Il Post

Il processo a Berlusconi al Capranica

L'iniziativa organizzata dal direttore del Foglio per ridare ossigeno al PdL è sembrata piuttosto staccare la spina: e il PresdelCons non è arrivato

8 giugno 2011

«È difficile che un tacchino si precipiti nella pentola», ha detto Maurizio Belpietro per esprimere la sua diffidenza sulla disponibilità di Silvio Berlusconi a tenere delle primarie nel PdL. La riunione di giornalisti e direttori simpatizzanti di Silvio Berlusconi organizzata al teatro Capranica da Giuliano Ferrara e dal Foglio si è risolta nel primo vero processo interno del berlusconismo («Ferrara sta mettendo in scena un regicidio», ha detto Alessandro Sallusti»).

 

L’iniziativa – “Festa per il caro amico Silvio”, con sagoma di cartone del PresdelCons sul palco – era una nuova tappa della campagna del “colpo d’ala” e del rilancio del PdL lanciata da Ferrara dopo le recenti sconfitte elettorali, con al centro la promozione delle primarie nel partito di Berlusconi. Ferrara ha aperto il dibattito con una lunga introduzione molto critica sulla sconfitta del centrodestra alle elezioni e sulla sua perdita di energia, insistendo su maggiore democrazia e maggiore competizione per le leadership, chiedendo esplicitamente a Roberto Formigoni di superare il suo decennale tentennamento e “varcare il Rubicone”. Dopo Ferrara ha parlato Mario Sechi, direttore del Tempo, ancora più severo nei confronti del PdL e della sua ostilità alle qualità e alle competenze. Sechi ha poi insistito molto sulla capacità di mobilitazione messa in campo dal centrosinistra su internet e su come gli utenti della rete diverranno elettori motivati come lo sono diventati a suo tempo gli spettatori della tv.

Ferrara ha poi dato la parola a Marina Terragni, collaboratrice del Foglio presentata come “femminista e di sinistra”, che ha avuto parole pesantissime sulla fine di Berlusconi e sul ruolo delle donne che hanno deciso di abbandonarlo, ricevendo fischi e contestazioni dalla sala che hanno costretto Ferrara a intervenire in sua difesa, ma sottolineando lui stesso come l’intervento di Terragni lo avesse spiazzato e fosse “una provocazione”. Anche Maurizio Belpietro ha difeso Terragni (che peraltro non sembrava particolarmente turbata) e ha poi condiviso le critiche degli altri intervenuti, aggiungendo però il suo grande scetticismo sulle capacità del PdL di avviare delle primarie. Poi ha parlato brevemente Daniela Santanché dicendo di non credere che le primarie siano una soluzione e rinnovando la sua fiducia in Silvio Berlusconi.

Ritanna Armeni, altra giornalista di sinistra, e senz’altro antiberlusconiana, ha poi avuto la parola per escludere la possibilità che questo governo e questa maggioranza possano uscire dalla loro crisi: “credo che siamo alla fine di un’esperienza politica e culturale che è stata egemone in questo paese per quasi un ventennio”. Anche Armeni ha ricevuto delle contestazioni e dopo di lei hanno parlato Giancarlo Galan, rimpiangendo i vecchi entusiasmi, e Alessandro Sallusti, Piero Sansonetti, Giorgia Meloni, Alessandra Mussolini e Vittorio Feltri. Giuliano Ferrara aveva annunciato l’arrivo di Berlusconi per mezzogiorno, ma alla fine il PresdelCons non si è visto.

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  • johngradycole

    Solo io ho l’impressione che all’improvviso le menti di cdx si siano svegliate da un lungo sonno della ragione e, contemplati i mostri, stiano cercando di darsi un tono pluralista e autocritico per salvare faccia e terga? Banalità?
    Tutto questo esclusa la Santanchè, ci mancherebbe.

    E il cartonato non si può vedere.

  • http://blogs.bestmovie.it/gabrieleferrari/ Lele

    @Johngradycole: la mia impressione è lievemente diversa. Il sonno della ragione non li ha mai attanagliati, anzi sono sempre stati tutti perfettamente consapevoli del (dei) mostro [mostri (il plurale è perché spesso loro stessi appartengono alla categoria)].
    Diciamo che ora simulano il risveglio («Ehi, dove sono stato negli ultimi vent’anni? MI AVEVANO FORSE MESSO LE DROGHE NEL BICCHIERE?», arriveranno a dare la colpa a Paoloni, poraccio!) perché hanno visto la falla nel Titanic e cominciano a sentirsi l’acqua alle caviglie. Ma, con qualche eccezione legata a evidenti ritardi nei confronti della normalità (Belpietro, per dire), tutta questa gente ha sempre agito in pieno controllo della propria persona e avendo perfettamente presente chi fosse che difendevano.

  • johngradycole

    Non lo so. Molti trovo fossero davvero gioiosamente lì a remare a favore anche al di là dell’interesse personale, della “cattiveria”, dell’evidenza.
    Sempre fuori la Santanchè.

  • sdbardi

    Sonno della ragione? risvegli? A me questo evento sembra solo propaganda senza reali autocritiche, anzi con una buona dose di adulazione del capo.
    @Johngradycole: SEMPRE fuori la Santanche’…certo che pure la Meloni non scherza!;-)

  • johngradycole

    Si tratta di fare un distinguo tra la buona e la mala fede. Pun intended.

