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Cosentino non sarà arrestato
— Politica

Cosentino non sarà arrestato

Con 309 voti contrari la Camera ha respinto la richiesta della procura di Napoli

12 gennaio 2012

14.12 – La Camera ha negato la richiesta di arresto nei confronti di Nicola Cosentino. Presenti 607, maggioranza 304, favorevoli 298, contrari 309.

14.10 – Il PdL ha chiesto il voto segreto, così sarà.

14.09 – Maurizio Turco interviene per annunciare il voto contrario alla richiesta di arresto da parte dei deputati radicali.

14.07 – Contento chiude, ora due interventi a titolo personale: prima Barani, del PdL, che cita Bertolt Brecht (sbagliando).

14.04 – I banchi del PdL ora sono pieni, c’è anche Berlusconi.

14.03 – Manlio Contento è sovraeccitato come sempre.

13.58 – Parla Manlio Contento, per il PdL. Poi il voto.

13.52 – Chi annuncia il voto favorevole, come ora Zaccaria per il PD, spiega a lungo perché la Camera non deve esprimersi sul merito dell’inchiesta ma solo sull’esistenza o no di un intento persecutorio nei confronti di Cosentino. Nessuno però ha spiegato perché Cosentino andrebbe arrestato, se ci sono elementi concreti sulla base dei quali pensare che Cosentino possa inquinare le prove o fuggire.

13.43 – Secondo Andrea Sarubbi, deputato del PD, Cosentino non sarà arrestato. “Pdl, Lega, Responsabili, radicali, anime perse del gruppo misto, un bel pezzo di Udc: Cosentino si salva. Spero di sbagliarmi”.

13.38 – Luca Rodolfo Paolini, della Lega Nord, annuncia il suo voto contrario: è la linea Bossi, e non quella Maroni. Paolini è segretario nazionale della Lega Nord Marche.

13.30 – D’Anna ha concluso il suo intervento dando del “mazzettaro” al deputato Francesco Barbato, dell’Italia dei Valori. Ora sta facendo la dichiarazione di voto Mantini, dell’UdC. Seguiranno Lega, PD e PdL.

13.18 – Il responsabile D’Anna inizia il suo intervento citando Émile Zola e Alfred Dreyfus.

13.15 – Prima dell’inizio della seduta, Cosentino ha detto: «Un minuto dopo il voto, indipendentemente dall’esito, mi dimetterò da coordinatore regionale del PdL in Campania».

13.13 – “albertoc” segnala giustamente nei commenti che i sei deputati radicali eletti nelle liste del PD voteranno contro la richiesta di arresto. Alleanza per l’Italia e l’Italia dei Valori hanno annunciato il loro voto favorevole.

13.11 – Promemoria. La Camera non deve esprimersi sulla solidità delle accuse nei confronti di Nicola Cosentino, né tantomeno anticipare l’eventuale processo e giudicare la sua innocenza o colpevolezza: la legge stabilisce che all’aula spetti il giudizio sulla presenza o meno del cosiddetto fumus persecutionis, cioè un evidente e ingiusto intento persecutorio da parte dei pubblici ministeri che hanno richiesto – ingiustificatamente, a quel punto – la misura di custodia cautelare. Non se Cosentino vada indagato o processato, ma che vada arrestato.

13.09 – Cominciano le dichiarazioni di voto. Iannaccone annuncia il voto contrario dei Responsabili.

13.06 – Il 7 dicembre il Corriere della Sera aveva spiegato il coinvolgimento di Cosentino nell’inchiesta della procura di Napoli, da cui ha origine la richiesta di arresto.

