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  • giovedì 24 dicembre 2015

Un’anno di refusi

Le migliori cose sbagliate pubblicate sul Post nel 2015

Il responsabile di questa cosa – rimasta online per pochi secondi – è stato inviato sulle Ande a occuparsi di capibara.

Mantenendo questo ritmo, alla fine del 2015 sul Post saranno state pubblicate quasi 14.000 cose: articoli lunghi, articoli brevi, video, gallerie fotografiche, postit, eccetera. Ognuna di queste cose contiene del testo – se fossero 2.000 battute per ciascuna, in media, sarebbero in tutto 27 milioni di battute: circa nove volte Guerra e Pace – ed è forse inevitabile che ogni tanto quel testo sia sbagliato. Non sbagliato nel contenuto, che è la cosa che più di ogni altra cerchiamo di evitare, ma nella forma: scriviamo in fretta, poi rileggiamo, poi correggiamo, poi riscriviamo, poi aggiorniamo, e insomma a volte restano per strada refusi e incongruenze linguistiche.

Grazie al lavoro di un formidabile correttore di refusi, nella grandissima parte dei casi questi errori vengono corretti nel giro di pochi minuti (la volta che non è successo è diventata la scusa per raccontare una storia). L’unico ad avere una completa memoria e un ricco archivio di questi errori è il suddetto formidabile correttore di refusi, che quest’anno per Natale ce ne ha voluti crudelmente regalare una selezione. L’anno prossimo includiamo gli autori, così stanno più attenti.

– “una strada allegata

– “il tiro sull’arco

– “Piuttosto che alimentare le paure che un nuovo etilismo stia congiurando…

– “Emirati Arabi Unti

– “Lo sgombero dei detriti nella pizza

– “pubic editor

– “Trippe inglesi al rientro

– “La FIFA si è definita parte lessa

– “Obama durante la visita alle piramidi di Giza e alla Sfiga

– “aste di lego che delimitano la barriera

– “Il kofta è un piatto tipico dei Balconi

– “Consultate il vostro medio

– “Gregson non è l’unico autore ad avere costruito la propria fame su Instagram

– “Il terminal nord dell’aeroporto era già stato evocato questa mattina

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