  • http://blogs.bestmovie.it/gabrieleferrari/ Lele

    Io credo che la maggior parte di questa gente, soprattutto quelli che gravitano (PUN INTENDED ECCOME) intorno a Ferrara, fosse lì in piena mala fede. Santanchè, Sallusti, Belpietro e consimili magari no (ma per limiti di cerebro, mica per altro), ma vuoi che un Feltri o lo stesso elefantino non fossero pienamente consapevoli del liquame politico di cui si stavano macchiando?

  • johngradycole

    Ma Feltri e Ferrara hanno sempre contribuito a crearne pure di proprio, di liquame. Se gli altri fossero in cosiddetta buona fede per limiti, cecità, speranza, la qualsiasi, ciò non toglie che solo ora comincino a subodorare la fine e fuggano a nuoto. Ma solo ora. Leggere che la Santanchè dice “Bisogna dare più potere a Berlusconi” è significativo su questo e molti altri livelli.

  • dino91

    Mah che tristezza! Dare sponda a Ferrara!

  • unespressoprego

    Patetico.

  • brad

    “Il Caro Amico Silvio” suona molto di Corea del Nord …

  • ro55ma

    Quindi: il Paese era ipnotizzato dalle TV di regime e devastato da corruzzione e immoralità dilaganti che il CDX, sotto il NanoTiranno, mantenevano e moltiplicavano.
    Poi si vota, l’inattesa liberazione arriva, non spazza via la melma nazionale ma costringe una parte dei bischeri a riflettere sulla sconfitta elettorale.
    No, non devono, non possono, i maramaldi in mala fede, devono dà morì o giù di lì, che l’italica democrazia sta meglio senza. E farebbe tristezza IlPost “che da sponda a Ferrara”. Ed è solo l’inizio.

  • http://ilmetapapero.wordpress.org ilmetapapero

    il tutto mi ricorda molto l’orchestrina del Titanic

  • stradedifrancia

    @Brad: non è che “suona” Corea del Nord è puro stile coreano! (Rivedersi “Meno male che Silvio c’è”)

  • lucado

    Lo sostengo da tempo: Ferrara è il bacio della morte. Lo è stato per Craxi, lo sarà per Berlusconi; il Nostro prova un sottile piacere nell’anticonformismo dell’andare a fondo col potente caduto dal trono; un’accabbadora di lusso. Il migliore segnale che la fine del puttaniere è vicina.

  • geronimo

    Mi ha fatto ridere Sansonetti. Sperava di ricevere anche lui contestazioni feroci, voleva forse essere riconosciuto come ‘di sinistra’ almeno da un pubblico di destra. Pero niente, neanche loro c’hanno creduto: hanno applaudito tutti quanti.

  • diegoghi

    Corea del Nord? Nessuno ha mai visto questo film? http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=9033 eppure è Friedkin, eh, mica l’ultimo scappato di casa.

  • makkox

    +1 @geronimo

  • marquinho

    Bè Friedkin non ha fatto solo film di successo che sono entrati nella memoria collettiva. Non conosco la pellicola ma leggendo la trama la differenza c’è: nella commedia il gioco al massacro non era previsto, qui era lo sbocco più probabile: da sempre chi perde le elezioni finisce col dare vita a psicodrammi.
    Già quindici anni fa Michele Serra diceva che in politica la vera alternanza non è quella al governo, ma quella all’opposizione, per una volta gli stracci che volano sono i loro.

  • wizardo

    a prima vista, tra le altre cose, ciò che accumuna gli intervenuti è più o meno l’essere finanziati dal signor berlusconi in un modo o nell’altro. hai voglia a riacquistare la verginità perduta. domanda (seria): il direttore sansonetti è finanziato anch’egli dal mecenate?

  • unespressoprego

    Mi sono visto su Repubblica.it il passaggio della giornalista fischiata. A parte il fatto stesso, mi ha colpito la composizione della platea: età media 185 anni, tanti gioelli e messa in piega. Un rotary club sotto anfetamine.

  • mariom

    Quello che Marina Terragni dice nel video non è niente di nuovo, sono analisi che va ripetendo da almeno un mese sul suo blog. Gli altri magari un po’ meno, ma Ferrara le avrebbe dovute conoscere bene, se non altro perché gli sarebbe stato utile.
    Invece lui ha parlato di “attacco a B”, e questo vuol dire o che la Terragni ha sparato altri missili, di quelli veri, che però non vediamo nel videoclip, oppure che Ferrara intende spiegare al mondo la sconfitta di B senza conoscere lo stato dell’arte in materia.

  • fausto57

    “Allora, mettiamo che un portiere decida di vendere la partita. Però in extremis l’istinto del portiere prevale, e lui para. (“Costringe il portiere alla parata”, diceva il cronista: e Lombard commentava: “Ma se non para che fa, il portiere?”). Si può deplorarlo soprattutto perché si è lasciato corrompere. O soprattutto perché non è stato ai patti e ha tradito i corruttori. Questo era il mio contributo alla discussione dei liberi servi.” di Adriano Sofri sul Folgio 8 giugno.
    E, sempre Adriano, premonitore, sempre sul Foglio due giorni prima: “E’ qui che si fa la festa a Silvio?”.
    Quando un’altro dice meglio e più brevemente di te quello che tu vorresti dire lo citi e basta.
    Fausto

  • odus

    Perché i servi – sciocchi, liberi, affezionati, fedeli, furbi – ma sempre servi, si affannano a dare consigli non richiesti a chi, come la maggior parte di loro riconosce, farà di testa sua come ha sempre fatto?
    I servi pagati direttamente o indirettamente, servono solo ad applaudire il padrone ed a servirlo, anche lavandogli i piedi.
    Quando sono fedeli, felici di poterlo fare.
    Come i buffoni di corte di tutti i tempi.

    P.S. Come mai mancava Emilio Fede?