Il nome di Nicola Cosentino ricompare in un’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Napoli sulla camorra casalese, e nei confronti del potente coordinatore del Pdl campano – e a lungo sottosegretario all’economia durante l’ultimo governo Berlusconi – il tribunale emette per la seconda volta un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, e toccherà ancora alla Camera decidere se autorizzarne o meno l’applicazione. [...] Cosentino è accusato di concorso in falso, violazione della normativa bancaria e reimpiego di capitali («chiederò di essere interrogato e chiarirò tutto», dice lui), e per gli stessi reati è indagato un altro parlamentare del Pdl: il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro, per il quale, però, non è stato emesso (né richiesto dalla Procura) alcun provvedimento cautelare. I nomi dei due esponenti del centrodestra compaiono nell’ambito di una indagine che ha portato all’emissione di 57 ordinanze di custodia cautelare (55 quelle eseguite l’altra notte dai carabinieri e dalla Dia), quasi tutte nei confronti di personaggi che il procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho ha definito «appartenenti alla borghesia mafiosa». Non capiclan o killer ma politici locali, come l’ex sindaco di Casal di Principe Cipriano Cristiano o il consigliere provinciale di Caserta Sebastiano Ferraro, oltre a un assessore e vari consiglieri di piccoli Comuni. E poi imprenditori, un avvocato, un ingegnere, un architetto, tecnici comunali, funzionari di banca. Cioè quel vasto mondo che la camorra di Francesco Schiavone e Francesco Bidognetti ha saputo far crescere intorno a sé per potersi espandere sempre di più in settori dove reinvestire in attività lecite gli enormi capitali di cui può disporre. Delle cosche casalesi Cosentino è definito dal giudice delle indagini preliminari Egle Pilla – che ha firmato le ordinanze su richiesta dei pubblici ministeri Antonello Ardituro, Francesco Curcio, Henry John Woodcock, Giovanni Conzo, Catello Maresca e Cesare Sirignano – «il referente nazionale». E in questa veste sarebbe intervenuto, quando era ancora sottosegretario, per sbloccare un’apertura di credito per 5 milioni e mezzo di euro chiesta alla Unicredit, presentando una falsa fidejussione, dall’imprenditore Nicola Di Caterino, cugino di due capi storici della camorra casalese come i fratelli Giuseppe e Massimo Russo. Il finanziamento serviva per la realizzazione – grazie a una licenza edilizia irregolare – di un centro commerciale alla periferia di Casale, e all’operazione i clan casalesi tenevano particolarmente perché aveva un duplice scopo: riciclare danaro sporco e consentire di distribuire subappalti e posti di lavoro che significano allargamento del consenso. Ma la pratica si era arenata, sia per la documentazione falsa, sia perché la società che faceva capo a Di Caterino non offriva alcuna garanzia. Ecco allora il ricorso al «referente nazionale», che all’incontro con i funzionari dell’Unicredit (il 7 febbraio del 2007) si fece anche accompagnare da Cesaro. Ci sono immagini raccolte dagli investigatori nelle quali i due parlamentari si vedono arrivare all’appuntamento a piedi e poi andarsene via in taxi. Dopo quell’incontro il finanziamento in favore di Di Caterino ebbe il via libera.

12.57 – Ora parla Paniz, ex relatore di maggioranza, e ricorda che una cosa è indagare Cosentino, una cosa è processarlo, altra cosa è arrestarlo.

12.54 – Marilena Samperi del Partito Democratico sta esponendo all’aula la relazione della giunta su Cosentino. La sua relazione era di minoranza, è diventata di maggioranza dopo il voto della giunta dell’altroieri.

12.47 – Comincia la discussione su Cosentino. Intanto la Corte Costituzionale ha bocciato i due referendum elettorali.

12.28 – Approfittiamone per fare qualche conto, allora, supponendo che i deputati siano tutti presenti. Il PdL voterà sicuramente no, e sono 212. I Responsabili sono 23 e dovrebbero votare contro. Partito Democratico, Italia dei Valori, Unione di Centro e Futuro e Libertà si sono espressi a favore della richiesta di arresto, e sono 287. I deputati che compongono il gruppo misto sono 45: tra questi ci sono quelli del Terzo Polo, come i 6 di Alleanza per l’Italia, e altri di componenti più piccole. Non è ancora chiaro come si esprimeranno, visto anche l’attivismo persuasivo di Berlusconi delle ultime ore. E poi c’è la Lega Nord, 59 deputati, al centro delle notizie delle ultime ore: Maroni e i suoi sono per autorizzare l’arresto, Bossi e i suoi sono contrari. Il tutto senza contare che se la Camera si esprimerà con voto segreto, come possibile, il tutto potrebbe facilmente rimescolarsi.

12.16 – Ora sono i deputati a prendere la parola per ricordare Tremaglia.

