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Mentana a Che tempo che fa

Altri tentativi di ricostruzione di quello che sta succedendo con Berlusconi (e di quello che è successo ad Annozero)

30 gennaio 2011

Sabato sera a Che tempo che fa è stato ospite Enrico Mentana, che ha iniziato la conversazione con Fazio ricostruendo quello che era successo nell’agitata puntata di Annozero di giovedì, a cui Mentana aveva partecipato (venerdì il Tg della 7 aveva raccontato un altro dettaglio della vigilia).

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13 Commenti

  1. Signor D

    Lucido ed intelligente, peccato che Mentana abbia voluto rovinare tutto con una metafora che lasciava trasparire qualunquismo e scarso civismo come qualcosa di accettabile.

    D

  2. Emiliano Mena

    Non male come ragionamento, abbastanza elegante ed analitico (qualità rare ultimamente).

    Non è stato però molto preciso – a mio avviso – nella parte in cui parla delle elezioni anticipate: dice (minuti 6-8 del primo spezzone) che se gli italiani lo rivotano, allora questa è la democrazia. D’accordo se lo votano perdonandogli la sua (scarsa finora, qualtativamente ma soprattutto quantitativamente) azione politica, e i suoi comportamenti, ma non vorrei aver capito che anche Mentana stia sostenendo la tesi per la quale un voto popolare cancella i le eventuali colpe penali.

    Qualcuno può chiarirmi le idee?

  3. sbobba caustica

    se devo dire la verità a me l’intervista è sembrata un po’ cerchiobottista.
    non mi ritengo nè un odiatore, nè una persona con le fette di salame sugli occhi che può essere menata per il naso dal primo travaglio o dal primo santoro che passa.
    però, francamente, i messaggi che il berlusconismo sta da anni cercando di far passare, e cioè che il voto popolare elevi un cittadino al di sopra della legge, sia l’assoluzione di qualsiasi peccato, sembra una cosa enorme.
    così come mi sembra una cosa altrettanto enorme che per gli interessi di un singolo, due dei poteri dello stato siano in attrito da anni, e ora siano in rotta di collisione.
    e non stiamo parlando dell’ultimo dei cittadini, di un caso di giustizia particolarmente complicato e di conflitti di competenza e attribuzione, stiamo parlando del capo del governo italiano che non vuole neppure andare a presentarsi davanti ai giudici, e cambia le leggi italiane a suo piacimento proprio a questo scopo.
    ma solo a me questa situazione sembra assolutamente mostruosa?
    ma è veramente degna di argomentazioni del tipo di “si, ma”, di “è anche colpa delle opposizioni se”?
    ma ci vuole tanto perchè qualcheduno dica le cose come stanno?
    “è un giuornalismo che io non farei…” dice mentana, quando si riferisce alla campagna evidentemente ricattatoria e intimidatoria nei confronti di boffo, fini, marcegaglia, santoro, boccassini, addirittura anche lerner.
    cioè, mentana non prende posizione neanche su prime pagine strillate che pubblicano il numero di telefono privato di santoro; e neppure sul fatto che in concomitanza con un’indagine dei cosiddetti segugi pubblichino documenti di un procedimento disciplinare riguardante la boccassini, che ha la colpa di aver baciato un giornalista per la strada trent’anni fa.
    ma cosa ci vuole per chiamare questo stato di cose col suo nome? e soprattutto, sono un nemico da crocifiggere se auspico che il capo del governo si faccia giudicare come tutti, o che sia semplicemnete una persona normale e onesta che fa il suo lavoro? oppure sono uno del partito dell’odio, un anti-italiano?

