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— Politica

Quello che dicono i sondaggi

Uno sguardo complessivo alle rilevazioni delle ultime due settimane, per capire che aria tira

15 settembre 2010

Dato che la politica italiana sembra essere in balìa di questa strana sindrome per cui tutto si muove e niente si sposta, e alle grande agitazioni nelle interviste e nelle conferenze stampa non seguono risoluzioni definitive dell’attuale fase di stallo, è interessante osservare se invece nel Paese le vicende di queste settimane hanno mosso il consenso e l’opinione pubblica, e come. I numeri dei sondaggi sulle intenzioni di voto, infatti, indicano chiaramente alcune tendenze e, sebbene vadano presi con doppie e triple molle, possono aiutare a spiegare alcune delle decisioni e dei toni dei leader politici italiani. Credibili o no, volatili o no, questi sono i numeri che hanno visto nelle ultime settimane.

Crespi Ricercherealizzato tra il 23 e il 25 agosto per Generazione Italia
(interviste telefoniche condotte con metodologia C.A.T.I.)
PdL – 30,0%, Lega Nord – 12,3%, Futuro e Libertà – 7,0%, MpA – 0,8%
PD – 24,0%, IdV – 6,5%, UdC – 6,5%, Lista Pannella Bonino 1,0%, Alleanza per l’Italia – 0,7%
SeL – 4,5%, La Destra – 2,3%, Movimento 5 Stelle – 1,6%, Rifondazione C.+ Comunisti Italiani 1,2%, Verdi – 0,6%, altri - 1,0%

Isporealizzato tra l’1 e il 2 settembre per il Corriere della Sera
(interviste telefoniche condotte con metodologia C.A.T.I.)
PdL – 29,5%, Lega Nord 11,5%, Futuro e Libertà 6,3%, MpA 1,1%
PD – 26,7%, UdC 6,4%, IdV – 6,3%, Lista Pannella Bonino 1,0%
SeL – 4,5%, La Destra – 2,3%, Rifondazione C.+ Comunisti Italiani – 2,1%, altri 2,1

Digisrealizzato tra il 3 e il 4 settembre per SkyTg24
(interviste telefoniche condotte con metodologia C.A.T.I.)
PdL – 30,6%, Lega Nord 11,7%, Futuro e Libertà 5,3%, MpA 0,7%
PD – 26,9%, UdC 6,4%, IdV – 7,1%, Alleanza per l’Italia – 1,7%, Lista Pannella Bonino 0,7%
SeL – 3,2%, Rifondazione C.+ Comunisti Italiani – 1,8%, La Destra – 1,7%, Movimento 5 Stelle – 1,3%, altri 1,3

Lorienrealizzato tra il 27 agosto e l’1 settembre per il Fatto Quotidiano
(interviste telefoniche condotte con metodologia C.A.T.I.)
PdL – 29,9%, Lega Nord – 14,1%, Futuro e Libertà – 4,3%, MpA – 0,8%
PD – 27,0%, IdV – 6,9%, UdC – 6,5%, Lista Pannella Bonino 0,2%, Alleanza per l’Italia – 1,9%
SeL – 4,5%, Movimento 5 Stelle – 2,1%, Rifondazione C.+ Comunisti Italiani 1,6%, La Destra – 0,4%, Pensionati – 0,2%, altri - 0,6%

Crespi Ricercherealizzato tra il 6 e l’8 settembre per Generazione Italia
(interviste telefoniche condotte con metodologia C.A.T.I.)
PdL – 30,0%, Lega Nord – 12,3%, Futuro e Libertà – 6,9%, MpA – 0,9%
PD – 24,6%, IdV – 6,5%, UdC – 6,5%, Lista Pannella Bonino 1%, Alleanza per l’Italia – 0,8%
SeL – 4%, La Destra – 2,5%, Movimento 5 Stelle – 1,6%, Rifondazione C.+ Comunisti Italiani 1,2%, Verdi – 0,5%, altri - 0,7%

Demosrealizzato tra il 10 e il 13 settembre per Repubblica
(interviste telefoniche condotte con metodologia C.A.T.I.)
PdL – 29,8%, Lega Nord – 11%, Futuro e Libertà – 6,1%
PD – 26,5%, IdV – 5,5%, UdC – 6,3%
SeL – 4,7%, Movimento 5 Stelle – 3,6%, altri – 6,5%

Verrebbe da fare la media per averne un’idea univoca, ma l’operazione è scivolosa e imprecisa: si tratta di sondaggi fatti da istituti diversi, in momenti diversi e con margini di errore diversi. Un’occhiata superficiale ci dice però che il PdL è bloccato sul 30 per cento, forse sotto, comunque molto in difficoltà rispetto alle ultime politiche. Non tutti i movimenti che puntano sull’antipolitica si rafforzano, e la cosa singolare è che rispetto al voto di un anno fa alle europee quello di governo guadagna punti e quello di opposizione ne perde. Il PD soffre parecchio, bloccato intorno al 25 per cento, incalzato da Sinistra e Libertà, che pare guadagnare qualcosina. Incertezza sul risultato dei finiani, ai quali gli istituti demoscopici non sembrano ancora aver preso le misure: chi li dà al 4 per cento e chi li dà al 7 per cento.

