Ci sarà uno sciopero nel centro di distribuzione di Amazon a Piacenza durante il Black Friday

Circa un quarto dei lavoratori del primo stabilimento italiano di Amazon non lavoreranno in uno dei giorni in cui l'azienda riceve più ordini

ANSA/PIERPAOLO FERRERI

Venerdì 24 novembre ci sarà uno sciopero dei lavoratori del centro di distribuzione di Amazon a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza. Venerdì è il giorno in cui ricorre il “Black Friday“, una giornata di saldi anticipati che viene dagli Stati Uniti e che anche in Italia coinvolge con sconti e promozioni tantissimi siti di e-commerce, primo tra tutti Amazon: nella giornata del Black Friday dell’anno scorso il sito italiano di Amazon aveva ricevuto 1,1 milioni di ordini, il più grosso volume di pacchi da spedire mai raggiunto.

Lo sciopero durerà dalle 6 di venerdì alle 6 di sabato: in questo arco di tempo ci sono tre turni di lavoro, quello dalle 6 alle 14, quello dalle 14:30 alle 22:30 e quello dalle 23 alle 6 del giorno successivo. In sintesi, i lavoratori del centro di Castel San Giovanni che aderiranno allo sciopero chiedono che Amazon Italia aumenti gli stipendi (che rispettano i minimi del contratto nazionale), e che siano introdotti dei premi aziendali per i periodi in cui si lavora di più. Lo sciopero è stato indetto dalle sigle sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL (Unione generale del lavoro). Le ragioni dello sciopero sono scritte per esteso nel comunicato diffuso dai sindacati, che potete leggere qui. Secondo il comunicato, saranno più di 500 i lavoratori che non lavoreranno il giorno del Black Friday e che in aggiunta si rifiuteranno di fare straordinari fino al 31 dicembre.

«Sul tema dei riconoscimenti economici per i lavoratori dopo un lungo confronto che ha ottenuto il giusto riconoscimento contrattuale per quanto concerne il livello retributivo, non vi è stata alcuna apertura concreta ai fini del miglioramento delle retribuzioni o della contrattazione di un premio aziendale. Si tenga conto che Amazon Italia ha avuto una crescita enorme. I soldi da redistribuire ci sono. Si aggiunga, a supporto delle richieste delle maestranze, che i ritmi lavorativi non conoscono discontinuità, le produttività richieste sono altissime ed il sacrificio ulteriore richiesto (straordinari obbligati, lavoro notturno ormai strutturale su quasi tutto l’anno e nel periodo di picco organizzato su 6 giorni settimanali, lavoro domenicale) non trova incremento retributivo oltre i minimi del contratto collettivo nazionale di lavoro. Anche un premio una tantum per il picco natalizio ha trovato il NO deciso».

Il centro di distribuzione di Castel San Giovanni è il primo aperto da Amazon in Italia, e per tanto tempo è rimasto l’unico. Da alcuni mesi ce ne sono altri due: uno a Vercelli, nel polo logistico di Larizzate, e un altro a Passo Corese, in provincia di Rieti.

I magazzinieri che svolgono i turni nel centro di distribuzione di Castel San Giovanni guadagnano tra i 1.100 e i 1.200 euro netti al mese (1.450 euro lordi) per 14 mensilità. I dipendenti del centro sono 1.600 ma da ottobre a dicembre il numero di lavoratori nel centro sale a duemila per il maggior numero di ordini di questo periodo dovuto all’avvicinarsi del Natale.

 

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