12.09 – Seduta iniziata, in questo momento Gianfranco Fini sta ricordando con gran solennità Mirko Tremaglia, deputato e tra l’altro suo storico compagno di partito, prima nel Movimento Sociale Italiano e in Alleanza Nazionale e poi nel Popolo delle Libertà e in Futuro e Libertà.

***

Oggi la Camera dei Deputati, a partire dalle 12, discuterà e poi voterà sulla richiesta di arresto presentata dalla procura di Napoli nei confronti di Nicola Cosentino, parlamentare del Popolo delle Libertà ed ex sottosegretario. Cosentino è indagato per concorso esterno in associazione camorristica. Una richiesta di arresto era già stata inoltrata nel novembre del 2009 e fu respinta prima dalla giunta per le autorizzazioni della Camera. La Camera aveva poi respinto anche una richiesta di utilizzare le intercettazioni telefoniche di Cosentino. Quella che sarà votata oggi è un’altra richiesta di arresto, inoltrata dopo che il suo nome era comparso in un’inchiesta sulla camorra della direzione distrettuale antimafia di Napoli. Il giudice delle indagini preliminari Egle Pilla aveva definito Cosentino “il referente nazionale” delle cosche di Casal di Principe.

Il 10 gennaio la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera aveva bocciato la relazione di Maurizio Paniz, del PdL, che chiedeva di negare la richiesta di arresto: era stato decisivo il voto dei deputati della Lega Nord, che al termine di una riunione della segreteria del partito aveva deciso di schierarsi a favore e non contro, come era accaduto molte altre volte in casi simili durante questa legislatura. La decisione era stata letta come una vittoria dell’ala della Lega vicina a Roberto Maroni, da tempo impegnata in una guerra sotterranea con l’area più vicina a Umberto Bossi: lo stesso era accaduto con la richiesta di arresto nei confronti di Alfonso Papa, approvata dalla Camera con i voti della Lega, convinta da Maroni. Se non fosse che poi ieri sera lo stesso Bossi ha fatto marcia indietro, dicendo ai giornalisti che «nelle carte non c’è nulla» e che quindi «lascerò libertà di coscienza».

Il voto di oggi, quindi, stabilirà due cose molto diverse e molto importanti: il prossimo futuro di Nicola Cosentino, e quello della Lega Nord. Non è chiaro che cosa faranno i deputati della Lega Nord, se si atterranno a quanto stabilito due giorni fa o ascolteranno quanto detto da Umberto Bossi. Secondo Repubblica, “Berlusconi ha spezzato le resistenze di Bossi, poi ha chiamato i leghisti uno a uno e, già nel pomeriggio, era convinto di averne recuperati una trentina su 59. Ma i maroniani sono tanti, forse quaranta. E se l’ex ministro terrà il punto, lo seguiranno”. Partito Democratico, Italia dei Valori e Terzo Polo hanno annunciato il loro voto favorevole alla richiesta di arresto, come avevano fatto in giunta. Il Popolo delle Libertà ha annunciato il suo voto contrario.

La Camera non deve esprimersi sulla solidità delle accuse nei confronti di Nicola Cosentino, né tantomeno anticipare l’eventuale processo e giudicare la sua innocenza o colpevolezza: la legge stabilisce che all’aula spetti il giudizio sulla presenza o meno del cosiddetto fumus persecutionis, cioè un evidente e ingiusto intento persecutorio da parte dei pubblici ministeri che hanno richiesto – ingiustificatamente, a quel punto – la misura di custodia cautelare.

foto: LaPresse

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  • albertoc

    Così, per amore di esattezza, i Radicali del PD voteranno no…

  • Wilson

    Tanto per sapere: quale legge prevede il “fumus persecutionis”?
    La costituzione pare dare un potere arbitrario alle camere di fornire o meno l’autorizzazione, per ogni atto (da parte di magistratura o forze dell’ordine, quindi dal governo) di limitazione della libertà personale (o della privacy) dei propri membri.
    Dagli atti della costituente si apprende che la norma serve ad evitare che gli altri due poteri (esecutivo e gidiziario) possano influenzare o ricattare il legislativo (quindi il parlamento) mediante arresti, detenzioni o perquinsizioni ai danni dei suoi membri.
    Quindi, più che la volontà persecutoria personale, la camera di appartenenza (volendo fare un uso onorevole di questo potere arbitrario e non farne un ingiustificato privilegio) dovrebbe valutare se la richiesta di arresto sia motivata dalla volontà di influenzare i lavori, impedendo al parlamentare in questione di partecipare ai lavori e intimidendo la sua parte politica.
    Almeno così l’ho capita io.