  4. Mounier

    Mi sembra Mentana sia stato abbastanza chiaro nel manifestare dubbi sulla reale rilevanza penale degli eventi, di conseguenza argomenta a partire da tale posizione. Mi sembra dunque un po’ forzato attribuirgli la posizione di chi possa ritenere che il voto popolare cancelli le colpe penali.
    Mi sembra più realistico contestargli però una visione per cui la democrazia sarebbe soltanto il computo matematico dei voti. Si dovrebbe poter almeno pensare che anche autorevolezza politica, eguale accesso alla comunicazione mediatica, rispetto delle istituzioni e altri dettagli di questo tipo fanno parte del gioco della legittimazione…

  5. pablo72

    Mah .. ho trovato l’intervista semplicemente orribile, fa finta di essere indignato, ma alla fine il messaggio che veicola è di completa riabilitazione.

  6. giemmeci

    più lo analizzo più trovo l’intervista detestabile. per i seguenti motivi:

    1 nonostante la chiave di lettura psicologica sul come si è arrivati qui sia interessante quello che ne viene fuori è che è colpa di chi è vicino a B che non lo ha fermato. ma fatemi capire, c’era bisogno di un sostegno esterno per capirlo?

    2 fazio ride poco, lui molto. prende le cose con leggerezza e non c’è troppo da scherzare e fare battute

    3 il voto dimostra che non c’è una giustizia condivisa è una frase che dovrebbe allarmare, lui ne attesta il dato di fatto e si ferma lì

    4 il distinguo del dietro le quinte non lo ritengo giornalistico: la realtà è che crollerebbe il PDL senza B e pochi di questi “professionisti” della politica troverebbero alternative, quindi meglio affondare assieme (se si affonda)

    5 dice che la sua aspirazione non è fare questo giornalismo però dice che non si può elevare perchè gli italiani vogliono sapere queste cose…bello da dire e da pensare

    6 con la metafora sdogana un modo di fare che andrebbe deprecato, non ostentato

    “si può anche cambiare ristorante” dice fazio, e lì si apprezza lo spessore civile, da trasmettere, da replicare.
    guai al paese che ha bisogno d’eroi diceva brecht

  7. olga1973

    Di cosa stiamo parlando? Uno che telefona alla questura mentendo sulle generalita’ della ragazza (nipote di Moubarak) varebbe in qualsiasi altra dmocrazia le dimissioni. Le frequentazioni e i possibili ricatti a cui sembra sia sottoposto lo rendono ormai inadeguato al ruolo che ricoppre. Ridicolo che lo si giustifichi. Berlusconi ha scelto di essere uomo pubblico e di rappresentare al piu’ alto livello la Nazione il suoi comportamenti privati sono pertanto giuduicabili in ambito pubblico.

  8. silverfish

    “Un po’ cerchiobottista?” Io ho trovato l’intervista di Mentana a dir poco vergognosa nella sua finta equidistanza, ma per nulla sorprendente. Del resto l’ho trovato vergognoso anche giovedì sera da Santoro. Nonostante il tema della puntata, e dopo tutto quello che la destra ha combinato negli ultimi 17 anni, lui e quell’altro “galantuomo” di Paolo Mieli non hanno trovato di meglio da fare che dare addosso a Rosi Bindi per una buona mezz’ora, per la felicità di Belpietro.

  9. pifo

    Mentana nasce e rimane un “animale” prettamente televisivo, ancorato nella sua attivita’ mediatica, a quella prioritaria promozione di se stessi e della propria immagine, che vincola tutti i personaggi esclusivamente televisivi.
    La fedelta’ ad una certa iconografia propria, che e’ la chiave di successo dei suoi programmi, rimane per Mentana prioritaria rispetto ai contentuti delle sue apparizioni. Non e’ “cerchio-bottismo” e’ semplice e sapiente “protagonismo televisivo”: una buona macchinetta per gli ascolti.
    Mentana sta alla TV di informazione come un Pippo Baudo a quella di intrattenimento.
    E’ il considerarlo giornalista che e’ sbagliato in termini. Mentana e’ solo un anchorman.

  10. cafonauta

    E la storia delle foto?
    Queste voci dietro le quinte…

  11. giemmeci

    @pifo

    mi trovi completamente d’accordo

  12. brandavide

    @pifo
    in effetti è molto più difficile mettersi la divisa e fare i… Santoro? Feltri? Gruber? Paragone? Lerner?

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