• Sport
  • lunedì 25 settembre 2017

Milik e il Napoli, una storia complicata

Il centravanti polacco si è rotto il legamento crociato destro, dodici mesi dopo essersi rotto l’altro: starà fuori parecchio

Milik durante il riscaldamento prima di Lazio-Napoli (LaPresse)

Sabato sera, nei minuti finali della partita contro la Spal, il centravanti polacco del Napoli Arkadiusz Milik si è rotto il legamento crociato del ginocchio destro in un normale contrasto di gioco. Milik dovrà quindi essere operato a breve e poi inizierà la riabilitazione. Si stima che potrà ritornare in squadra fra gennaio e marzo. Salterà quindi metà stagione e sia per lui che per il Napoli è una brutta notizia: per Milik perché esattamente un anno fa si ruppe il legamento crociato dell’altro ginocchio durante una partita con la Nazionale polacca, e già allora saltò mezza stagione, e per il Napoli perché ha perso così uno dei suoi attaccanti più importanti, che è anche uno degli unici due che ha in rosa.

Milik era entrato in campo da meno di venti minuti e nel tempo in cui è rimasto dentro il Napoli ha segnato due gol, che gli hanno permesso di recuperare e vincere 3-2 una partita complicata. Ma nonostante la vittoria, con cui il Napoli è rimasto in testa alla classifica a punteggio pieno e a pari merito con la Juventus (cosa mai accaduta nella storia della Serie A), ora Sarri e la società dovranno risolvere in qualche modo la situazione.

Con Milik indisponibile fino al prossimo anno, la squadra si trova con un solo attaccante, Dries Mertens, che proprio un anno fa iniziò a essere impiegato come centravanti arretrato – con risultati strabilianti (34 gol in 46 partite) – dopo il primo infortunio di Milik. Mertens è l’attaccante titolare ma Milik, essendo un giocatore con caratteristiche completamente diverse, alto quasi 1 metro e 90 centimetri, dava al Napoli un’alternativa di qualità nel reparto offensivo. Si dice che in inverno la società richiamerà Roberto Inglese dal prestito al Chievo Verona, ma fino ad allora dovrà arrangiarsi con il solo Mertens sia in campionato che in Champions League.

La rottura del secondo legamento crociato a distanza di un anno dal primo può essere inoltre molto rischiosa per la carriera di Milik, che ha appena 23 anni ed è considerato molto promettente fin dai tempi dell’Ajax, dove si fece notare da mezza Europa. Per un giocatore di 23 anni saltare una decina di mesi di attività in un solo anno può compromettere seriamente lo sviluppo, dato che a 23 anni si è ancora in fase di sviluppo, senza contare poi le ripercussioni che avrà sul morale del giocatore, il quale salterà una parte importante di una stagione in cui dal Napoli ci si aspetta molto. In ogni caso, ci sono casi recenti di calciatori che hanno subito due o tre operazioni in tempi ravvicinati e sono tornati a buoni livelli, come i calciatori della Roma Kevin Strootman (tre operazioni allo stesso ginocchio in due anni) e Alessandro Florenzi (due operazioni allo stesso ginocchio in un anno).

Mostra commenti ( )