La conferenza stampa di ieri sui contenuti della manovra è destinata a diventare uno dei momenti più importanti della storia recente delle nostre istituzioni. Oltre ad aver presentato riforme e provvedimenti di una certa entità, l’incontro di ieri ha anche mostrato un sensibile cambiamento nel modo di fare comunicazione rispetto al governo del fu PresdelCons. Gli interventi dei ministri sono stati tutti estremamente concreti, con una particolare attenzione per il dettaglio e la precisione, perché i giornalisti presenti capissero bene senso e forma delle misure, come ha dimostrato Piero Giarda quando è arrivato il suo turno.
Quando ha preso la parola, il ministro per i Rapporti con il Parlamento e per l’Attuazione del programma ha sorpreso i giornalisti mettendosi a fare una specie di fact-checking di quanto avevano detto i suoi colleghi, correggendo i loro errori e ricordando le cose che avevano trascurato nella loro esposizione. Una pratica inusuale che ha contribuito a dare autenticità all’intera conferenza stampa, oltre che a dare un senso all’incarico di Giarda, in passato ricoperto da personaggi con comportamenti ben più astratti e fumosi. «Non avendo competenze specifiche nella materia, il mio compito è stato quello di correggere un po’ degli errori che a volte vengono fatti dai miei colleghi, ministri e amici», ha spiegato Giarda, aggiungendo poi di dover rettificare quanto aveva detto pochi minuti prima il viceministro dell’Economia Grilli, che aveva annunciato la possibile introduzione di un’IVA più alta nel 2013, mentre è previsto che possa avvenire nel 2012.
Giarda ha poi integrato l’intervento del ministro per lo Sviluppo e i Trasporti, Passera, completando alcune dimenticanze. Il ministro ha anche ricordato che nella manovra non sono contenuti provvedimenti particolari per l’IRPEF come era stato invece anticipato, erroneamente, da buona parte dei giornali nei giorni scorsi sulla base di indiscrezioni e degli immancabili retroscena. Infine ha citato anche i periodi di governo della cosiddetta Destra storica, quella del rigore e dell’autonomia locale fiscale, che si studia alle medie e alle superiori con il Risorgimento.
Dino Piero Giarda è nato a Milano il 9 dicembre del 1936 e si è laureato in Economia e Commercio all’Università Cattolica nel 1962. Successivamente si è trasferito negli Stati Uniti dove ha frequentato le università di Princeton e Harvard. Al suo ritorno in Italia ha iniziato la carriera accademica alla Cattolica diventando infine professore ordinario di Scienza delle finanze, incarico tenuto dal 1976 al 2001. Fa parte del Laboratorio di analisi monetaria (LAM) della stessa Università. Prima di diventare ministro, Giarda ha ricoperto diversi incarichi istituzionali principalmente presso il ministero dell’Economia e del Tesoro.




Più passano le ore e più diventa evidente che i nostri “zombi” – non solo anagrafici – della politica nostrana, faticheranno parecchio a riproporre le vecchie sceneggiate, quando sarà il loro turno elettorale. Magari servirà anche a tanti giornalistizerbino e a quellidèlottainsiemeanoi…
CISL e UIL stanno proclamando l’inevitabile sciopero generale per non essere risucchiati troppo in basso dai Vendola&Dipietro dèlottaedèprotesta e sperando di essere riportati al tavolo concertativo… Se ne vedranno delle belle :)
Per me resta l’evento politico (e televisivo) dell’anno, e sicuramente sarà un punto di confronto inevitabile per chiunque ci governi in futuro. Le opinioni sul merito della manovra potranno essere diverse, ma sul livello di serietà, professionalità, impegno e trasparenza, questo governo è inattaccabile.
Per dire la verità e per correttezza d’informnazione il prof. Piero Giarda è stato in passato, prima di diventare Ministro, anche Sottosegretario di Stato del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica dal 17 gennaio 1995 all’11 giugno 2001. Governo Dini per intenderci, altro caso di governo tecnico della storia repubblicana. Quello che governò ed ebbe la fiducia grazie a PDS + LegaNord + PPI.
@WIZ.LOZ
Non è sufficiente essere seri, trasparenti e professionali, io pretendo da chi mi governa un qualcosa in più.
Se poi il discorso si riduce al “siamo migliorati rispetto a prima”, ok siamo d’accordo ma mi sembra un po’ poco…
No..non è solo “siamo migliorati rispetto a prima”. E’ un abisso di forma e sostanza. Vedremo cosa farà il parlamento, ma già cosi è ancora più evidente il fallimento della politica
Ro55Ma
Io spero caldamente che tu abbia ragione, ma sono talmente lontani dalla realtà e talmente affondati nel loro ombelico che potrebbero non avere senso del ridicolo…