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— Politica

Oplà, il simbolo di Futuro e Libertà

Luminoso e splendente, un po' "supermercato", già criticata la vistosa presenza del nome di Fini

2 novembre 2010

Oggi nella sede romana della fondazione FareFuturo è stato presentato il simbolo di Futuro e Libertà, il partito nato dalla scissione dei finiani dal Popolo della Libertà. All’interno del simbolo campeggia il nome del leader Gianfranco Fini, con una scritta bianca su sfondo azzurro. Nella parte inferiore, colorata di verde, compare invece il nome del partito. Infine, l’immancabile tricolore fa capolino nella parte inferiore destra.

«Questo simbolo è anche nei suoi colori la speranza dell’Italia» hanno spiegato i finiani durante la presentazione. Il nuovo segno di riconoscimento di Futuro e Libertà sarà utilizzato a partire dalla convention di Perugia prevista per il 6 e 7 novembre che sancirà la nascita del nuovo partito. Sul sito di Generazione Italia impazzano già lodi e critiche, soprattutto alla vistosa presenza del nome di Fini.

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31 Commenti

  1. oneiros

    Beh, che sono questi belati?
    Il simbolo è bruttarello, ma criticare il partito per il simbolo è voler trovare una scusa per farlo, null’altro.

  2. lazarus

    Il simbolo c’è ed è orribile, ora cercheranno di capire cosa fare da grandi.

  3. Questo simbolo se fini si candidasse a paperopoli sarebbe perfetto!

  4. massimiliano marsico

    Ma non e’ un simbolo… nel senso che non c’e’ nulla di visivo, nulla di iconico. E’ un nome con una scritta sotto e un po’ di colori acidi in giro. Questo per me non e’ un simbolo, un simbolo e’ una falce e martello, uno scudo crociato, un garofano, una rosa nel pugno, un elefante, un asinello, una rosa, una quercia, un olivo, un girasole. Qui c’e’ molto poco di grafico, al massimo di tipografico.

    @ Sinigagl: piano con le parole, che il grafico della prova del cuoco e’ mia cugina… ;-)

  5. massimiliano, è che non cogli il paesaggio collinare :P

  6. rebs

    concordo sullo stile supermercato: glossy, sfumato e ombreggiato, gli ideatori non si sono fatti mancar nulla e no, non mi piace nemmeno la scelta di dare tanto risalto al nome del leader, legando una volta ancora indissolubilmente il neonato partito a una persona fisica

  7. massimiliano marsico

    Ti riferisci a quella specie di sfondo di windows xp? wow.. questo cambia tutto, hai ragione…

  8. Lewis H. Tonna

    Finora il premio per il peggior simbolo lo vinceva a mani basse “Sinistra ecologia e libertà”, ma ora abbiamo un rimontone!

  9. claudiobs

    FONDARE UN PARTITO A COSTO ZERO (articolo di http://www.padgreen.wordpress.com)

    C’era una volta un disegno di legge redatto da Acerbo e approvato dal Consiglio dei Ministri.

    Il disegno di Legge venne presentato alla Camera e sottoposto all’esame di una Commissione nominata dal Presidente della Camera dei Deputati.

    La commissione nominata era composta da:

    1) Giolitti (Presidente) e V. Emanuele Orlando per il Gruppo della Democrazia
    2) Salandra per i Liberali di Destra
    3) Bonomi per il Gruppo Riformista
    4) Grassi per i DemoLiberali
    5) Fera e Casertano per i DemoSociali
    6) Falcioni per la Democrazia italiana (Nittiani e Amendoliani)
    7) Lanza di Scalea per gli Agrari
    8) De Gasperi e Micheli per il PPI – Part. Pop. Ital. (la futura Democrazia Cristiana)
    9) Chiesa per i Repubblicani
    10) Lazzari per i Socialisti
    11) Turati per i Socialisti Unitari
    12) Graziadei per i Comunisti
    13) Paolucci e Terzaghi per i Fascisti
    14) Orano per il Gruppo Misto.

    La legge Acerbo prevedeva l’adozione del sistema maggioritario plurinominale all’interno di un collegio unico nazionale.

    Ogni Lista poteva presentare un numero di Candidati pari ai due terzi dei seggi in palio cioè 356 su 535, e la lista che avesse ottenuto la maggioranza con una percentuale superiore al 25% dei voti avrebbe eletto in blocco tutti i suoi candidati e i restanti 179 scranni sarebbero stati ripartiti proporzionalmente alle liste di minoranza.

