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— Politica

La fine del governo più solido della storia repubblicana

La scelta di Fini di ieri è un bello schiaffo per la capacità della politica italiana di governare l'Italia

8 novembre 2010

Il gioco del cerino acceso, come lo ha definito ieri Bersani, sta diventando stucchevole. La tensione tra Fini e Berlusconi dura ormai da quasi un anno, e da diversi mesi la rottura è stata sancita: dopo lo stillicidio delle prese di distanza dal PdL, i finiani sono passati allo stillicidio delle prese di distanza dal governo. Si poteva arrivarci prima e risparmiarsi questa agonia non ancora esaurita.

Ma qualunque cosa avvenga ora, il governo Berlusconi IV è finito. E se la notizia è stata avvizzita dal fatto che se ne parla quotidianamente da mesi, su una prospettiva storica e politica più ampia torna invece a esserlo: è finito quello che fu annunciato (e tutti riconoscemmo) come il governo più solido che si fosse mai formato in Italia, quello con la maggioranza più inattaccabile, destinato a durare cinque anni mentre il paese avrebbe assistito ai suoi successi o insuccessi e le opposizioni avrebbero potuto solo prepararsi per la scadenza elettorale successiva.

Invece quel governo, nato l’8 maggio 2008, muore a due anni e mezzo: e rischia di non sopravvivere neanche quella maggioranza, vedremo. Muore non solo la sua spergiura nutrita rappresentanza di ministri (aumentata a ogni pié sospinto dopo le promesse elettorali), ma anche il diabolico progetto che lo aveva costruito – la creazione del PdL e la legge elettorale ad centrodestram – e l’idea che la sua procurata stravittoria elettorale lo radicasse su fondamenta solidissime e che la longevità tormentata delle precedenti gestioni Berlusconi potesse essere canonizzata e stabilizzata.

Muore l’idea che il sistema politico italiano sappia governare l’Italia stabilmente. In questo ventennio non ci è riuscito il centrosinistra, vittorioso solo con maggioranze fragili e litigiose, e il centrodestra lo ha fatto solo grazie all’accidente berlusconiano – irripetibile variabile nella prospettiva della storia – che mostra oggi tutta la sua precarietà. C’era una maggioranza con due grandi forze – quella del suo leader e quella dei suoi numeri in parlamento – e l’unica che si è dimostrata importante , ma non bastante, è stata la prima. Pensare che la quantità di parlamentari potesse rimpiazzare la loro qualità è stata una scelleratezza di cui pagheremo le conseguenze a lungo e che adesso riscuote una fin troppo piccola punizione.

E così, a breve distanza, sono ridimensionate le due imprese più rivoluzionarie del panorama politico italiano dell’ultimo mezzo secolo: il PD come fu pensato e il PdL come fu costruito. Il primo è tornato a essere – dal fallimento veltroniano – la somma al momento perdente di due partiti che c’erano, il secondo la somma oggi sconfitta di un partito e mezzo. Per quanto ci si rallegri della prospettiva di prossimo esaurimento del governo Berlusconi e dei suoi disastri, non butta bene.

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  • frac

    Qualcuno trova un’analogia tra Berlusconi e “il Mulo” della Trilogia Galattica di Isaac Asimov?

  • piti

    Il post vuole evitare di entrare nel merito di cosa siano il berlusconismo e la sua maggioranza. Magari l’analisi fatta in questo modo, diciamo anodino, può essere corretta. A me non sembra, la trovo incompleta. Il berlusconismo cade, nonostante i suoi numeri forti in Parlamento, per due ragioni. La prima, la sua natura oscena, eversiva e rovinosa per l’Italia; e lo è in misura oltre il tollerabile. La seconda, che ci si dimentica spesso, è che la forte maggioranza parlamentare non rispecchia del Paese reale, a causa dello sciagurato maggioritario. E forse, alla lunga, questa divaricazione antidemocratica, la sottorappresentazione della maggioranza vera, ha pesato.
    Secondo me.