  • disco

    Fini 607 presenti 604 maggioranza 298 favorevoli 304 contrari la Camera respinge

  • http://nononoeno.wordpress.com/ akiro

    dopo aver letto “voto segreto” non ho avuto più molti dubbi sull’esito.

  • http://unosei.wordpress.com ortelius

    …assisto con letizia al suicidio della, cosiddetta, Leganord.

  • http://velimir.tumblr.com tchàcky

    @Wilson, hai centrato completamente il punto. Purtroppo è l’ennesima norma costituzionale nata nel contesto del ’46 che ha completamente (per fortuna) perso di significato—nonostante i fatti ungheresi siano lì lì per smentirmi. Sicuramente andrebbe rivista la sussistenza della norma in quanto tale, dato che, stravolgendo il suo significato originario, sta diventando al contrario lo strumento del legislativo per sottrarsi alle normali e legittime competenze del giudiziario…

  • monty4329

    bah…intanto lo avrebbero sbattuto in galera in attesa di giudizio, che gia’ di suo non e’ una gran bella cosa come istituto. In ogni caso, le prossime elezioni saranno ben prima che l’eventuale processo inizi, quindi andra’ in galera tra una anno invece che adesso, ad aspettare il processo stesso.
    E considerando che comunque ormai il parlamento non decide una beata fava, non e’ che il suo voto influenzera’ qualcosa, in ogni caso.

  • monty4329

    @tchàcky : eh no! non toccare la sacralita’ della costituzione, eterna e intoccabile nei secoli dei secoli, figlia della lotta partigiana antifascista e blah blah blah….

  • palmito

    Grazie a Wolter Veltroni per aver fatto accomodare i radicali in parlamento e sbattuto fuori i comunisti, i verdi ed i socialisti!

  • ro55ma

    Io non ho competenze giuridiche (oltretutto sugli atti riportati dai giornali) ma mi sarei aspettato – da parte di chi era favorevole all’arresto – almeno una spiegazione del perchè: “Nessuno (..) ha spiegato perché Cosentino andrebbe arrestato, (ovvero) se ci sono elementi concreti sulla base dei quali pensare che Cosentino possa inquinare le prove o fuggire”, che è l’altra condizione oltre al fumus persecutionis per dire di si.
    Ma forse non capisco nulla io.

  • http://nononoeno.wordpress.com/ akiro

    Poi è anche dei casalesi, anche loro meritano di essere rappresentati.

  • albertoc

    @Wilson: in effetti non c’è una legge. C’è solo l’art.68 della costituzione, così modificato dal 1993 per tutelare i parlamentari non più dall’inizio di un procedimento giudiziario (per il quale fino al ’93 era necessaria la “autorizzazione a procedere”), ma da una limitazione della propria libertà personale.
    Da qui si è innestata una prassi giurisprudenziale consolidatasi nel c.d. fumus persecutionis, che si basa principalmente su un parere della consulta del 2007 (vedi il punto 5.2):

    http://www.giurcost.org/decisioni/2007/0390s-07.html

    La mia opinione è che la norma e la prassi siano ineccepibili. Sul merito politico non mi straccerei le vesti. Preferisco un Cosentino a spasso in più finchè è parlamentare (e comunque nulla vieta di processarlo senza ricorrere alla custodia cautelare) dalla perdita di una garanzia da stato di diritto.

  • Wilson

    @Ro55ma @tchàcky: secondo me la norma andrebbe mantenuta com’è, anzi forse riportata all’originale costituzionale: nessun parlamentare può avere limitazioni (da parte di esecutivo o magistratura) alla propria privacy o libertà personale senza l’autorizzazione della camera di appartenenza (nessuna motivazione è formalmente richiesta).
    Il punto è che questa norma può essere usata saggiamente (quindi solo quando si ritenga che l’atto richiesto serva, come intenzione, a impedire il pieno esercizio delle proprie prerogative al parlamentare che ne è oggetto) oppure come semplice privilegio (molto pericoloso, visto che si tratta potenzialmente di impedire indagini e arresti di pericolosi criminali che siano riusciti ad “infiltrarsi”).
    Siccome si tratta di un giudizio sulle intenzioni la scelta non può che essere soggettiva, però, nonostante il voto debba giustamente poter essere segreto (per evitare ricatti e ritorsioni), sta a noi cittadini valutare quando queste scelte soggettive siano giustificate da ragioni nobili o meno e comportarci di conseguenza (anche votando contro la propria parte politica, se i suoi rappresentanti si dimostrano personalmente inaffidabili).

