domenica 31 Maggio 2026
L’editore dei quotidiani Giornale e Libero ha licenziato giovedì il direttore di quest’ultimo, Mario Sechi, senza spiegazioni ufficiali, ma con molte storie intorno: una serie di fatti, e una serie di ricostruzioni circolate nei giorni scorsi.
I fatti.
Giornale e Libero sono posseduti dalla famiglia Angelucci, rappresentata soprattutto da Antonio Angelucci, ricco imprenditore della sanità privata e parlamentare della Lega, e da suo figlio Giampaolo. Libero riceve una delle quote maggiori del finanziamento pubblico assegnato ogni semestre dal “fondo per il pluralismo”. I due quotidiani, assieme alla Verità (di proprietà del suo direttore Maurizio Belpietro), hanno condiviso negli scorsi decenni alcuni direttori con grande frequenza e rotazione: Vittorio Feltri, Alessandro Sallusti, Maurizio Belpietro, soprattutto. Alessandro Sallusti è stato rimpiazzato alla direzione del Giornale soltanto sei mesi fa. Mario Sechi è stato portavoce della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Da quando Sechi era diventato direttore, settembre 2023, la diffusione totale di Libero era passata da 22mila a 16mila copie, un calo più cospicuo di quello della media dei quotidiani (ma il Giornale è passato da 29mila a 24mila copie, nello stesso periodo). Mercoledì il Foglio aveva annunciato una probabile sostituzione di Sechi. Sempre mercoledì è stata data notizia che il ministero dell’Interno aveva assegnato a Sechi una scorta in conseguenza delle minacce ricevute da gruppi anarchici. Giovedì Libero ha aperto tutta la prima pagina con il titolo “Vogliono ammazzare il direttore di Libero”, e con un editoriale del direttore stesso sul suo avere ricevuto la protezione di una scorta. Giovedì pomeriggio Sechi ha pubblicato un tweet per dire: «Angelucci mi ha licenziato. Lo ha fatto nel momento in cui sono finito sotto scorta, minacciato di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti». E nel suo editoriale “d’addio” di venerdì ha rincarato la dose contro l’editore. Il quale poche ore dopo ha annunciato che a sostituire Sechi sarebbe stato Alessandro Sallusti, che era stato direttore di Libero prima nel 2007 e poi nel 2021, e che ha già preso servizio venerdì firmando l’editoriale sul numero di sabato.
Il resto.
Rispetto ai fatti, le parti in causa hanno fatto circolare una serie di altre informazioni, tutte da verificare. Ci sarebbero state insoddisfazioni e ingerenze dell’editore per: i numeri della diffusione del giornale (ma in Italia non si ricordano direttori licenziati perché il giornale non vendeva, di solito avviene per scontentezza di qualcuno); le posizioni troppo filomeloniane e poco filoleghiste del direttore di Libero; alcune sue scelte relative alla copertura delle manovre intorno alle grandi banche italiane degli scorsi mesi; il suo avere trascurato i rapporti con il capo della Federtennis, che ha poi investito nella nuova società editrice della Stampa ; il suo avere pubblicizzato, enfatizzato e strumentalizzato le minacce ricevute allo scopo di proteggere la sua posizione (ci sono stati non pochi direttori sotto scorta per minacce nel recente passato, hanno fatto sapere ufficiosamente gli Angelucci, aggiungendo che le minacce stesse sarebbero arrivate molto prima rispetto alla decisione di annunciarle sul giornale). E in alcune versioni avrebbe avuto un ruolo anche la recente relazione degli Angelucci col miliardario Leonardo Maria Del Vecchio, da poco entrato come socio nel Giornale.
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