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  • ro55ma

    La chiusura “..non butta bene” (comunque), potrebbe aiutare ad avere un’idea dell’imbuto nel quale stiamo spingendo, eccitati, per entrare. Potrebbe, ma l’imbuto è stretto e schiaccerà un sacco di aspettative e di speranze; difficile immaginare che si passi con le valigie e, probabilmente, neanche con un bagaglio a mano dello “strettamente indispensabile di ognuno”.
    E non sarà neanche la fragilità del nostro sistema ad aiutare, perchè sarà colpa del “turbocapitalismoimperialista” se schizzerà in alto il differenziale con il bound Tedesco e tutti vorremo solo riuscire a ritagliarci un ultima fettina di “diritti” chè solo quelli degli altri sono privilegi, ovviamente.
    Io non so se sarà fattibile il superamento (nelle prossime settimane, non mesi) della cosiddetta “disgrazia maggioritaria” chè dopo, in Parlamento, dai Grillini a Storace, ci sarà democraticamente posto per tutti. Però una cosa credo sia probabile che succeda: eliminata l’incarnazione del male assoluto (e dissoluto) il risveglio sarà un pò brusco per un sacco di gente. L’imbuto è stretto…

  • piti

    I mali ci sono a prescindere da Berlusconi. Lui è un male in più. Via lui, restano gli altri, ma intanto via uno. Certo, i danni che ha fatto, le macerie che ci lascia, ce le terremo, grazie ai nostri concittadini che hanno sbagliato, ri-sbagliato e sbagliato ancora. E ancora fanno quelli che hanno sempre capito tutto.

  • totoro

    @piti: grazie, almeno un po’ di lucidità in uno dei commenti, dato che l’articolo non ne offre.

  • http://mirkop82.tumblr.com mirkop82

    @piti: non capisco come si possa parlare di sottorappresentazione della maggioranza vera. Mi sembra che sovverta i numeri reali.

    Al massimo ci puo’ essere una sovrarappresentazione della vera maggioranza, con tutti gli annessi e connessi (buoni e cattivi nel caso generale, tutti cattivi nel caso specifico).

  • http://coglionistan.blogspot.com/ Filippo Santore

    “Muore l’idea che il sistema politico italiano sappia governare l’Italia stabilmente.”

    Giusto, ma con una puntualizzazione: il sistema politico italiano ha ancora la medicina per curare queste disfunzioni: elezioni anticipate col sistema maggioritario.

    “Ma qualunque cosa avvenga ora, il governo Berlusconi IV è finito.”

    Non necessariamente. A questo punto Berlusconi dovrebbe annunciare agli Italiani che si recherà da Napolitano (avrebbe dovuto farlo già da tempo) per dirgli che, non essendovi più una maggioranza coesa, occorrono elezioni anticipate. Napolitano, se ha a cuore il futuro del paese dovrebbe iniziare la procedura prevista dall’art. 88 della Costituzione (“Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.”), riflettere e sciogliere le camere, senza pretendere l’apertura di una crisi e tutto il resto. Come in un paese normale.

    Se si verificasse questo scenario, avremmo le elezioni entro 45 giorni, che si terrebbero con un governo e un parlamento nella pienezza dei loro poteri.

    E se le vincesse Berlusconi non occorrerebbe nemmeno la formazione di un nuovo governo e il voto di fiducia. Se invece non le vincesse, si dimetterebbe, e Napolitano affiderebbe l’incarico a chi le ha vinte. Come in un paese normale.

    Invece il pericolo è che tutto ciò non accada, che vi sia un ribaltone, che la nuova maggioranza torni al proporzionale, e che venga perennizzata l’instabilità che quest’articolo stigmatizza, e di cui il discorso di Fini di ieri è solo un assaggio.

  • http://nuovaitalia.posterous.com/ mico

    Puntata avvincente dell’isola dei finiani

  • ro55ma

    @piti: “quelli che hanno sempre capito tutto” sono quelli che hanno sbagliato e ri-sbagliato e che tu, ovviamente, osservavi con disprezzo perchè l’odiato maggioritario li aveva sovrarappresentato (loro e non altri, accidenti..:-) Ribadisco, dopo l’ubriacatura da cacciata dell’usurpatore osceno iniziano, non, finiscono i veri problemi. E se pensare che le macerie siano lasciate dall’osceno B chè il resto, il Paese, l’economia, ecc. sono invece sane, ri-solleva lo spirito, occhio al soffitto, è tremendamente basso (anche) quello.