  • carlo221063

    Un parlamento di garantisti, tranne che per rom, immigrati, poveracci..etc, etc, etc…

  • Wilson

    @albertoc: la mia impressione è che la norma sia ineccepibile, mentre la prassi sia odiosa, in quanto sfrutta un istituto di garanzia collettiva per dare ad alcuni una garanzia individuale non prevista per gli altri cittadini.
    Quello che intendo dire, più o meno, è che tale garanzia sarebbe da “stato di diritto” se fosse valida per tutti, invece le garanzie per tutti sono largamente insufficienti (l’abnorme numero di detenuti non condannati lo dimostra senza dubbio), mentre un piccolo gruppo privilegiato gode, in aggiunta a quanto valido per tutti, di una garanzia in più (questa volta inefficiente in senso opposto).
    E la cosa più odiosa è che tale gruppo di privilegiati difende la propria intoccabilità sulla base dell’inefficienza del sistema di garanzie valide per gli altri cittadini che loro stessi avrebbero il compito di riformare.
    No, mi sbaglio, la cosa che più dispera è che molti benintenzionati accettino questo discorso e non dicano “il giudice naturale deve rifiutare l’arresto di Cosentino, perché non sussistono le motivazioni” oppure “la Camera deve rifiutare l’autorizzazione perché il giudice ha disposto l’arresto per impedire a Cosentino di esercitare il mandato”, bensì “la camera deve salvare Cosentino, perché il giudice naturale ha sbagliato nel valutare le ragioni di merito”.

  • stedepo

    Tra l’altro la citazione di Brecht fatta da Barani non è di Brecht: http://www.webnews.it/2008/05/23/prima-di-tutto-vennero-a-prendere-le-bufale/?ref=post

  • albertoc

    @Wilson: sono d’accordo con il fatto che il vero scandalo siano le migliaia di detenuti in custodia cautelare e in attesa di giudizio presenti nelle nostre carceri. E non si tratta di benaltrismo. Non è che siccome le carceri sono piene di potenziali innocenti bisogna mandarci anche Cosentino (mal comune mezzo gaudio? Chi ci guadagna?).
    E sono d’accordo con te che questo tipo di privilegi per i parlamentari eletti siano accettabili e giustificati. A patto che si valuti caso per caso, analizzando le carte.
    Però, ora mi chiedo:
    1.cosa farà ora questa maggioranza di garantisti per i comuni cittadini reclusi in custodia cautelare?
    2.possibile che il PD (sinistra, dico io, sinistra!) voti sempre in blocco per l’arresto, a prescindere?

  • http://riccardorusso.blogspot.com/ ric79

    Magari se cambiano la legge elettorale, la prossima volta potrò prendermela con gli elettori che lo votano direttamente…

  • odus

    Cosentino non sarà arrestato
    14.12 – La Camera ha negato la richiesta di arresto nei confronti di Nicola Cosentino. Presenti 607, maggioranza 304, favorevoli 298, contrari 309.

    Eh già.
    Papa è stato arrestato ed attualmente è in libertà, anche se imputato in un processo che dovrà essere celebrato, prima o dopo.
    Cosentino, omputato in un processo che si dovrà celebrare prima o dopo, in carcere non andrà.
    Ma cosa ha guadagnato – o perso – la GIUSTIZIA dall’arresto di Papa?
    E cosa avrebbe guadagnato la GIUSTIZIA – o ancora di più perso – dall’arresto di Cosentino?
    Intanto si è avuta dimostrazione di quale colore sia la reale maggioranza parlamentare alla Camera, l’unica istituzione, assieme al Senato, votata dai circa 40 milioni di elettori e cioé demo-cratica.
    Tutte le altre, a cominciare dal Colle e da Palazzo Chigi, se lo sognano.