    La legge Acerbo fu approvata alla Camera il 21 luglio del 1923 con 223 SI e 123 NO ed entrò in vigore con l’approvazione Senato il 18 novembre 1923 con 165 SI e 41 NO spianando la strada al Fascismo con le conseguenze che tutti conosciamo.
    Resta da capire come possa realmente chiamarsi un Governo che ha la Presidenza del Consiglio dei Ministri con la Monarchia in essere e il Re regnante, ma questa è un’altra storia.

    Comunque sia, 25 anni dopo, nel 1948, Enrico De Nicola, il Presidente della Camera che aveva scelto i Membri della Commissione che poi aveva approvato la Legge Acerbo dando il via legale al ventennio Fascista fu nominato PRESIDENTE della REPUBBLICA ITALIANA.

    Repubblica si fa per dire, perché per le Elezioni del 1946, ancora oggi, dopo 64 anni, il dibattito è aperto circa la legalità di quelle Votazioni.

    Non che ultimamente i nostri politici abbiano migliorato.

    Tanto per capire: nel 1946 erano presenti in lista 42 tra Partiti, Formazioni e Movimenti; nel 2008 erano 152 i partiti ammessi alle Elezioni !

    Enrico De Nicola è l’unico Deputato ad aver ricoperto sia la carica di Presidente del Senato sia quella di Presidente della Camera dei Deputati, ma nella sua vita ricoprì anche la carica di Presidente della Corte Costituzionale, trovandosi così ad essere stato a capo di 4 delle 5 cariche più alte dello Stato.

    Questo dopo la fine di quello che è chiamato Regime Totalitario, ma nel frattempo abbiamo avute città e regioni governate per 35 anni dallo stesso partito.

    Dal 1946 sono passati 64 anni e dal 1923 addirittura 87 e che cosa è cambiato per i Politici ?

    Ci sono cose che accadono e fanno impallidire il miglior scrittore di romanzi fantascienza e per convincersi basta arrivare ai giorni nostri.

    Qualcuno vuol sapere come fondare un nuovo Partito a costo zero ?

    Osservando innumerevoli ore di servizi televisivi e giornalistici di PUBBLICITA’ GRATUITA offerta a formazioni politiche e a parlamentari NON eletti dai Cittadini sono giunto alla seguente conclusione e strategia:

    - vicino al tempo di elezioni agganciarsi ad un Partito sicuramente vincente; non importa come ci si arriva, basta esserci e non importa se se tue idee sono diverse dalle loro. Pecunia non olet.

    - una volta eletto con i voti di quel partito, basta aspettare, incassare quei 20 o 30.000 euro il mese e godersi la casa al mare.

    -se non hai la casa cerca in qualche carteggio ereditario e, se sei fortunato, ti ritrovi in mano un’abitazione miracolosa che puoi comperare o vendere senza sapere quanto vale e, soprattutto, senza sapere a chi la stai vendendo.

    - poi vai in diretta TV, annuncia al Popolo Italiano che, nell’interesse della Patria e degli Italiani hai fondato una nuovo Movimento per PROTEGGERLI dalle INGIUSTIZE e dai PUTTANIERI.

    Grazie all’ulteriore pubblicità gratuita di cui beneficerai per articoli di giornalisti più o meno compiacenti o ad inviti a innumerevoli dibattiti televisivi e grazie all’ovvio sostegno di chi ha perso le elezioni, potrai trasformare il tuo Movimento di Opinione in un Partito vero e proprio.

    Tutto questo senza spendere un Euro per fondare il nuovo Partito se non l’impiego dei soldi che sono stati tolti al POPOLI ITALIANO per i rimborsi elettorali che ti hanno portato in Carica Parlamentare con un’altra casacca.

    Se saprai muoverti bene beneficerai anche della benedizione silenziosa e dell’assenza verbale dell’imparziale Capo dello Stato che ha realmente a cuore l’interesse del POPOLO ITALIANO e la SERIETA’ delle ISTITUZIONI perciò si guarda bene dal tentare di mediare una qualsiasi presa di coscienza nei politici coinvolti in questo trasformismo da circo.

    Frulla tutto questo nel mixer della giustizia e della legalità; poi condisci il tutto con l’impotenza dell’Elettorato e aspetta.

    Alle prime elezioni ti presenti, bello come il sole, baciato e benedetto dall’opposizione con il tuo Partito; nuovo di Zecca e pronto a trombare per un altro decennio gli Italiani.

    In questo modo sarai di nuovo vergine pur avendo fottuto mezzo Elettorato.

    Non è importante chi fotti, maschi o donne non fa differenza, l’Elettorato NON ha sesso: l’importante è rimanere l’ultimo della fila per essere dante e non prendente come tutti noi comuni mortali.

    PS: Per ulteriori informazioni citofonare Gianfranco – Roma.

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