi. È stato uno dei gol più belli segnati nello scorso campionato; un tiro al volo eseguito alla perfezione, su un cambio di gioco arrivato dall’altra fascia del campo, cosa che solitamente richiede una coordinazione impeccabile anche solo per colpire la palla e centrare la porta.

 

Lo scorso anno, oltre al gol segnato alla Sampdoria, Verdi ne ha fatti altri tre prima di rompersi i legamenti della caviglia, un infortunio che gli ha fatto saltare tre mesi di stagione, più le settimane necessarie a riacquistare la forma fisica. Prima della partita di novembre contro la Sampdoria, aveva segnato al Cagliari su calcio di punizione e al Napoli con un tiro di rara potenza calciato da più trenta metri di distanza dalla porta.

 

Nell’ultima partita di campionato, giocata sabato scorso contro il Crotone, Verdi è diventato poi uno dei rari giocatori in grado di segnare nella stessa partita due gol su due calci di punizione tirati con due piedi diversi.

Prima di sinistro.

 

Poi di destro.

 

Questi gol sono stati segnati tutti con tiri dalla distanza: Verdi ha dimostrato di saper calciare come pochi altri calciatori in attività. Verdi calcia, e segna, in movimento, di destro o di sinistro (è ambidestro, e che usi un piede e l’altro non fa differenza), di potenza pura o più di precisione. Ha un modo di calciare pulito e composto ed è soprattutto lo stile di esecuzione che gli permette di calciare in maniera così efficace.

 

Dopo una carriera iniziata nel settore giovanile del Milan e proseguita fra qualche difficoltà con alcuni anni in prestito — fra cui uno in Spagna — il suo trasferimento a Bologna sembra avergli dato la stabilità necessaria per giocare con continuità e migliorarsi. Il 18 marzo scorso ha ottenuto la sua prima convocazione in Nazionale, dove è tornato a fine settembre per essere impiegato un’ora contro la Macedonia; ora, a 25 anni, può essere definito uno dei calciatori italiani più interessanti in attività, anche in vista dei Mondiali della prossima estate.

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