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Il monologo di Mentana contro Berlusconi

«Ci vorrebbe un senso della misura»

25 gennaio 2011

Nel breve monologo di Enrico Mentana durante il telegiornale della 7 di martedì sera, indirizzato a Silvio Berlusconi, c’erano molte cose: c’era un direttore che rimprovera pubblicamente il Presidente del Consiglio, c’era una difesa aziendale tra protagonisti della 7 dall’attacco del proprietario di una rete formalmente concorrente, c’era la spettacolare sanzione di un rapporto tra i due che è radicalmente cambiato rispetto a quello che era stato per molti anni, c’era l’uso del termine “tonitruante”, c’era la fine dei tentativi di imparzialità di molti giornalisti non faziosi di fronte alla dimensione di questo scandalo.

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18 Commenti

  1. Berlusconi si comporta come fosse il padrone della TV italiana e vuole dettare legge perfino in casa d’altri (riuscendoci pure).
    Su una cosa Mentana ha ragione: non si può intervenire rovesciando insulti in questo modo in programmi sgraditi messi in onda dalla concorrenza (che poi tanto concorrenza non è).

  2. Grande Enrico, ancora una volta si dimostra che non serve urlare, insultare e diffamare per affermare con forza una idea e una posizione.

    Bravo

  3. Net Flier

    “in buona sostanza ci ha rotto le palle, re silvio berlumedia”

    citazione necessaria – only for fanatics :D

  4. francesco1980

    Si arrabbia come un matto se ce non ha quel che vuol lui. Si succhia il dito e dice che ce l’han tutti con lui…

  5. mariom

    Non vedo come Mentana con questo monologo possa avere perso imparzialità.
    Imparziale non vuol dire far finta di niente. E stigmatizzare un politico che sbrocca (perché questo era, non propaganda politica) non significa arruolarsi di fatto nelle schiere nemiche.

  6. Mi pare che non si sia affatto schierato….si è semplicemente esposto in difesa di una trasmissione della sua rete, di un collega (forse amico). I toni pacati e diretti, senza troppi giri di parole sono esempio di come si possa esprimere un opinione senza dover essere partigiani. Comincio a non sentire più la mancanza di Piroso, il telegiornale è cambiato rispetto alla vecchia linea editoriale, ma continua ad essere il mio preferito.

  7. admin

    L’articolo non dice che Mentana abbia “perso imparzialità”, ma che il suo intervento sia sintomo della fine dei “tentativi di imparzialità” di molti giornalisti: il suo è stato senz’altro un intervento “di parte” in difesa del suo lavoro, della sua azienda e di un suo collega. Non trovateci critiche che non c’erano.

  8. Luigi Muzii

    Le stesse cose, Mentana, a Mediaset non le avrebbe dette, mai.
    Siamo ridotti a questo punto: acclamare un don Abbondio qualsiasi, manco si rivoltasse contro i bravi solo perché dice cose che altrove sono ritenute di banale normalità.
    Silvio Berlusconi è malato, e non solo, gravemente, di satiriasi senile. Soffre di un pericoloso disturbo della personalità che lo induce a “sacralizzare” la sua persona e, di conseguenza, a rifiutare, in quanto inopportuno, inappropriato, indegno qualunque confronto che metterebbe in dubbio questa “sacralità”. Rifiuta perciò l’idea stessa dell’applicazione di una qualsivoglia regola e di un ancorché minimo controllo e pretende il riconoscimento del diritto assoluto all’infallibilità e all’impunità.
    Sapete come indichiamo, noi laymen, le persone così?

  9. ro55ma

    Che Berlusconi si potesse risparmiare lo show è pacifico anche se penso che l’unico effetto che ha sortito è di tipo autolesionistico. Sono d’accordo con voi che Mentana abbia fatto un intervento da professionista dell’informazione, serio, e senza cadere nella solfa vittimistica contro il golem.
    Rimane il problema della “deriva psico-attitudinale” del Premier (vedi diagnosi a distanza del Dott. Muzii) o della sua speculare interpretazione che teorizza la persecuzione complottistica per fargli saltare i nervi.
    In questo quadro, anche il buon Mentana, faticherà sempre di più a gestire riflessioni televisive non di parte e “a dare una mano alle gente perchè si faccia un’idea della realtà”.

  10. massimobi

    @ LM papi, scommetto.

  11. brandavide

    Muzii per lei “banale normalità” sarebbe anche un’intervista in una rete nazionale in prima serata ad una prostituta che sostenendo di aver scopato col Presidente salta di palo in frasca fra tette mulatte e bigiotteria da 4 soldi, non fa molto testo… e per fortuna che questi sono immagini che possono essere elaborate solo da menti deviate come la mia, tzè.

  12. west

    Sono d’accordo con Mentana. Insomma un premier deve, seppur toccato sul vivo, adottare sempre un linguaggio “decoroso”. Per quanto riguarda il tono, non ho nulla da obiettare. Mi sta bene anzi non mi piacerebbe il contrario. In queste occasioni, in attacchi frontali, il politically correct sarebbe stucchevole e quanto mai ipocrita. Ma quando si parla di Berlusconi , deve essere presente. Non può delegare la sua difesa ad altri come fa spesso ultimamente e fare una chiamata quando vuole. O si presenta alle trasmissioni, incassa e contrattacca in tempo reale o abbia la compiacenza di tacere. Io spero che ricominici a scegliere la prima via , così da poter rivedere trasmissioni accese, vive e con i diretti interessati presenti per potersi difendere…

    http://www.loccidentale.it/articolo/vanno+bene+le+telefonate+ma+berlusconi+deve+tornare+a+rispondere+di+persona.00101610

  13. Stiamo giocando tutti quanti alla democrazia e al dibattito pacato dopo avere dato le chiavi della Repubblica a chi ha i disturbi della personalità già indicati. Speriamo che vada tutto bene.

  14. hytok

    Mentana dovrebbe pure scagliarsi contro il suo editore che ha censurato un ospite de L’Infedele, però.

  15. franco1

    Scusate ma qualcuno mi spiega cosa si intende con “non essere di parte?”
    Nel breve periodo in cui è stato visibile il BBC world service sul digitale terrestre, ho visto alcuni giornalisti rivolgere domande, che qui avrebbero scatenato l’ira funesta dell’intervistato di turno, senza che l’ospite si scomponesse più di tanto ottenendo risposte adeguate a cui magari seguiva una domanda ancor più pungente … e così via.

  16. johngradycole

    Franco, non conviene neanche provare a confrontare il giornalismo televisivo nostrano a quello estero; è umiliante.

  17. franco1

    Se non ci si confronta con i migliori che cappero ci si confronta a fare?

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