Il Post
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E le province?

Facciamo un po' d'ordine su una questione eterna, l'abolizione delle province, e su cosa dice in tema il decreto del governo sulla spending review

6 luglio 2012

La questione dell’abolizione o della riduzione delle province – annunciata, promessa, modificata, ritirata – ritorna con una certa frequenza nel dibattito politico italiano. Fu tra i protagonisti della fase finale del governo Berlusconi, quando un giorno sembrava fatta e il giorno dopo si cambiava tutto. Anche il governo Monti aveva provato con la prima manovra ad abolire le giunte provinciali, aggirando la necessità di agire per legge ordinaria, trovandosi poi costretto a fare marcia indietro nel timore di ricorsi di massa.

Dopo mesi che ne parliamo la situazione è ferma esattamente a dov’era uno o due anni fa: nel senso che le 109 province italiane sono ancora lì. Fa eccezione la Sardegna, che si è mossa diversamente e dopo l’approvazione di un referendum lo scorso maggio ha avviato l’iter per l’abrogazione di quattro province.

Ora ci risiamo: nel decreto legge sulla spending review approvato stanotte dal governo, che dovrà essere convertito in legge entro sessanta giorni dal Parlamento, ritorna il tema della riduzione delle province. A leggere i giornali di oggi, però, il caos rimane: il Messaggero titola “Tagliate le province”, il Mattino titola “Salve le province”, così come il Giornale di Brescia. Il caos ha portato la Stampa a ribattere nella notte la sua prima pagina e cambiare il titolo di apertura: quello iniziale era “Province dimezzate entro l’anno”, è diventato “Sanità e tribunali, ecco i tagli”, senza alcun riferimento alle province. In realtà, letto il lungo comunicato del governo sulla spending review, la questione è meno intricata di quanto possa sembrare.

(La spending review in 22 punti, brevi)

Il decreto sulla spending review, dice il governo, ha “l’obiettivo di dimezzare il numero attuale” delle province. La riduzione avverrà “sulla base di due criteri: il primo è la dimensione territoriale, il secondo è la popolazione”. Il punto è che la definizione esatta dei parametri “sarà completata entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, con apposito provvedimento del Consiglio dei Ministri”. A questa procedura parteciperanno anche gli enti locali, con un “ruolo attivo”: il governo farà la propria proposta, il Consiglio delle autonomie locali entro 40 giorni “la approva”, dice il comunicato, lasciando intendere che i criteri potranno essere modificati. Il governo dice che gli accorpamenti saranno completati entro la fine dell’anno.

Ci sono altre cinque cose da sapere, importanti:

- i comuni capoluogo di regione sono esclusi dagli interventi di accorpamento e riduzione.

- entro il primo gennaio 2014 saranno istituite le benedette città metropolitane, di cui si parla da anni, che saranno dieci: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. Le province di queste città saranno soppresse.

- le province che restano avranno le seguenti competenze: ambiente (soprattutto per il settore discariche); trasporti e viabilità (anche per quanto riguarda la costruzione, la classificazione e la gestione delle strade). Tutte le altre competenze vengono devolute ai comuni.

- i trasferimenti di denaro dallo Stato alle province saranno ridotti di 500 milioni di euro per il 2012 e di un miliardo di euro dal 2013 in poi.

- le province non potranno assumere personale a tempo indeterminato finché non si darà attuazione alla loro riduzione e razionalizzazione.

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  • http://www.facebook.com/surace suro

    E le competenze sulle scuole superiori? Vanno al comune dove ha sede?
    Delirio… (pensate alle succursali, ma non solo)

  • http://www.segantini.net Luca Segantini

    Citta’ metropolitane: Reggio Calabria?
    E perche’ non Catania, Palermo, Brescia, Venezia/Mestre, verona, Messina, Padova, Trieste, Taranto, Parma, Prato (tutte piu’ grandi di Reggio Calabria)?

  • gaetanomart

    Lavoro e formazione? Scuola?

  • frabarele

    @luca segantini: penso intendano fare area metropolitana i capoluoghi di regione (anche se a ben pensare la calabria ha anche catanzaro).
    Per quanto riguarda venezia, intendono sicuramente venezia-mestre, perchè mestre non è in comune separato da venezia. (e qui si aprirebbe una querelle allucinante su mestre autonoma, ma è meglio non sollevare vespai ulteriori…)

  • uqbal

    Eh, è così efficiente la gestione provinciale delle scuole superiori…se ne approfittano per portare un po’ di razionalità nelle scuole, tanto di cappello…

  • http://www.bethmarch.wordpress.com anais

    @GAETANOMART in effetti credo che l’articolo sia incompleto, forse proprio a causa della confusione che esiste su questo tema.
    Credo che Formazione e lavoro (che erano competenze regionali fino a qualche anno fa e che tutt’ora lo sono in alcune regioni come Liguria per esempio) torneranno alle regioni che già si occupano della programmazione (da cui per altro arrivano i trasferimenti), nonostante la fretta, nonostante la non-voglia di molte regioni di tornare al vecchio sistema che forse funzionava peggio. Le scuole superiori credo andranno ai comuni, tenendo conto che solitamente si trovano in comuni detti “centri-zona” evidentemente in grado di gestire la partita (poi c’è il discorso del diritto allo studio, dei nuovi indirizzi eccetera, che probabilmente verranno concordate attraverso concertazione con regioni)

  • fausto57

    Continuo a pensare che tutta questa materia andrebbe affrontata con una analisi e revisione complessiva del sistema istituzionale (comuni, province, regioni, stato, comunità montane, consorzi, etc etc etc) all’interno di una progettazione che una volta si sarebbe detta organica. Diversamente si rischiano pasticci colossali, con rischi seri per le già non elevatissime funzionalità e nessuna certezza reale sulla riduzione dei costi.
    Tuttavia, è un po’ come per le quote rosa o di genere. Sempre stato contrario perché è il merito che va premiato, la competenza, etc etc. Poi, qualche anno fa, mi sono arreso. Resto contrario ma voto a favore, sennò non si comincia mai e non si arriverà neanche mai.

  • Lewis H. Tonna

    Luca Segantini, l’ultima volta che hanno fatto uno sgarbo a Reggio Calabria riguardante la sua natura di capoluogo non andò benissimo.

  • giusepperavenna

    come al solito, SICILIA ,SARDEGNA non fanno parte dl”ITALIA, ma scusate,perchè non mettiamoche per andare in SICILIA o SARDEGNA, non serve PASSAPORTO??????????.MONTI & COMPANY. AVETE ROTTO LE SCATOLE.sempre i più deboli pagato è continuano a pagare , è molto più semplice,tutti in regola con le buste paghe così sapete benissimo i soldi che dovete prelevare ai cittadini italiani.MA I VOSTRI STIPENDI CHI LI TOCCA????????????? I VOSTI PRIVILEGGI CHì LI TOGLIE?????? PDL-PD-ECC.ECC. TROPPO COMODO PASSARE LA PALLAA A MONTI è VOI TUTTI CONCORDATE, NON AVETE LE PALLE PER DIRE NO,PERCHè Fà COMODO A TUTTI VOI POLITICI DEL. C…..O.NON VOTERò LE PROSSIME ELEZIONE TANTO CHE SERVE,CI SIETE SEMPRE VOI A RUBARE COME SEMPRE. VERGOGNATEVIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII.

  • zooei

    @giusepperavenna
    Devi avere un problema con la tastiera.

  • calberto

    il problema sembra tra la tastiera e la sedia, onestamente