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Google chiude Google Reader

Era abbandonato a se stesso da tempo, come sanno i suoi utenti più affezionati, a luglio non esisterà più: ma ci sono delle alternative

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Mercoledì 13 marzo Google ha annunciato sul proprio blog la chiusura di una nuova serie di servizi, che non saranno a breve più disponibili, per consentire alla società di concentrare gli sforzi sulle attività che ritiene più promettenti. Come avevano temuto nei mesi scorsi molti utenti affezionati, nell’elenco dei servizi che saranno chiusi c’è anche Google Reader, il sistema per leggere i feed atom e RSS messo a disposizione degli utenti nell’ottobre del 2005, inizialmente come un progetto dei Google Labs. Il servizio, che in questi ultimi anni non ha subito molti aggiornamenti ed era quasi abbandonato a se stesso, sarà chiuso il prossimo primo luglio. La notizia è molto dibattuta in queste ore, soprattutto tra la comunità di utenti che usano ancora oggi Google Reader per leggere gli articoli e i post dei blog pubblicati online.

Come altri lettori di feed (parola inglese che significa “flusso”), Google Reader serve per avere sott’occhio i contenuti pubblicati dai propri siti preferiti in un unico luogo, senza doverli andare a cercare ogni volta sito per sito. Semplificando, il sistema può essere paragonato a un programma di posta elettronica: quando un sito pubblica un nuovo contenuto, il feed cui si è iscritti si aggiorna con le ultime pubblicazioni e il proprio reader indica che ci sono nuove cose da leggere, come un nuovo messaggio nella posta in arrivo. La lettura avviene direttamente all’interno del servizio, senza la necessità di andare sul sito che lo ha prodotto. Prima del successo dei social network, questa soluzione era molto utilizzata per rimanere aggiornati sulle cose pubblicate dai propri siti e blog preferiti.

Google aprì il proprio servizio relativamente in ritardo rispetto ad altri, ma in breve tempo riuscì a raccogliere intorno al proprio Reader una comunità di utenti molto assidui, che si sono affezionati al prodotto, più di quanto lo fossero gli stessi dirigenti della società. Negli ultimi anni, infatti, Google Reader ha subito alcune modifiche, molto contestate e causa di infinite discussioni nei forum, tese a favorire il passaggio degli utenti verso Google+, il social network della società che fatica ancora ad affermarsi come alternativa ai più usati Facebook e Twitter. Negli ultimi mesi del 2011, Google rimosse il classico sistema di condivisione dei contenuti letti attraverso i feed su Reader, una delle funzioni più apprezzate dagli utenti e che aveva fatto la fortuna del sistema nel periodo in cui ancora non si condividevano le cose sui social network, creando un passaggio obbligato verso Google+ per incentivarne l’utilizzo. La cosa non piacque a molti iscritti e in un certo senso diede un primo duro colpo alla comunità di utenti molto affiatata del servizio.

Come spiega su The Next Web Brian Shih, ex product manager di Google Reader, uno dei motivi della chiusura è dato dal fatto che negli ultimi anni la società ha continuamente attinto dal gruppo di persone che aveva creato Reader, per rinforzare la propria divisione che si occupa dei prodotti social. Molte di quelle persone, del resto, avevano intuito prima di altri l’importanza per gli utenti di potere condividere le cose che leggevano su Internet. Shih racconta anche che Reader aveva già rischiato di chiudere diverse volte in passato: successe nel 2008 quando fu lanciato il progetto OpenSocial, poi nel 2009 quando Google realizzò un nuovo tentativo social con Buzz (che non andò bene e fu chiuso) e infine nel 2010 quando fu deciso di concentrare gli sforzi nella realizzazione del nuovo social network Google+.

Nel post pubblicato mercoledì sul proprio blog ufficiale, Google ammette che Reader ha ancora un gruppo di utenti affezionati, ma ricorda anche che il numero di persone che lo utilizzano ha continuato a ridursi negli ultimi anni. La diminuzione è stata causata certamente dal progressivo affermarsi dei social network, che offrono ora un sistema più pratico per venire a conoscenza di nuovi contenuti e per condividerli con gli amici, ma anche dal fatto che negli ultimi anni Google Reader è rimasto sostanzialmente abbandonato a se stesso senza l’introduzione di nuove funzionalità. In molti dopo l’annuncio si sono chiesti perché chiudere definitivamente il servizio, considerato che a Google non costa praticamente nulla mantenerlo così com’è fatto oggi. Gli utenti più affezionati hanno chiesto a Google, soprattutto attraverso i social network, di ripensarci e di lasciare attivo il suo servizio, cosa che avverrà molto difficilmente.

Alternative
Attraverso il servizio Google Takeout è possibile scaricare l’elenco dei feed cui si è iscritti utilizzato su Google Reader. Una volta ottenuto il proprio elenco, sarà possibile trasferirlo su altri servizi per la lettura dei feed.

Tra i più usati e pratici c’è sicuramente Feedly, che consente anche di spostare i propri contenuti da Reader senza passare attraverso Google Takeout. Feedly funziona su browser, tablet e smartphone con sistemi Android e iOS: sincronizza in automatico le proprie letture tra i diversi dispositivi. Chi è alla ricerca di qualcosa di più classico ed essenziale può provare NetVibes, ormai uno dei veterani dei lettori di feed. Attenzione, però: non ha tutte le funzionalità che aveva Google Reader e per attivarne alcune occorre sottoscrivere un abbonamento.

Un’altra alternativa interessante è NewsBlur: è gratuita e funziona sia su computer sia su tablet e smartphone. Ha diverse funzionalità per condividere i contenuti e i feed creando una propria comunità di utenti, ma è un poco pesante dal punto di vista grafico e alcune funzionalità non sono così immediate. Come suggerisce il nome, The Old Reader è un progetto per i nostalgici della classica versione di Google Reader: ha una grafica pulita e molto essenziale, ci sono buona parte delle vecchie funzionalità di Reader e c’è la possibilità di iscriversi gratuitamente utilizzando il proprio account di Facebook o di Google.

È bene ricordare che iscrivendosi a un servizio alternativo tra qualche mese, o anno, ci si potrebbe ritrovare nelle stesse condizioni di oggi con l’annuncio della chiusura del servizio cui si è iscritti. La fine di Google Reader secondo molti avrà conseguenze dirette sulle applicazioni per leggere i feed, destinate probabilmente a scomparire quasi del tutto, sostituite dai social network e dagli aggregatori automatici – come Flipboard – che mettono insieme i contenuti condivisi dai propri amici su Facebook, Twitter e compagnia. Il fatto è che le cose negli ultimi anni sono cambiate e gli spazi per i lettori di feed, e per chi li utilizza, si sono progressivamente ristretti e continueranno a farlo.

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