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  • domenica 17 dicembre 2017

Il programma segreto del Pentagono per indagare sugli UFO

È andato avanti dal 2007 al 2012 e aveva un budget di 22 milioni di dollari all'anno, ma finora ne erano a conoscenza in pochissimi

Il Pentagono (SAUL LOEB/AFP/Getty Images)

Un articolo del New York Times e uno del sito POLITICO hanno rivelato che dal 2007 al 2012 il Dipartimento della Difesa statunitense – chiamato spesso Pentagono, per via del famoso edificio in cui ha sede – ha mandato avanti un programma segreto di indagini sui cosiddetti oggetti volanti non identificati (o UFO, dall’acronimo inglese) che è stato finanziato con 22 milioni di dollari (quasi 19 milioni di euro) annuali.

Gli articoli sono stati pubblicati dopo che per la prima volta il Pentagono ha confermato l’esistenza del programma, che si chiamava “Advanced Aerospace Threat Identification Program”, cioè “Programma avanzato per l’identificazione delle minacce aerospaziali”. La maggior parte dei dettagli contenuti nei due pezzi però sono stati raccontati ai giornalisti da un ex funzionario dell’intelligence militare, Luis Elizondo, che era a capo del programma e che si è dimesso lo scorso ottobre perché pensava che la sua attività fosse stata sottoposta a un eccesso di segretezza e che non fosse finanziata adeguatamente.

Il programma era cominciato ed era stato finanziato grazie all’iniziativa di Harry Reid, importante ex senatore per lo stato del Nevada che tra il 2007 e il 2015 è stato leader della maggioranza Democratica al Senato. Reid aveva da tempo un interesse personale per i fenomeni spaziali, in parte suscitato dall’amicizia con l’imprenditore miliardario Robert Bigelow, proprietario della Bigelow Aerospace, un’azienda di tecnologia aerospaziale che lavora con la NASA. Lo scorso maggio Bigelow ha detto durante una trasmissione del programma 60 Minutes di CBS di essere «assolutamente convinto» del fatto che gli alieni esistano e che gli UFO abbiano visitato la Terra. Gran parte dei fondi stanziati per l’Advanced Aerospace Threat Identification Program sono poi finiti alla Bigelow Aerospace, che ha collaborato con il Pentagono al programma.

Il programma era sostenuto anche da altri due senatori e membri di una sottocommissione che si occupava del budget della Difesa: il Repubblicano dell’Alaska Ted Stevens, morto nel 2010, e il Democratico delle Hawaii Daniel K. Inouye, morto nel 2012. I tre senatori decisero che il programma dovesse essere segreto; tra le ragioni c’era il fatto di non volere un dibattito in Senato sul suo finanziamento, cosa che non succede per i fondi destinati ad attività coperte da segretezza.

Elizondo lavorava da un ufficio al quinto piano dell’Anello C del Pentagono, in una zona centrale della struttura. Chi lavorava nell’ufficio riceveva le segnalazioni dei piloti dell’aeronautica militare su oggetti volanti non identificati e fenomeni inspiegabili avvistati e indagava sulla loro origine. Anche dopo la chiusura del programma di indagini sugli UFO nel 2012, Elizondo ha continuato a occuparsi delle segnalazioni, quando non era impegnato in compiti diversi. Secondo quanto ha raccontato al New York Times, è stato sostituito da un’altra persona dopo le sue dimissioni.

Ora Elizondo lavora per l’azienda To The Stars Academy of Arts and Sciences, che si occupa di indagini sugli UFO. L’azienda è stata cofondata da Tom DeLonge, ex cantante e chitarrista del gruppo Blink-182, che – ha detto lui stesso – è «ossessionato» dalle teorie sugli alieni. I dipendenti di To The Stars Academy of Arts and Sciences sono ex membri della CIA e del dipartimento della Difesa.

La conferma del Pentagono sull’esistenza del programma di indagini sugli UFO non significa necessariamente che qualcuno al dipartimento della Difesa degli Stati Uniti creda a teorie sugli alieni, né che ci sia un qualche tipo di complotto. La questione degli oggetti volanti non identificati, infatti, non riguarda solo allucinazioni e leggende metropolitane: l’astrofisica del MIT Sara Seager ha spiegato al New York Times che è possibile avvistare oggetti volanti di cui non si capisce l’origine senza che questo implichi una provenienza aliena. «Quando le persone sostengono di aver osservato dei fenomeni davvero insoliti, a volte vale la pena di fare un’indagine approfondita. Una cosa che a volte le persone non capiscono della scienza è che spesso si osservano dei fenomeni che rimangono inspiegati».

Reid ha commentato l’articolo del New York Times scrivendo: «La verità è là fuori. Davvero» e «Se qualcuno dice di avere le risposte si sta ingannando. Noi non conosciamo le risposte, ma abbastanza prove per farci delle domande. È una questione che riguarda la scienza e la sicurezza nazionale. Se gli Stati Uniti non guidano la ricerca della risposta a queste domande lo faranno altri». In una vecchia intervista Bigelow aveva detto che gli Stati Uniti erano «il paese più indietro» per quanto riguarda le ricerche sugli UFO.

Gli Stati Uniti ebbero un progetto di studi sugli UFO condotto dall’aeronautica militare dal 1947 al 1969: il nome in codice del progetto era “Project Blue Book” e chi ne faceva parte investigò su più di 12mila segnalazioni di avvistamenti di UFO. Di questi, 701 sono rimasti inspiegati, ma nella maggior parte dei casi è stato chiarito che gli UFO in realtà erano stelle, nuvole, aeroplani comuni oppure aeroplani spia di altri paesi.

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