David Foster Wallace, nel 2002

David Foster Wallace, per principianti

Dieci link per conoscere lo scrittore di cui "ci si innamora perdutamente"

Una volta, in un’intervista, sua sorella Amy cercò di descrivere David Foster Wallace a chi non lo aveva mai incontrato come «uno che, dopo averci parlato solo qualche minuto, ti sembra appena sbarcato da una navicella spaziale». Mentre il giornalista David Lipsky, inviato dalla rivista Rolling Stone, trascorse cinque giorni con lui, viaggiando per centinaia di chilometri, parlando di politica, letteratura, cinema, dipendenze e depressione. Lipsky (che ha poi trascritto il materiale registrato nelle loro conversazioni in Come diventare se stessi, minimum fax) inizia così:

David era alto quasi un metro e novanta, e quando era in forma pesava novanta chili. Aveva gli occhi scuri, la voce dolce, un mento da cavernicolo, una bocca adorabile, con le labbra a punta, che era il suo tratto migliore. Camminava con l’andatura molleggiata dell’ex atleta: un movimento ondulatorio che partiva dai talloni, come se ogni fisica fosse un piacere.

David Foster Wallace era nato a Ithaca, New York, il 21 febbraio 1962:

Promosso per tutte le superiori con il massimo dei voti, ha giocato a football, ha giocato a tennis, ha scritto una tesi in filosofia e un romanzo ancora prima di laurearsi ad Amrhest, ha seguito un corso di specializzazione in scrittura creativa, ha pubblicato il romanzo, ha fatto sì che una città intera di editor e scrittori bercianti, sgomitanti e pronti a gambizzare chiunque si innamorasse di lui perdutamente. Ha pubblicato un romanzo di mille pagine, ha ricevuto l’unico premio del paese che si assegna a chi viene riconosciuto un genio, ha scritto articoli che restituiscono meglio di qualunque altra cosa la sensazione di ciò che significa essere vivi al giorno d’oggi, ha accettato una cattedra speciale di scrittura creativa presso un’università californiana, si è sposato, ha pubblicato un altro libro e si è impiccato all’età di quarantasei anni. (Come diventare se stessi, David Lipsky, minimum fax)

David Foster Wallace è considerato da molti il più grande scrittore della sua generazione e oggi compirebbe cinquant’anni: ma si è suicidato nella sua casa in California la sera del 12 settembre 2008 . Queste sono dieci cose da leggere e vedere per conoscerlo meglio.

1 – Perché è così famoso e perché invece qualcuno non lo capisce.

2 - La prima pagina del manoscritto di Infinite Jest, un’opera colossale pubblicata nel 1996: 1200 pagine nell’edizione americana, più di 1400 in quella italiana.

3 – Infinite Jest raccontato da Edoardo Nesi che l’ha tradotto in Italia.

4 – La lista dei migliori dieci libri scelti da David Foster Wallace, come contributo alla raccolta The Top Ten: Writers Pick Their Favorite Books di J.Peder Zane.

5- La storia dell’infinito: Tutto e di più (Storia compatta dell’infinito) è il saggio sulla matematica che David Foster Wallace pubblicò nel 2003, e che in Italia venne pubblicato da Codice Edizioni nel 2005. Il 4 ottobre 2011 è stato riproposto in un’edizione riveduta e corretta.

6 – A Capri, nel 2006.

7 – Come si leggeva nella sua famiglia, quale copertina avrebbe voluto per Infinite Jest, come umiliò pubblicamente una star di Hollywood, come si illuse di far fesso il suo editor e come capì di avere del talento. Cinque cose che (forse) non sappiamo di Davide Foster Wallace.

8 – L’archivio dei libri, le bozze, le lezioni universitarie e la sua corrispondenza raccolta all’Harry Ransom Center dell’università del Texas.

9 – Questa è l’acqua, la trascrizione del suo discorso per la cerimonia delle lauree al Kenyon college nel maggio 2005 (qui, in italiano).

10 – L’intervista di Wallace sul mensile The Believer e quella della moglie sul suicidio: «Il suicidio di David lo ha trasformato in quel tipo di celebrità letteraria che lo avrebbe fatto rabbrividire».

- David Foster Wallace sul Post

  • http://twitter.com/lapellas Francesca Pellas

    Bellissimo articolo. Gli anni sono cinquantuno però. :-)

    • Marco

      articolo del 2012, quindi i conti tornano :)

    • Guest

      l’articolo è dell’anno scoro :)

  • Andrea Carnaroli

    3 – Infinite Jest raccontato da Edoardo Nesi che l’ha tradotto in Italia.
    LINK non funzionante

    • Roberto Sciascia

      Come pure quello da “non lo capisce”.

  • simux

    Ecco.
    Mi sento in colpa per non averlo letto, grazie.

  • ivan

    io invece mi sento in colpissima perchè “infinite jest” è forse l’unico libro che in vita mia non sono riuscito a finire. pur riconoscendogli la genialità e la creatività quel romanzo mi ha atterrato a circa pagina 200. è una macchia che sento nella mia “carriera” di lettore. prima o poi lo rileggo. (ma lo sto dicendo da diversi anni)

  • mahaluni

    Sono a pagina 506. Monumentale, difficile. Ho gia’ sospeso una volta intorno alla 300ma pagina per respirare e rilassarmi. Quando l’ho ripreso qualche settimana dopo non ho avuto difficolta’ a ricollegarmi al pur complicato plot. Spesso cmq devo tornare indietro e rileggere. Qualche piccola incongruenza l’ho trovata quando esprime idee quasi giovannardiane sulla cannabis che si trasforma nel libro come una droga pesante alla stregua dell’eroina. Incomprensibile per uno come lui che proprio in Infinite gest mette le droghe e ovviamente l’alcool in una posizione centrale nella formazione di quasi tutti i personaggi del libro. Un grande libro in tutti i sensi.

    • poveri_ma_belli

      Grazie, confesso di non aver mai letto niente di Wallace, ma la tua sintesi m’incoraggia a provarci…..

  • Edoardo Isnaldi

    Invidia enorme per tutti quelli che erano a Capri e nostalgia fortissima al solo sentirlo parlare.

  • Edoardo Isnaldi

    Invidia enorme per tutti quelli che erano a Capri e nostalgia fortissima al solo sentirlo parlare.