  • dagda

    @Palmito
    Una delle poche cose buone fatte da Veltroni. Lo ringrazierei se pensassi che quella fosse proprio la sua intenzione.
    Piuttosto mi stupisce che non ci siano gia’ post tipo “Il voto Radicale decisivo per assicurare l’impunita’ dei camorristi”.

  • Wilson

    @albertoc: provo a rispondere quello che penso:
    0) Si, siccome un non parlamentare nella sua situazione ci andrebbe, bisogna che in carcere ci vada anche Cosentino: la legge deve essere uguale per tutti, anche quando non ci pare giusta (se non è giusta la si cambia, non la si aggira). Ci guadagna la legalità: la legge prevede che un cittadino vada in carcere se il giudice competente ritiene ce ne siano le condizioni (salvo il caso in cui tale carcerazione abbia ragioni politiche, in vari sensi)
    1) Nulla. In passato ha dato in appalto la costruzione di nuove carceri e ampliato i casi in cui si può essere incarcerati senza neppure il parere di un giudice (fragranza differita), reso più facile evitare una condanna definitiva tirando per le lunghe il proprio processo e altre cose famose (ha anche fatto un indulto che ha abbattuto la recidiva, ma pochi lo sanno). Il governo invece qualcosa sta facendo, almeno sul fronte della quotidianità carceraria, anche se ci sarebbe ben altro da fare ;)
    2) Mi pare l’unica condotta istituzionalmente onorevole: l’art68 è uno strumento necessario a impedire l’uso di provvedimenti giudiziari o di polizia per alterare il funzionamento di un organo costituzionale, la sua applicazione dovrebbe essere evitata il più possibile, riducendosi solo ai casi in cui si è fortemente convinti che il provvedimento abbia ragioni politiche e negli ultimi trent’anni mi viene in mente solo il caso di Papa in cui tale situazione si potesse almeno sospettare, visto il voto di fiducia molto incerto a cui non ha potuto partecipare (ma altre circostanze mi fanno pensare fosse un caso e non si dovesse attivare l’immunità).

  • stradedifrancia

    @Palmito: Uolter fece bene a presentarli. È gente col culo pulito e con un chiaro senso di interesse pubblico. Peccato poi tanta folle eccentricità: sembra quasi che gli dia fastidio essere eletti e che dalle istituzioni vogliano uscirci a tutti i costi. E poi son anche recidivi. Il loro messaggio sembra quasi essere: “Per favore la prossima volta non votarmi più”.

    Lo dico da loro simpazzante per quanto possono pensare di avere ragione non si rendono davvero conto che così facendo si alienano il consenso di quella stessa gente che fino ad ora è stata disposta ad eleggerli?

    Ma qualcuno gli ha spiegato cos’è uno spin doctor?

  • palmito

    Mi dispiace, ma sui radicali la sinistra si sbaglia e dalla notte dei tempi. I radicali sono di destra, liberali, ma di destra in quanto ultra-liberisti e borghesi fino al collo. Su alcune cause si sono trovati “dall’altra parte” e questo a causa delle arcinote anomalie italiane. Ma non sono dei progressisti sul piano politico. Le loro battaglie sono battaglie di costume, come dire, sociali e, per quanto giuste, sembrano sempre single-issues, mai inquadrate in un contesto dialettico di più ampio respiro. Vivono con molta sofferenza la loro presenza nel campo del centro-sinistra facendo sempre da quinta colonna della destra, in altre parole, Capezzone non ha fatto poi questo gran salto, in fine dei conti lo spirito di Forza Italia del ’94 era ampiamente condiviso da Pannella e da Bonino. E l’infatuazione della parte Uolteriana del PD verso questa ha comportato quell’orrendo errore della candidatura dei radicali nelle liste del PD. Così il PD perderà sempre, anche dove sembra possibile vincere facile (vedi Polverini vs Bonino, in tutta la buona fede ho fatto davvero fatica a scegliere tra le due signore). Ebbene sì, alla fine in nome di un garantismo che è ridicolo perchè applicato ad una piccola parte di cittadini e non a tutti, i Radicali vengono in soccorso dei Casalesi, saldando la santa alleanza tra gli interessi del nord rappresentati dalla lega e di quelli delle cosche rappresentati dal PDL. Complimenti Uolter, non ti è bastato essere inutile, volevi essere dannoso!