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11 Commenti

  1. SeL prima dell’autocandidatura Vendola era a 2.5 adesso e’ a 4.5. Di Pietro era a 8.2 adesso e’ a 6.2. SeL non toglie voti al PD ma a IdV.

    Il PD non e’ “intorno al 25″ come dite, ma intorno al 26.5, come dice la matematica (che non e’ un’opinione). Non e’ carino mangiarsi l’1.5 per fare la volata a Veltroni.

  2. sire

    ma direi che non c’è niente di singolare se la coalizione di governo guadagna dei punti e quella all’opposizione li perde.
    se fossero in grado di fare qualcosa, contro berlusconi le elezioni le vincerebbero.

  3. lubianka

    PCI/PD basta furbate, il potere si prende con il voto!

  4. biagio

    E il non voto?

  5. @dalecooper

    Premesso che tra 26,5&(cioè il risultato delle ultime regionali nonchè media aritmetica dei sondaggi) e 25% non credo ci sia una grossa differenza ti faccio notare (maliziosamente) una cosa:
    l’altro giorno in una discussione sui “giovani turchi”, avevamo già avuto modo di confrontarci, a partire da un mio commento che ti faceva notare che Bersani non aveva vinto il congresso con due terzi (66%) dei consensi (cosa che avevi precedentemente dichiarato), ma con il 53%.
    Ecco, a meno che non mi sia sfuggita l’ironia del tuo commento odierno, cosa possibile, noto che c’è una questione di metodo.
    Si sbaglia di un buon 13% quando conviene, e ci si attacca all’1,5% per motivazioni analoghe.

    Naturalmente stiamo parlando sempre di cose piccole e irrilevanti, ma era interessante fartelo notare. Spero, non la prenderai come una provocazione (in tutta stima, non vuole esserlo).

  6. Caro Dario, non posso che apprezzare la tua attenzione.

    Ammetto che l’altro giorno ho usato un trucco ma:
    - il mio trucco era matematicamente corretto
    - io non fingo di essere superpartes, sono dalemiano fino al midollo
    - il mio trucco non era rivolto ad affossare l’immagine del PD e del suo segretario, cosa vietatissima quand’anche il segretario fosse Veltroni (no lo e’, ricordiamolo)

    Riguardo al primo punto, spiego. Io usai l’unita’ di misura dei “terzi di punto”. Usando quell’unita’ il valore puo’ essere “1″, “2″ o “3″. La regola vuole che si approssimi la misura al valore piu’ vicino: nel nostro caso il “2″. Quello che invece fa il giornalista del (pur ottimo) Post e’ cambiare le cifre di pacca. Se voleva usare il mio trucco, e rimanere nell’universo della matematica corretta, doveva dire il “PD, bloccato ad un quarto degli elettori”.

    Riguardo al terzo punto, purtroppo non ci conoscevamo, me se mi avessi visto l’estate del 2008 ero con tutto me stesso preso a sostenere il sogno veltroniano, pur non condividendolo (“non lo capisco, ma mi adeguo”). Sono rimasto malissimo quando, sin dal giorno dell’elezione di Bersani, e’ iniziato da Franceschini, da Marino, dal sepolcro di Walter, lo stillicidio dei distinguo, degli “altola’”, ecc. Fino all’intervista odierna a Gioia.

  7. francescorocchi

    @dalecooper

    Allora il PD è al 26.5 e tutto va bene. Facci sapere quando il PD arriva al 27, che a quel punto è travolgente, il successo…

  8. thecaulfield

    @dalecooper: grazie per avermi fatto conoscere l’interessante matematica corretta basata sull’unità di misura “terzo di punto”. Vorrei assomigliarti almeno al 33%. :-)

  9. @dalecooper

    Caro dalecooper,
    sull’arrotondamento al 25, 26% o 26,5% avevo già preso per buono il tuo conteggio.

    Ma la questione posta era un altra.

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