Chi è stato Johan Cruijff

Ha vinto tre volte il Pallone d'oro, tre Coppe dei Campioni da calciatore e una da allenatore e ha giocato a calcio come pochi altri nella storia

(JOSEP LAGO/AFP/Getty Images)

L’ex calciatore e allenatore Johan Cruijff è morto oggi a Barcellona: aveva 68 anni e a ottobre gli era stato diagnosticato un tumore ai polmoni. Negli anni Settanta Cruijff rivoluzionò il modo in cui si giocava a calcio e divenne – soprattutto grazie a Rinus Michels (allenatore di Ajax, Barcellona e Olanda) – il principale esponente del “calcio totale”. Cruijff vinse il Pallone d’oro nel 1971, nel 1973 e nel 1974 e nel 1999 l’IFFHS (la Federazione Internazionale di Storia e Statistica del Calcio) l’ha messo al secondo posto nella classifica dei migliori calciatori del Ventesimo secolo, dietro a Pelé. Con l’Ajax Cruijff vinse per tre anni consecutivi, dal 1971 al 1973, la Coppa dei Campioni. Portò l’Olanda in finale ai Mondiali del 1974, perdendo dalla squadra ospitante, la Germania.

Finita la carriera da calciatore Cruijff allenò le due squadre più famose con cui aveva giocato: vinse una Coppa delle Coppe con l’Ajax nel 1987, una Coppa dei Campioni con il Barcellona (nel 1992) e quattro campionati consecutivi con il Barcellona, dal 1991 al 1994. Cruijff è stato anche dirigente dell’Ajax e presidente del Barcellona per alcuni mesi, nel 2010. L’ultimo suo incarico dirigenziale risale al 2012, quando per circa un anno fu dirigente del Chivas Guadalajara, squadra del campionato messicano.

Nella sua carriera da allenatore Cruijff ha vinto 242 partite su 387, perdendone in tutto 70. Da giocatore ha invece segnato 392 gol in 520 partite, in una carriera da professionista che è durata 19 anni. Seppur altissimo, il numero di gol segnati da Cruijff non è però sufficiente per raccontare che tipo di calciatore è stato. Cruijff è infatti stato il giocatore ideale per il calcio totale, perché era capace di fare benissimo molte cose diverse ed era sia elegante che potente ed era ambidestro. Cruijff era conosciuto per la sua velocità e la sua bravura nel dribbling: è famoso, tra le altre cose, per il “Cruijff turn“, un particolare modo usato da Cruijff per saltare l’avversario e di cui si iniziò a parlare durante i Mondiale del 1974. Per la sua bravura nei passaggi e nel vedere i movimenti dei compagni il giornalista britannico Dave Miller lo soprannominò “Pitagora in scarpe da calcio“.

Il calcio totale – un calcio in cui non ci sono posizioni fisse e in cui ogni calciatore può, di volta in volta, giocare in diverse parti del campo – permise a Cruijff di sfruttare insieme tutte le sue qualità. Parlando di Cruijff l’ex calciatore francese Eric Cantona – uno dei più forti degli ultimi decenni, seppur molto discontinuo – ha detto, inserendolo nella sua squadra ideale: «Era un creatore: con il suo modo di giocare a calcio era al centro di una rivoluzione. L’Ajax ha cambiato il calcio e lui ne è stato il leader. Se avesse voluto avrebbe potuto giocare in ogni posizione del campo».

Parlando del suo modo di stare in campo, muovendosi molto tra un “ruolo” e l’altro, Cruijff disse: «È dimostrato statisticamente che in una partita di novanta minuti ciascun giocatore, in realtà, ha la palla tra i piedi per 3 minuti, in media. Quindi la cosa più importante è cosa fai durante gli 87 minuti in cui non hai la palla tra i piedi». In un’altra occasione spiegò, riferendosi alla sua capacità di muoversi per il campo e arrivare sul pallone prima degli altri: «La velocità e l’intuizione vengono spesso confuse. Sembro veloce perché inizio a correre prima che gli altri se ne accorgano».

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Nel 1976 Sandro Ciotti, celebre ed esperto giornalista e radiocronista sportivo, diresse un documentario su di lui che venne proiettato nei cinema, Il profeta del gol, con musiche originali composte da Bruno Martino.

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