  • piti

    ro55ma, argomenti al modo dei berlusconiani e non me ne meraviglio. Robesci le parole che uno dice, e lascia scritte, pochi commenti sopra. Come se non fossero un monumento al niente che si può dire in difesa di Berlusconi, se si è appena onesti.

    Ho scritto “I mali ci sono a prescindere da Berlusconi.”

    E tu mi spieghi che cacciato Berlusconi non finiscono i veri problemi.

    L’avevo detto io, anche se tu vuoi far credere il contrario. Dico solo che, via Berlusconi, di problemi ce n’è uno in meno, anche se lascia un’eredità atroce. I berlusconiani.

  • http://ilmiomanifesto.blogspot.com broono

    Tra le macerie che il periodo berlusconi lascerà a questo paese, credo sarebbe onesto elencare anche quelle che non sono direttamente riconducibili alla sua area d’appartenenza ma non di meno sono da lui generate e quindi dalla sua esistenza tenute a bada: il grillismo e le sue recenti(ssime) derivazioni più o meno qualunquiste.
    Perché “dopo” non avremo a che fare solo con le macerie del male, ma anche con un numero tutt’altro che ignorabile di autoproclamatisi Cura.
    Ché i problemi che saranno ridotti di un’unità, e qui sposo l’idea di Piti, saranno quelli dell’elenco nella colonna Berlusconi, ma sul foglio c’è anche la seconda colonna, e in quella c’è il rischio che l’elenco aumenti di unità ben maggiori dell’uno che guadagnamo nella prima.
    Non darei per scontato che un futuro che sostituisce Kiss me Licia con Holly e Benji sia necessariamente quel passo avanti che la sola uscita di scena di Berlusconi ci aveva fatto immaginare qualche anno fa, insomma.

  • ro55ma

    @piti, lascia perdere le argomentazioni berlusconiane, che cogli a sproposito, credimi-) la questio è proprio quell’altra: “i berlusconiani” come continuazione del delirio ovvero il popolinochesbaglia e ri-sbaglia e che “ci rimane come eredità atroce..” E’ questa parte del tuo ragionamento che trovo “contestabile”: di quel popolino c’è pieno il Paese, (quasi) nessuno è “geneticamente modificato” e attaccheranno il loro carro dove andrà il nuovo bue, sperando in nuove promesse che, a me preoccupa, qualcuno possa continuare a fare. Può darsi siano solo i grillini che giustamente preoccupano @broono ma non sono convinto che esauriscano le possibilità.

  • billthebutcher

    ro55ma, non stai dicendo la stessa cosa di piti?

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  • 1uigi

    Bell’articolo. Voglio aggiungere: ma avete colto bene quello che dice? Se questo era il governo con la piu’ alta maggioranza della storia, e Berlusoni non e’ riuscito nemmeno a fare le leggi ad personam che gli interessavano (siamo tutti d’accordo che gli interessavano, vero?) come il lodo per se’ (bocciato due volte dalla corte costituzionale per due mottivi opposti) e la legge sulle intercettazioni (per veti incrociati e intromissioni del presidente della Repubblica) non viene anche a voi il sospetto che NESSUNA maggioranza in Italia potra’ mai fare NIENTE di strutturale o radicale MAI in nessun caso ma dovra’ sempre e solo accontentarsi di vivacchiare e vivere alla giornata fino alla prossima crisi?
    E questo perche’? Perche’ c’e’ troppa gente con diritto di veto e da mettere d’accordo per fare alcunche’.
    Vi va bene? Questo, vi chiedo.

  • franco1

    Questa domanda è rivolta (senza intenti polemici) a quei lettori che mi pare siano intellettualmente vicini a questo governo, astenersi tutti gli altri!
    Esaminando oggettivamente i dati di fatto di quanto i vari governi Berlusconi hanno realizzato, mi pare che il bilancio sia, oggettivamente, molto vicino al fallimentare.
    Quale spiegazione oggettiva riuscite a darmi per continuare a sostenerlo?
    Ripeto, non per una questione ideologica, perchè ciascuno può legittimamente pensarla come vuole e non voler cambiare opinione ma davanti a ripetute dimostrazioni di “inefficienza” nonnriesco a spiegarmi un tale atteggiamento.
    Grazie in anticipo

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